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Esplosione alla KNDS di Colleferro: l'allarme di Barbera (PRC), Zeppieri, Mattia e Legambiente tra rischi industriali e salute pubblica

Violenta deflagrazione nel reparto pressatura polveri dello stabilimento ex Simmel Difesa. Mobilitazione totale della politica e delle associazioni per la tutela del territorio, dei lavoratori e della Valle del Sacco.

printDi :: 13 agosto 2026 19:20
© Credits foto Ufficio stampa legambiente lazio da comunicato stampa

© Credits foto Ufficio stampa legambiente lazio da comunicato stampa

(AGR) L'intervento di Giovanni Barbera (Rifondazione Comunista)

Sull'accaduto interviene in una nota Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea di Rifondazione Comunista e membro della Direzione Nazionale del partito:

 
«La deflagrazione che ha squarciato il reparto pressatura polveri della KNDS Ammo Italy di Colleferro, l'ex Simmel Difesa, non è una tragica fatalità, ma il drammatico e prevedibile tributo che il territorio continua a pagare all’economia di guerra. Mentre la politica e i governi europei celebrano l’aumento della spesa militare e finanziano le commesse dei colossi bellici, nei reparti ad alto rischio i lavoratori continuano a mettere a repentaglio la propria vita per produrre strumenti di morte.

Colleferro ha già vissuto il dramma del 2007 con il sacrificio del giovane operaio Roberto Pignalberi e il ferimento di altri tredici lavoratori. Il fatto che a distanza di anni ci si ritrovi a tremare per una nuova esplosione dimostra l’incompatibilità strutturale tra la produzione intensiva di munizionamento pesante e la sicurezza dei lavoratori e delle comunità locali. Non possiamo tollerare che le pressioni della corsa al riarmo rischino di tradursi in ritmi di lavoro esasperati e in un allentamento delle tutele nei siti industriali a elevata pericolosità.

Esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e ai soccorritori. Ma il cordoglio non basta: servono azioni immediate e trasparenti. Chiediamo che il Ministero del Lavoro, la Regione Lazio e le autorità competenti facciano immediata luce sulla dinamica dell'evento, accertando se l’eventuale accelerazione dei ritmi produttivi legata alle ultime commesse abbia inciso sulle condizioni di sicurezza del personale dipendente e dell'indotto.

Chiediamo l’avvio immediato di un piano straordinario di ispezioni e verifiche su tutti gli stabilimenti soggetti alla Direttiva Seveso III presenti nella provincia di Roma e nel Lazio. Soprattutto, è giunto il momento di spezzare una volta per tutte il ricatto occupazionale che baratta il salario con la vita e la salute pubblica: la Regione e il Governo aprano subito un tavolo per la riconversione industriale della fabbrica di Colleferro verso settori civili, ecologici e socialmente utili. Le competenze e le professionalità degli operai devono servire la vita, non la distruzione».

La posizione della Consigliera Regionale Alessandra Zeppieri

La consigliera regionale del Lazio Alessandra Zeppieri dichiara:

«L’esplosione avvenuta oggi, intorno alle 14.30, nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro richiama ancora una volta l’attenzione sulla sicurezza degli impianti industriali e sulla capacità dei territori di affrontare emergenze di questo tipo.

Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori del soccorso che sono intervenuti. Ora spetterà alle autorità accertare dinamica, cause e responsabilità.

Ma una cosa va detta con chiarezza: quando si lavora con materiali pericolosi, la sicurezza non può essere affidata alla fortuna. Servono prevenzione, controlli, piani di emergenza e risorse adeguate.

Ed è inevitabile pensare alla Valle del Sacco e al progetto di riconversione dell’ex Winchester di Anagni, dove è prevista la produzione di nitrogelatina per l’industria bellica.

La Valle del Sacco ha già pagato un prezzo altissimo per l’inquinamento e per un modello industriale che ha messo troppo spesso il profitto davanti alla salute e alla sicurezza.

Non vogliamo aggiungere un nuovo rischio industriale e militare a un territorio già ferito.

