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Ostia, il "Manfredi" alla città, il teatro è un regalo prezioso

Luciano Colantoni, presidente del teatro Manfredi : Il teatro è un regalo prezioso che fate a voi stessi ed alla vostra città. Per ripartire servono certezze, il lockdown è stato una mazzata. Non abbiamo intenzione di mollare ma la ripresa sarà dura

printDi :: 29 ottobre 2020 09:06
Ostia, il Manfredi alla città, il teatro è un regalo prezioso

(AGR) “Il teatro riuscirà ad andare avanti solo grazie al contributo di ognuno di voi: l’abbonamento è un regalo prezioso che fate a voi stessi ed alla cultura della nostra splendida città”. Questo il toccante messaggio che il presidente del Teatro Manfredi di Ostia ha inviato ai primi di settembre ai tanti abbonati per invitarli a rinnovare. La formula di quest’anno caratterizzato dal distanziamento prevedeva, tra l’altro una disponibilità limitata di posti e l’abbonamento a posto unico per dieci spettacoli è offerto a 140 euro. A sette giorni dalla ripartenza, con la commedia “Diamoci del tu” di Gaia De Laurentiis e Pietro Longhi, il nuovo doloroso stop a cinema e teatri, l’impressione di trovarsi dinanzi ad un altro lungo calvario di cui non si vede la sommità, almeno a breve.

Per il “Manfredi”, sul cui palco si sono esibite le più importanti compagnie teatrali di Roma, sono stati quindici anni di crescita, un ruolo sempre più riconosciutogli sul litorale. “In quindici anni – racconta Luciano Colantoni, il presidente del teatro, iniziativa che ha avviato e condiviso con un manipolo di amici – per la prima volta, dopo il Capodanno 2019 avevamo chiuso in attivo. Soldi che ci sono serviti come ristoro del personale, la cassa integrazione, infatti, non è arrivata a tutti e laddove è arrivata i soldi sul conto sono stati accreditati con molto ritardo. Il lockdown è stato una mazzata, ora potrebbe essere peggio, abbiamo fiducia e voglia di continuare ma servono certezze, fare programmi futuri oggi è difficile, eppure ci stiamo lavorando, non molliamo”.

Il Manfredi vantava un pacchetto di 1800 abbonati, ora ridotti a 300. Gli incassi delle serate sono divisi a percentuale con le compagnie, al teatro restano tutte le spese, dall’affitto mensile della sala, al personale, alla pulizia, al riscaldamento ed all’energia elettrica.

“Intanto voglio rassicurare tutti gli abbonati che non perderanno i loro soldi. – continua Colantoni – La stagione verrà spostata in avanti,  di un mese, se avremo l’opportunità di riaprire a novembre, di più se la sosta proseguirà sino a Natale”.

Non aggiunge altro. L’offerta del Manfredi non si esaurisce nei dieci spettacoli degli abbonamenti. “Ogni anno programmiamo 6 spettacoli fuori abbonamento, di solito nei week end, e un mini-abbonamento per spettacoli per ragazzi. – continua Colantoni – Anche riprendere la programmazione sarà difficile e soprattutto complicato incastrare per le compagnie i vecchi impegno con i nuovi, far coincidere, in sostanza, gli impegni dei cartelloni”. Il Manfredi ha spento le luci, intanto cerca di sopravvivere per una nuova ripartenza, a pesare sui conti c’è anche l’affitto della sala. “C’è un discorso aperto con i padri Pallottini, sono fiducioso”.

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