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Cinelido, Festival del cinema breve, il grande successo di Ostia dimostra che il comparto short movie deve essere valorizzato

Nicola Acunzo, ideatore della Giornata mondiale del Cinema Italiano e promotore del cinema breve nel mondo: Il cinema di qualità è la miglior premessa per la vera ripartenza. Il successo di Cinelido dimostra che è il momento di rilanciare il comparto

printDi :: 18 luglio 2021 19:26
cinelido

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(AGR) Si è svolta ieri la seconda serata di Cinelido – Festival del cinema italiano (stasera dalle 21 il gran finale), dedicata al Premio David di Donatello con la proposta di una selezione dei corti vincitori degli ultimi anni, realizzata in sinergia con l’Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello. Otto i film scelti e premiati per la maratona David, con un contributo video del Presidente Piera Detassis e alla presenza del Segretario generale dell’Accademia Manuela Pineschi e dei registi vincitori: “Anne” di Domenico Croce e Stefano Malchiodi (2021), “Inverno” di Giulio Mastromauro (2020), “Bismillah” di Alessandro Grande (2018), “A casa mia” di Mario Piredda (2017), “Bellissima” di Alessandro Capitani (2016), “Thriller” di Giuseppe Marco Albano (2015), “37° 4 S” di Adriano Valerio (2014), “Dell’ammazzare il maiale” di Simone Massi (2012).

Ha partecipato alla serata l’Onorevole Nicola Acunzo, ideatore della Giornata mondiale del Cinema Italiano, insignito del Premio speciale Cinelido, in quanto promotore del cinema breve nel mondo: “Il cinema di qualità è la miglior premessa per la vera ripartenza. Il successo di pubblico di Cinelido dimostra che è il momento di rilanciare seriamente il comparto short movie. L’indotto produttivo che rappresenta è una seria opportunità per tutti i lavoratori dello spettacolo, oltre che la concreta chance per talentuosi registi di far conoscere e apprezzare la propria arte. Un’arte che produce non solo bellezza e sentimento, ma soprattutto lavoro ed economia reale per il Paese”. Continua Acunzo: “L’educazione al cinema breve è importante. L’inserimento dell’insegnamento di cinema e teatro negli Istituti Superiori è già una mozione che ho presentato in Parlamento”.

A questa dichiarazione si aggiunge la voce esperta e appassionata di un altro ospite illustre del Festival, Agron Domi, Fondatore e Direttore del Tirana International Film Festival (Academy Awards Qualifying), con cui Cinelido ha stretto un gemellaggio grazie alla sezione speciale Mediterranea, che ogni anno dedicherà un focus sulla cinematografia di un Paese bagnato dal Mar Mediterraneo. “Sono molto orgoglioso della scelta dei corti proposti che appartengono alla sezione del TIFF denominata In Albanian, dedicata a film girati anche all’estero, alla condizione che siano in lingua albanese. Il cinema breve è internazionale. Tra questi, il corto «The Van», primo film albanese ad aver partecipato al festival di Cannes, dove è stato molto ben accolto”.

Riguardo al futuro del cinema breve, interessante il parallelismo con il percorso del documentario nella storia del TIFF. “Nel 2015, ho pensato di introdurre la sezione «Docu», per dare spazio a un genere che in quel momento rappresentava l’urgenza dei cineasti di raccontare storie. Non ha avuto successo. Nessuno ha voluto investire. La mia impressione è che oggi la questione sia vecchia, se ne parlava a convegni e festival internazionali già nel 2003, è un problema di sopravvivenza nel mercato; senza fondi a disposizione, la contraddizione tra la volontà dei registi e dei produttori è insanabile. Tv e piattaforme sarebbero alleati naturali del cinema breve, ma non è ancora abbastanza quello che fanno. Ho avuto l’idea di contribuire in tal senso, dando la possibilità con un entry form ai partecipanti al festival di concedere i diritti per una TIFF Competion in tv (45’ dedicati ai corti in seconda serata). Il progetto al momento non ha riscosso interesse da parte delle emittenti. In alternativa, grazie al TIFF on tour, portiamo i corti in giro per il Paese. Non so se siete a conoscenza del fatto che in Albania non ci sono sale cinematografiche, se non nella capitale Tirana. Tre sale, dove è necessario negoziare con i privati, i quali per ragioni commerciali propongono i film mainstream, americani e delle major. Ci sono giovani albanesi che non hanno mai visto un film sul grande schermo”.

Sempre alta la partecipazione dell’Italia al TIFF, anche nella sezione “Reflecting Albania”, dedicata a registi non albanesi che parlano di storie albanesi. “Nella sezione competitiva dei corti, quest’anno abbiamo ricevuto circa duecento film brevi italiani. Ho notato un nuovo linguaggio negli ultimi anni, come in «Inverno» di Giulio Mastromauro. Una tendenza molto evidente soprattutto nella produzione di corti francesi e inglesi. Prima le opere erano più filosofiche, ricercate, quasi degli esercizi di stile, ora parlano di argomenti di attualità, con un linguaggio nuovo, ma semplice, e con una recitazione in sottrazione”. Questa sera, ultima giornata del Festival, sarà dedicata al concorso, con la proiezione e la premiazione dei film brevi vincitori. Un riconoscimento speciale sarà assegnato da Rai Cinema attraverso il premio Rai Cinema Channel che offrirà un contratto di acquisto dei diritti web e free tv del corto per un valore di 3.000 euro.

Cinelido guarda al futuro. I fondatori e direttori Giulio Mastromauro, Andrea Cicini e Alberto De Angelis, sono già al lavoro alle prossime due edizioni.

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