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“L’impresa oltre il fondatore”: alla Camera dei Deputati il confronto sulla continuità aziendale e sul passaggio generazionale

Istituzioni, accademici, professionisti e rappresentanti del mondo imprenditoriale riuniti per approfondire gli strumenti di tutela dell’impresa familiare. L’INSE elaborerà proposte da sottoporre al legislatore

printDi :: 01 luglio 2026 11:23
Alla Camera dei Deputati il convegno INSE sul passaggio generazionale d’impresa. I Relatori © Credits Foto D. Carriera

Alla Camera dei Deputati il convegno INSE sul passaggio generazionale d’impresa. I Relatori © Credits Foto D. Carriera

(AGR) Si è svolto il 30 giugno 2026, presso la Biblioteca Macuto della Camera dei Deputati, il convegno di studio dal titolo “L’impresa oltre il fondatore. Istituti per la continuità d’impresa tra diritto vigente e istanze di riforma”, promosso dall’INSE – Istituto Nazionale di Scienze Economiche, su iniziativa dell’on. Andrea de Bertoldi, e organizzato con la collaborazione di UNAGRACO Nazionale e UNAGRACO Roma.

L’incontro, diretto scientificamente dal prof. dott. Claudio Miglio, presidente dell’INSE, e presieduto dal prof. avv. Leopoldo Sambucci, ha riunito esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, delle professioni e delle rappresentanze imprenditoriali, chiamati a confrontarsi su uno dei temi più rilevanti per il futuro del sistema produttivo italiano: la capacità delle imprese di sopravvivere, crescere e rinnovarsi oltre la figura del fondatore.

 
Nel suo intervento introduttivo, Claudio Miglio ha evidenziato come il tema trascenda la dimensione strettamente giuridica e tributaria, coinvolgendo direttamente la governance, la continuità aziendale e la sostenibilità del sistema economico nazionale.

«La vera sfida non consiste soltanto nel creare valore, bensì nel renderlo durevole e trasmissibile nel tempo».
Il passaggio generazionale non è un semplice trasferimento patrimoniale
In un Paese come l’Italia, caratterizzato da una forte presenza di imprese familiari, il passaggio generazionale non può essere considerato una vicenda meramente successoria o un semplice trasferimento di beni e partecipazioni.

Come sottolineato dal presidente dell’INSE, esso costituisce:

«un momento decisivo di trasmissione di competenze, responsabilità, cultura imprenditoriale e identità aziendale».
Ogni impresa nasce da un’intuizione, ma si consolida attraverso il lavoro, il sacrificio e la visione di imprenditori che investono nella propria attività non soltanto capitale economico, ma anche capitale umano, relazionale e valoriale.

La gestione dell'avvicendamento generazionale assume, pertanto, una rilevanza che supera la dimensione privata della famiglia imprenditoriale. Dalla sua corretta pianificazione dipendono la tutela dei livelli occupazionali, la conservazione delle competenze maturate nel tempo, la continuità dei rapporti con il territorio e la salvaguardia di patrimoni produttivi costruiti nel corso di intere generazioni.

Quando il percorso viene programmato con lungimiranza e governato attraverso strumenti adeguati, è possibile preservare il valore economico, professionale e sociale dell’impresa. Al contrario, l’assenza di una pianificazione consapevole può determinare dispersioni di valore, conflitti familiari e, nei casi più gravi, la cessazione stessa dell’attività.

Nel corso dei lavori è stato inoltre richiamato il dato secondo cui soltanto una quota estremamente ridotta delle imprese riesce a superare il terzo passaggio generazionale, attestandosi intorno al 3%. Una percentuale che conferma come il futuro dell’impresa non possa essere affidato all’improvvisazione né affrontato soltanto quando la successione è ormai imminente.

Un approccio necessariamente multidisciplinare
Il convegno ha affrontato il tema secondo una prospettiva integrata, mettendo in relazione diritto civile, diritto commerciale, fiscalità, diritto penale dell’economia, finanza aziendale e modelli di governance.

Claudio Miglio ha sottolineato che tali discipline:

«non possono essere considerate ambiti separati, ma elementi di un sistema integrato volto a garantire la continuità e la sostenibilità delle imprese nel lungo periodo».
Questa impostazione riflette la missione dell’INSE, che opera per favorire il dialogo tra mondo accademico, professioni, istituzioni e tessuto imprenditoriale, nella convinzione che le grandi questioni economiche e sociali richiedano il confronto tra competenze differenti e la costruzione di soluzioni condivise.

I relatori hanno approfondito, in particolare, il ruolo della finanza nel governo della transizione generazionale, il divieto dei patti successori, la programmazione dell’avvicendamento nelle società familiari, il patto di famiglia, il trust quale strumento di pianificazione patrimoniale, i profili tributari delle operazioni di segregazione patrimoniale e le implicazioni penalistiche derivanti da un utilizzo non corretto di tali istituti.

Temi di elevata complessità tecnica, ma al tempo stesso di immediata rilevanza pratica, perché incidono direttamente sulla vita delle imprese e delle famiglie imprenditoriali.

La tavola rotonda con i rappresentanti delle forze politiche

Un momento centrale della giornata è stato rappresentato dalla tavola rotonda istituzionale, collocata nel corso del convegno, che ha riunito parlamentari appartenenti a differenti forze politiche per un confronto sulle possibili misure a sostegno del passaggio generazionale e della continuità dell’impresa familiare.

