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Il teatro del Vascello presenta: Gabriele Lavia dice...Giacomo Leopardi

Dalla danza al teatro, alla recitazione, alla musica il teatro Vascello a Roma torna protagonista e presenta una stagione con i fiocchi. Si inizia domani con la danza di Crangon Crangon, poi serata di Gabriele Lavia che racconta il suo Leopardi e Mistery Train

printDi :: 20 ottobre 2021 23:55
locandina evento

locandina evento

(AGR) La Danza fa spettacolo al teatro del Vascello che presenta in via del tutto eccezionale ed estemporanea giovedì 21 ottobre 2021 ore 19:30: Crangon Crangon (studio) Ideazione: Daria Greco e  Performance: Valentina Sansone Suono: Filippo Lilli Luce: Paride Donatelli Costume: Vittorio Gargiuolo

Crangon Crangon interroga lo spazio dietro.

Il progetto Crangon Crangon, in lenta e scrupolosa ricerca, si muove nell’ambito della danza contemporanea e delle arti performative e apre le porte al pubblico in forma di studio.Il corpo viene immerso nella condizione inconsueta di abitare gli spazi alle sue spalle frequentando un movimento opposto a quello di chi avanza.

La produzione di moto all'indietro rifonda il concetto di spazio e trasforma l'esperienza umana nel dispendio anatomico, nella produzione di immagini, nel modo di guardare, nel carattere, nelle definizioni. A partire da una riflessione sul concetto di capovolgimento, sia nel mondo animale che in quello umano, il terreno esplorato è quello del cambio di prospettiva. Cosa succede se vado verso ciò che non vedo? Ne sono naturalmente attratta? Perché? Queste domande, parallelamente a un interesse meramente anatomico, emergono come pretesti per interrogare l'invisibile, l'ignoto, la dimensione a cui appartengono le nostre anime.

Daria Greco (San Cesario di Lecce,1986) è una danzatrice contemporanea e performer impegnata stabilmente nelle produzioni del gruppo Chiasma (MIC) di Salvo Lombardo, di cui è artista associata. Figura come interprete anche in Plubel di Fabritia D’Intino e Clémentine Vanlerberghe, Forest Reloaded di Riccardo Guratti e in CAMPFIRE/dove finisce l'incendio di DOM.

In Italia ha danzato per il festival Oriente Occidente, Fabbrica Europa, REF Roma Europa Festival, Short Theatre, Teatri di Vetro, Attraversamenti Multipli, Interplay, NID, Kilowatt, Inteatro, Inequilibrio 22, CrossProject, FIND, Festival Corpi in Movimento, Versilia Danza, Lavanderia a Vapore, Scompiglio, Altofest, Anghiari Dance Hub, Ammutinamenti, Vetrina della Giovane danza, APP Ascoli Piceno Present, Città delle 100 scale Festival, Danza Urbana, Ipercorpo, Krono Terreni Creativi, Nao Festival, Milanoltre, Danae Festival. In Francia per il Theatre National de Chaillot e il Festival D’Avignon.In India per Attakkalari Dance Festival e in Lituania per Sokio Aura Teatras.

Rilevanti nel suo percorso formativo e di ricerca i profili di Marta Ciappina e Arkadi Zaides. Dal 2007 al 2009 è stata ballerina nel programma televisivo Music Gate prodotto da RaiGulp in collaborazione con l'Antoniano di Bologna.Tra i suoi progetti autoriali Noyau (2017), TAGADA’ (2021, collaborazione con F. D'Intino) e Crangon Crangon (2021, progetto vincitore di Odiolestate, Fuoriprogramma Festival e Citofonare Pimoff).

Dal 2020 è cofondatrice di Ostudio, spazio di lavoro nato da un progetto di coabitazione artistica nel quartiere di Roma Torpignattara, e dal 2018 di SiR_sharing in Roma, progetto di messa in rete e di condivisione di pratiche di ricerca rivolto ai performer nella capitale.

Venerdì 22 ottobre 2021 h 21

Effimera srl presenta "LAVIA DICE GIACOMO LEOPARDI" di e con Gabriele Lavia

“Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.

Gabriele Lavia

Lavia ‘dice Leopardi’: dice, perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza, le più intense liriche dei Canti e non solo, da A Silvia a L’Infinito, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e Il sabato del villaggio a La sera del dì di festa.

I versi leopardiani ripetono che l’amore, l’intimità rubata ed immaginata fatta di attese e ricordo, i sogni senza sonno, le nobili aspirazioni dell’animo, le speranze che riscaldano lo spirito umano e che a volte svaniscono di fronte alla realtà, sono tutti elementi che rendono faticosa ed impegnativa la vita, ma straordinariamente degna di essere vissuta. Lavia dice Leopardi è un viaggio nella profondità dell’animo umano, un nuovo omaggio al poeta, a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della sua esistenza che si tramutò in esaltante creatività artistica.

LEZIONE DI STORIA IN MUSICA

MYSTERY TRAIN UN VIAGGIO NELL'IMMAGINARIO AMERICANO

sabato 23 ottobre 2021 ore 21/ domenica 24 ottobre 2021 ore 17

Con Alessandro Portelli, Gabriele Amalfitano, Margherita Laterza, Matteo Portelli. Libertà, frontiera, industria, solitudine: il treno come straordinaria metafora della modernità americana.

Cos'ha significato il treno per un paese come l'America? La modernità è penetrata in un mondo rurale attraverso i binari, cambiando per sempre il paesaggio naturale come quello antropologico. Da oggettivazione del moderno e dell'accelerazione che lo contraddistingueva, la ferrovia è oggi diventata rottame, residuo, reperto di un mondo scomparso. Mystery Train. Un viaggio nell'immaginario americano ripercorre il rapporto dell'America con il treno, tra racconti, poesie e canzoni.

Un'attrice, Margherita Laterza, due musicisti, Matteo Portelli e Gabriele Amalfitano, e un americanista, Alessandro Portelli, mettono in scena questa originale e particolarissima Lezione di Storia, convocando, tra gli altri, Hawthorne e Dickinson, Woody Guthrie e Bruce Springsteen, Elvis Presley e Johnny Cash.Lo spettacolo è prodotto dagli Editori Laterza in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio.

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