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Fiumicino, nelle scuole al via "ABCYBER", per un uso consapevole del web da parte dei giovani

Il progetto è destinato agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado ed ha lo scopo di alfabetizzare gli studenti sulla normativa in materia di cybercrimine, sensibilizzarli a un uso consapevole del web per prevenire episodi a rischio.

printDi :: 27 ottobre 2021 15:33
Fiumicino, nelle scuole al via ABCYBER, per un uso consapevole del web da parte dei giovani

(AGR) È stato presentato questa mattina presso la sede comunale il progetto ABCyber, uno dei 100 progetti vincitori del Bando VitaminaG del programma GenerAzioniGiovani.it e finanziato dalle Politiche giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù. Il progetto, ideato dall’associazione giovanile Cons.Crim. – Consulenze Criminologiche, è destinato agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado (terza media, primo e secondo superiore) ed ha lo scopo di alfabetizzare gli studenti sulla normativa in materia di cybercrimine, sensibilizzarli a un uso consapevole del web e a prevenire che si possano verificare episodi a rischio. Partirà a novembre in due scuole del nostro Comune, la scuola media Segré e l’Istituto Leonardo Da Vinci e durerà fino a giugno.

Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca, l’assessora alle Pari Opportunità Anna Maria Anselmi, l’assessora ai Servizi sociali Alessandra Colonna e le referenti del progetto e fondatrici dell’associazione Cons. Crim., le criminologhe Giulia Perrone e Roberta Brega.

“L’idea che delle professionalità e delle ragazze del nostro territorio – ha detto il vicesindaco Di Genesio Pagliuca – abbiano partecipato a un bando regionale passando una selezione ardua ci fa molto piacere. Come Amministrazione un paio di anni fa distribuimmo nelle scuole dei libri che spiegavano cosa fosse il cyberbullismo, un tema molto delicato e che coinvolge numerosi giovani. Questo nuovo approccio è più innovativo e al passo coi tempi. Speriamo che il progetto nato nel nostro territorio possa un domani superare i confini ed essere riconosciuto a livelli più estesi”.

“Il progetto – ha aggiunto l’assessora Anselmi – è mirato ai più giovani poiché la loro vita gira intorno all’utilizzo del web e dei social. Sono argomenti con cui conviviamo tutti, ma i ragazzi e le ragazze è giusto che conoscano i rischi che ci sono nell’utilizzare questi strumenti. Lo scopo è prevenire, alfabetizzare e sensibilizzare i giovani a un uso consapevole del web. Avevamo presentato in passato il libro delle criminologhe referenti del progetto, frutto di anni di ricerca sul campo sul cyberbullismo, pianificando poi questo progetto di prevenzione sul nostro territorio, dove in passato si sono verificate alcune situazioni a rischio”.

“È un progetto importantissimo – ha dichiarato l’assessora Colonna – tanto più che nel periodo di covid l’uso del web è aumentato tantissimo. I giovani vanno tutelati perche sono loro che subiscono le maggiori conseguenze di un uso scorretto dell’informatica. Come Amministrazione stiamo già pensando a come dare seguito nei prossimi anni”.

“ABCyber – ha spiegato la dottoressa Perrone – ha una storia lunga e la vittoria del bando regionale ci ha permesse di concretizzarlo. È un progetto di prevenzione primaria con uno stampo giuridico. Lo abbiamo disegnato per i ragazzi, con lo scopo di seguirli per tutto l’anno scolastico, parlare con loro attraverso lezioni teoriche e attività esperenziali di gruppo come un gioco informatico chiamato ABCyber Game, per far capire loro quali emozioni si provano online, quali sono le caratteristiche del web che spesso portano a esporsi e capire con loro i rischi e le conseguenze di un suo uso scorretto”.

“Le tre parole che abbiamo scelto come cuore del progetto – ha concluso la dottoressa Brega - sono alfabetizzazione, sensibilizzazione e prevenzione. Da giuriste crediamo che la pena debba essere certa ma che non sia la soluzione del problema. Vanno previste e corrette tutte le condotte a rischio che i ragazzi possono commettere o subire sul web”.

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