Sono intervenuti:

l’on. Andrea de Bertoldi (LCD – Lega Salvini Premier);
l’on. Guerino Testa (Fratelli d’Italia);
l’on. Chiara Tenerini (Forza Italia);
l’on. Gianmauro Dell’Olio (Movimento 5 Stelle);
l’on. Giulio Cesare Sottanelli (Azione).
Il confronto ha consentito di mettere in relazione le criticità rilevate dagli studiosi, dai professionisti e dai rappresentanti del mondo produttivo con le possibili risposte del legislatore.

Nel presentare il dialogo tra le diverse sensibilità politiche, Claudio Miglio ha osservato che:

«la continuità dell’impresa familiare rappresenta una questione di interesse generale, capace di superare appartenenze e orientamenti differenti per concentrarsi su un obiettivo comune: preservare e rafforzare uno dei principali patrimoni economici e sociali del nostro Paese».

La composizione trasversale della tavola rotonda ha conferito al confronto un particolare valore istituzionale, facendo emergere una sostanziale condivisione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di pianificazione del passaggio generazionale, ridurre le rigidità normative e sostenere la continuità delle imprese sane.

Dalla riflessione scientifica alle proposte normative

Il convegno non ha avuto soltanto una funzione di approfondimento scientifico, ma ha rappresentato l’avvio di un percorso operativo.

L’INSE elaborerà proposte da sottoporre al legislatore, traducendo le indicazioni emerse durante i lavori in possibili interventi normativi ed emendativi.

L’obiettivo è intervenire sulle criticità che oggi ostacolano una pianificazione efficace del passaggio generazionale, favorendo un migliore coordinamento tra disciplina successoria, diritto societario, fiscalità, governance e strumenti di destinazione patrimoniale.

Tra le direttrici di intervento emerse figurano la semplificazione degli strumenti di pianificazione, il rafforzamento della certezza normativa, una disciplina tributaria maggiormente coerente con le finalità di continuità aziendale e l’introduzione di misure capaci di sostenere non soltanto il trasferimento formale della proprietà, ma la prosecuzione effettiva dell’attività economica.

Le risultanze del convegno potranno costituire la base per la predisposizione di proposte emendative da sottoporre alle istituzioni, anche in vista dei prossimi provvedimenti legislativi e della futura legge di bilancio.

Nel dichiarare aperti i lavori, Claudio Miglio ha espresso l’auspicio che l’incontro potesse rappresentare:

«non soltanto un momento di approfondimento scientifico, ma anche un’occasione per elaborare proposte e riflessioni utili al legislatore, alle professioni e al mondo imprenditoriale».

Il contributo delle professioni e del mondo produttivo

Ai lavori hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle professioni economico-giuridiche, del mondo accademico e del sistema imprenditoriale.

Particolare rilievo ha assunto la partecipazione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, rappresentato dal vicepresidente Vincenzo Moretta, dalla consigliera nazionale Cristina Marrone e dal tesoriere David Moro.

La presenza dei commercialisti è risultata particolarmente significativa, considerato il ruolo svolto dalla categoria nell’assistenza alle imprese familiari, nella definizione degli assetti societari e di governance, nella valutazione delle conseguenze fiscali delle operazioni e nella programmazione dell’avvicendamento generazionale.

I rappresentanti del mondo imprenditoriale hanno, a loro volta, portato all’attenzione del convegno le difficoltà concrete affrontate dalle aziende nella gestione della successione, evidenziando l’esigenza di strumenti più semplici, coordinati e accessibili.

I ringraziamenti
Nel corso dei saluti introduttivi, Claudio Miglio ha rivolto un particolare ringraziamento all’on. Andrea de Bertoldi per aver promosso l’iniziativa e per la costante vicinanza dimostrata nei confronti dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nonché per aver consentito che un tema di così rilevante interesse per il sistema produttivo fosse affrontato in una sede istituzionalmente significativa quale la Camera dei Deputati.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto al presidente del convegno, prof. avv. Leopoldo Sambucci, per la competenza, la disponibilità e il significativo impegno profuso nella costruzione scientifica e organizzativa dell’iniziativa.

Il presidente dell’INSE ha inoltre ringraziato tutti gli illustri relatori, l’UNAGRACO Nazionale, l’UNAGRACO Roma e quanti hanno collaborato, anche dietro le quinte, alla realizzazione dell’evento.

Un riconoscimento particolare è stato rivolto alle consigliere dell’INSE Marina Augello e Anita Piras, per il contributo determinante offerto alla realizzazione dell’iniziativa e per l’impegno organizzativo che ha consentito di assicurare all’evento un elevato livello scientifico e istituzionale.

Un percorso da proseguire

Il convegno ha confermato che il passaggio generazionale non può essere affrontato quando la successione è ormai imminente o quando i conflitti tra gli eredi sono già insorti.

Occorre intervenire per tempo, costruendo un percorso che tenga conto delle caratteristiche dell’impresa, delle competenze dei successori, degli equilibri familiari, degli assetti di governance e delle prospettive finanziarie e industriali dell’azienda.

La continuità dell’impresa assume così una rilevanza che supera la dimensione individuale del fondatore e della sua famiglia, diventando un interesse generale del sistema economico e sociale.

L’iniziativa promossa dall’INSE si propone pertanto di trasformare il confronto scientifico, professionale e istituzionale in un contributo concreto alla modernizzazione della disciplina, affinché il valore creato dall’impresa possa davvero durare e trasmettersi oltre il fondatore.

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