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Ostia, "Pazze d'amore" quando amore e libertà facevano rima con pazzia, il 7 maggio al teatro del Lido

Il nuovo spettacolo di LABirinti APS, voci e corpi dal passato per denunciare il sessismo di oggi.Il testo attinge a testimonianze e documenti storici, con un occhio al periodo fascista, in cui la teoria di Cesare Lombroso della donna cerebralmente inferiore nasceva. Il 9/10 maggio replica ad Acilia

printDi :: 29 aprile 2026 22:22
Locandina Pazze d'Amore

Locandina Pazze d'Amore

(AGR) Quattro donne, quattro storie. Uno spazio comune, il manicomio femminile, nell’arco di tempo fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, un momento in cui in Italia si sviluppano e mettono radici insidiose teorie psichiatriche, che associano alla devianza la creatività e l’assertività di chi non accetta regole imposte.

E’ “Pazze d’amore”, spettacolo realizzato da LABirinti APS, che si svolgerà dal 7 maggio al Teatro del Lido di Ostia, il 9 e 10 maggio presso il teatro dell’Accademia Santa Rita di Acilia.

 
In scena una riflessione contemporanea su violenza di genere e controllo sociale sul corpo della donna, attraverso un linguaggio che è simbolo, archetipo, ma anche fisicità.

Scritto e interpretato da Daria Di Bernardo, a cui si affianca nella regia Marianna Manca, il testo attinge a testimonianze e documenti storici, con un occhio privilegiato al periodo fascista, in cui la teoria tardottocentesca di Cesare Lombroso della donna cerebralmente inferiore e incline all’instabilità mentale germina negli stereotipi sessisti che ancora oggi si autoalimentano. Normale, secondo Lombroso, la donna incapace di formulare pensieri astratti e di prendere decisioni, concentrata sul ruolo di madre. Folle, la donna che riflette, pianifica, progetta, agisce il cambiamento. Ed è per questo che a seguito della legge manicomiale del 1904 divenne possibile l’internamento anche per comportamenti contrari “alla morale o all’ordine pubblico”: non a caso, all’alba dei movimenti di emancipazione femminile.

“Indocili”, “troppo ilari”, “troppo seduttive”, “irose”, “ciarliere”, “loquaci”…: etichette fantasiose quanto spietate, utilizzate per ricondurre al silenzio donne colpevoli di aver espresso la propria autonomia ed unicità di pensiero, carattere, desiderio.

“Abbiamo lavorato su corpo ed emozioni. L’obiettivo è restituire voce a queste vite negate, riportando alla luce un capitolo buio e rimosso della storia italiana. – spiega Daria Di Bernardo – La memoria si trasforma in presenza scenica per interrogare il presente. Perché i meccanismi di controllo e repressione del femminile non appartengono solo alla storia.”Finanziato con i fondi 8x1000 della Chiesa Valdese, lo spettacolo è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

CALENDARIO REPLICHE

7 maggio 2026 ore 21– Teatro del Lido di Ostia (via delle Sirene, 22, Ostia)

9 maggio 2026 ore 21– Accademia S. Rita (Viale Fra’ Andrea di Giovanni, 150, zona Acilia Dragoncello)

10 maggio 2026 ore 18 – Accademia S. Rita

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