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Al MAXXI di Roma, il Mercato di Anteprima Terra madre e Festa del Bio, fino al 26 maggio

Il mercato aprirà i battenti domani 25 maggio e si concluderà domenica 26 maggio. Oltre 60 produttori dei Presidi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio che presenteranno i loro prodotti. Una due giorni di talk, degustazioni e intrattenimento, dedicata a cibo, clima e agricoltura biolog

printDi :: 24 maggio 2024 14:40
Terra Madre

Terra Madre

(AGR) Oltre 60 produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio Custodi di biodiversità, sostenitori dei metodi di produzione biologica, coltivatori rispettosi del suolo e delle risorse naturali: sono i produttori e le produttrici che da domani, sabato 25 maggio, animano il grande mercato di Anteprima Terra Madre e Festa del Bio, la tre giorni, organizzata da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio, vede 150 giovani attivisti di 30 associazioni della società civile confrontarsi su cibo, clima e bellezza futura. 

L’evento, realizzato con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il sostegno del Comune di Roma e il supporto di Reale Mutua, intende creare uno spazio di ascolto, riflessione e approfondimento sulle prospettive di un futuro sicuro e sostenibile per tutte e tutti, ma anche sensibilizzare i cittadini attraverso incontri con i produttori, momenti di dibattito e appuntamenti di educazione al gusto. 

Per questo, fino a domenica 26 maggio, nell’area esterna del MAXXI, sarà presente un mercato con oltre 60 realtà provenienti dai Mercati della Terra, dai Presìdi Slow Food e da aziende biologiche del Lazio. Un’occasione per conoscere e assaggiare prodotti che rispecchiano territori, economie e tradizioni locali.

 
Presìdi Slow Food e non solo: un viaggio alla scoperta dell’enogastronomia laziale

Il mercato di Anteprima Terra Madre e Festa del Bio inizia alle porte di Roma, nel borgo di Capranica Prenestina, dove Agromnia Società Agricola porta avanti la produzione della Mosciarella nelle casette, chiamata così perché sottoposta a una lenta pratica di essiccazione che prevede l’asciugatura in piccoli locali di pietra costruiti nei boschi. Consumata da sola, nelle zuppe di legumi o come ingrediente di dolci e paste, questa castagna Presidio Slow Food persegue un altissimo valore ambientale: combattere il forte spopolamento che, come in altri borghi appenninici, ha portato all'abbandono di case e terreni, preservando il prezioso patrimonio naturalistico dei castagneti, anche attraverso lo sviluppo di un turismo sostenibile. 

Un intento, quello di conservare l’ambiente e il paesaggio, che accomuna anche il Presidio degli olivi secolari a cui aderiscono Silvi Sabina Sapori di Palombara Sabina (Rm), Frantoio Battaglini di Bolsena (Vt) e Agresti 1902 a Sabaudia (Lt), aziende specializzate nella produzione di extravergini di qualità, tra cui i monocultivar ottenuti da varietà di ulivi rari della Sabina, come la Carboncella e la Salviana. 

Ci si sposta poi alla Gastronomia Neroni di Maenza (Lt), per conoscere un particolare tipo di broccoletti (Brassica Oleracea), detti localmente chiacchietegli. Caratterizzata dal colore viola e da un sapore delicato, questa varietà originaria di Priverno, in prossimità del fiume Amaseno, viene consumata fresca, sott’olio e in numerosi piatti della tradizione, come la tipica zucca preparata nella pentola di terracotta, detta pignatta.

Non mancano poi le aziende dei Presìdi dedicati alle produzioni lattiero-casearie laziali: l’Oca Bianca con il cacio di Genazzano, un pecorino a latte crudo della prima cintura dell’area metropolitana di Roma, tra i Monti Prenestini e la Valle del Sacco, simbolo del legame indissolubile con la cultura e la storia rurale del territorio; La Baita del Formaggio per il caciofiore della campagna romana, antenato del pecorino che viene realizzato immergendo nel latte crudo, intero, il caglio vegetale ottenuto dal fiore di carciofo o di cardo selvatico, raccolti nel periodo estivo, e la marzolina, formaggio fresco che deve il nome al latte proveniente dai pascoli primaverili, rappresentato dall’Azienda Agricola Benacquista, che alleva capre tutelando le specie autoctone del territorio, la Camosciata delle Alpi e la Capra Grigia Ciociara. 

Dulcis in fundo, il Panificio Eredi Fiasco e i giglietti di Palestrina e Castel San Pietro Romano, biscotti risalenti alla nobiltà romana che, nonostante i semplici ingredienti - farina, acqua e zucchero -  e la breve cottura, richiedono una manualità particolare, tramandata da poche famiglie. 

E poi ancora: verdura e frutta di stagione, confetture e conserve, marroni, tartufi, legumi, farine di grani antichi, salumi artigianali, zafferano, miele, liquori e cocktail alla spina con un fortissimo focus sulle aziende che praticano il metodo biologico. I prodotti provengono tutti da imprese di piccole dimensioni che rientrano nei sistemi del cibo locali dei comuni del Lazio, e sono proposti direttamente dai produttori che ne garantiscono la freschezza e la stagionalità.
Scopri tutti i produttori del Mercato La Festa del Bio: talk, degustazioni, laboratori e storie di biodiversità

Il Mercato di Anteprima Terra Madre si arricchisce grazie alla presenza di numerosi agricoltori biologici che tutelano la biodiversità e custodiscono gli ecosistemi naturali. Sono loro i protagonisti della tappa romana di Festa del BIO, una due giorni di talk, degustazioni e intrattenimento per tutta la famiglia dedicata a cibo, clima e agricoltura biologica. Dopo la conferenza di apertura, in programma sabato 25 maggio alle 11, nell’area esterna del MAXXI l’evento vedrà alternarsi laboratori creativi per bambini, assaggi gratuiti di cibi biologici e locali, esempi di buone pratiche, show cooking, guide alle etichette, quiz e approfondimenti nutrizionali. Da segnare in agenda l’incontro Storie di biodiversità. Parla il bio, domenica 26 maggio dalle 10.45, durante il quale alcuni agricoltori biologici del Lazio condivideranno le loro esperienze con Fabio Attorre, direttore scientifico dell’Orto Botanico romano, tra i più grandi d’Italia. 

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