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Ostia, compie dieci anni la festa del libro e della lettura

printDi :: 31 gennaio 2020 15:23
Ostia, compie dieci anni la festa del libro e della lettura

(AGR) Il 13 marzo 2010 iniziava un’esperienza di volontariato culturale che avrebbe dato positivi e duraturi risultati nella vita sociale di un grande quartiere della periferia romana: la Festa del libro e della lettura di Ostia. La organizza tre volte l’anno l'Associazione culturale no-profit Clemente Riva che si propone di realizzare una serie di iniziative capaci di unire i valori   della   cultura   con   quelli   della   solidarietà,   dando   soprattutto incentivo   alla   lettura   e   alla   libera   circolazione   dei   libri,   considerati strumenti   essenziali   di   promozione   umana   e   sociale,   oltre   che   di crescita culturale. Un ideale, questo, che fa sua l’eredità spirituale del vescovo   rosminiano   Clemente   Riva   (1922-1999),   tenace   e   attivo propugnatore del rinnovamento conciliare e in particolare del dialogo ecumenico e interreligioso.  Ad ogni Festa, migliaia di testi - donati da case   editrici   locali   e   nazionali,   da   numerosi   scrittori   e   da   tantissimi cittadini - vengono messi a disposizione del pubblico  ad offerta libera per   una   raccolta   fondi   destinata   a   varie   realtà   di   volontariato.

L'obiettivo,   ispirato   ad   una   visione   cristiana   della   vita   ma   aperto   al pluralismo   e   al  dialogo,   è   quello   di   creare   luoghi   ed   occasioni   di incontro e di scambio di esperienze, di sana crescita per le persone e per   le   famiglie.   All’inizio,   queste   considerazioni   sembravano appartenere ad una battaglia di retroguardia o destinata comunque ad un circolo di pochi fans. Ma poi i volontari (detti “clementini”) si sono dovuti   ricredere   per   il   crescente   successo   dell’iniziativa,   lento   ma costante.    La  Festa,  ospitata  di   norma   nel  Salone   multimediale  della Parrocchia   di   S.Monica   ad   Ostia   Lido,   è diventata   con   il   tempo   non   solo   un appuntamento   per   tutti   gli   appassionati   della lettura ma anche una sorta di festival culturale, dando sempre più spazio anche a presentazioni di   libri,   convegni   di   studio,   mostre   d’arte   e fotografiche,   spettacoli   teatrali   e   musicali, anteprime   cinematografiche.   Non   solo.   Di fronte alla richiesta di apprendimento culturale e di socialità diffusa in un quartiere di periferia così popoloso (Ostia, appunto), l’Associazione ha   cominciato   ad   organizzare   anche   le cosiddette   Mini-Feste   (una   o   mezza   giornata) nei luoghi di aggregazione in cui viene invitata: centri   culturali,   mercatini,   parrocchie,   sedi   di lavoro,   comitati   di   quartiere,   stabilimenti balneari. Anche qui lo scopo è di diffondere la cultura e rafforzare le relazioni sociali. Con lo stesso   duplice   scopo   i   soci   della   “Clemente Riva”   organizzano   e   promuovono   alcuni   concorsi   nazionali:Fotolibrando,   Poetamare,   Tutta   scena!,   FumettOOstia.   E   poi:   servizi editoriali,   formativi   e   di   promozione   stampa;   corsi   di   formazione   su scrittura  e lettura; sostegno  alle adozioni a  distanza in Malawi  e alle associazioni   Onlus   italiane   e   internazionali;   ritiri   culturali;   punti   di raccolta e diffusione di libri usati presso negozi e centri culturali.  La Festa del libro e della lettura di Ostia, molto presente anche sui social, ha   dato   ispirazione   alla   nascita   della   Festa   dei   libri   e   dei   fumetti   di Avella, in Campania, con cui si è poi gemellata. Gemellaggio stabilito anche   con   una   esperienza   del   nord,   Leggermente,   promossa   dalla Confcommercio di Lecco: tutti e tre, per un’Italia che legge, s’informa, arricchisce continuamente il proprio patrimonio culturale, per un’Italia di cittadini  consapevoli, attivi e responsabili. Da sempre  la Festa del libro   di   Ostia   ha   anche   un   simbolo   e   un   testimonial:   Booky,   il pesciolino-lettore.   Per  avvicinarsi   soprattutto   ai   bambini   e   ai   ragazzi che,   in   questo   Paese   di   lettori   deboli   o   non-lettori,   sono   ancora incuriositi dal libro tradizionale e se ne lasciano “sedurre”. Sono loro la speranza di uscire dalla crisi culturale in cui viviamo da troppo tempo.

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