La sicurezza delle persone viene prima della produzione bellica.

Quello che è accaduto oggi a Colleferro deve spingerci a pretendere più prevenzione, più trasparenza e più controllo».

La nota della Consigliera Regionale Eleonora Mattia (PD)

La consigliera regionale del Partito Democratico nel Lazio Eleonora Mattia esprime la propria vicinanza:

"Seguiamo con grande apprensione le notizie che arrivano da Colleferro, dove questo pomeriggio un incendio ha preceduto un'esplosione all'interno dello stabilimento dell'ex Simmel Difesa, oggi Knds Ammo Italy Spa. Esprimo la mia profonda vicinanza alle maestranze, alle loro famiglie e all'intera comunità locale.

Un ringraziamento sincero va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri e ai soccorritori tempestivamente intervenuti sul posto per domare le fiamme, mettere in sicurezza la zona e verificare le condizioni dei lavoratori presenti. La sicurezza nei luoghi di lavoro e nei presidi industriali del nostro territorio deve rimanere una priorità inderogabile. Restiamo in costante contatto con le autorità locali e i rappresentanti del territorio per seguire l'evolversi della situazione e accertare le dinamiche dell'accaduto."

L'appello di Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente

Il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani interviene duramente sull'accaduto e sul contesto territoriale:

"Basta pericolosissime fabbriche di armi sui territori, lo abbiamo detto da tempo e chiaramente a chi vuole realizzare un nuovo polo della filiera a pochi chilometri da Colleferro - dichiara Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente -. La fabbrica oggi è al centro delle cronache per l'esplosione fragorosa, vanno capiti i motivi e messa in totale sicurezza l’area da ogni minimo rischio, ma intanto, davanti alla richiesta di attivazione di un ulteriore polo produttivo di materiali chimici per la composizione di esplosivi nella vicina Anagni, chiediamo che l’iter autorizzato si fermi e venga definitivamente bocciato da istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti. Siamo alle porte della Valle del Sacco, luogo da bonificare e riempire di industria green e lavoro sicuro, alla quale riconsegnare la qualità ambientale persa a causa di una chiave di sviluppo che per decenni ha divorato questi luoghi, impoverendone la bellezza, inquinando il suolo, l'aria e l'acqua del fiume: qui dove oggi il suono dell'esplosione della fabbrica di munizioni si è sentito benissimo, continuiamo a chiedere non più inquinamento ma qualità della vita, non più fabbriche di morte ma ecogiustizia per chi ci vive".

Considerazioni finali sulla salute pubblica e la sicurezza del territorio

L'incidente odierno alla KNDS Ammo Italy di Colleferro trascende la cronaca contingente dell'incidente sul lavoro e impone un profondo esame di coscienza collettivo circa la sostenibilità sanitaria e ambientale delle produzioni ad alto rischio collocate in aree densamente antropizzate. La Valle del Sacco, storicamente gravata da pesanti servitù industriali e da un pregresso e conclamato inquinamento delle matrici ambientali (suolo, falda acquifera e aria), non può tollerare ulteriori pressioni antropiche o l'insediamento di nuovi siti chimico-esplosivi, come quello ipotizzato ad Anagni.

La tutela della salute pubblica non è negoziabile e deve necessariamente precedere qualsiasi logica di profitto o di incremento della produzione bellica. Eventi accidentali di questa portata generano non solo un pericolo immediato per l'incolumità fisica dei lavoratori e dei residenti — esposti a deflagrazioni, fumi tossici e ricadute ambientali —, ma alimentano una costante sindrome da stress e insicurezza sociale nelle comunità locali. Pretendere la rigorosa applicazione della Direttiva Seveso III, bloccare i progetti a potenziale impatto nocivo e avviare una radicale bonifica ecologica dell'intero comprensorio rappresentano ormai condizioni sine qua non per restituire dignità, vivibilità e sicurezza a un territorio troppo a lungo sacrificato sull'altare di un modello di sviluppo obsoleto e pericoloso.

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