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Centenario Pasolini, il film di Liliana Cavani "Milarepa" il prossimo 5 marzo al cinema Troisi

Secondo appuntamento, sabato 5 marzo, con Pasolini spettatore, la rassegna promossa dal Cinema Troisi, ideata dal Piccolo America, con il patrocinio della Regione Lazio in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale, che ripercorre il rapporto del poeta, scrittore e cineasta con “i film degli altri”

printDi :: 03 marzo 2022 15:54
Pierpaolo Pasolini spettacoli centenario nascita

Pierpaolo Pasolini spettacoli centenario nascita

(AGR) «Che straordinaria esperienza (in parte dimenticata) vedere un film veramente bello. Milarepa di Liliana Cavani è uno di questi film assolutamente rari. Non lo si ricorda come un film, ma come una perfetta Geometria, in cui si sia sintetizzata e cristallizzata un’esperienza visiva vissuta nella realtà». Dichiarò Pier Paolo Pasolini.

Secondo appuntamento, sabato 5 marzo, con Pasolini spettatore, la rassegna promossa dal Cinema Troisi, ideata dal Piccolo America, con il patrocinio della Regione Lazio e della Struttura di missione per la valorizzazione degli Anniversari Nazionali e  della dimensione partecipativa delle nuove generazioni, in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale, che ripercorre il rapporto del poeta, scrittore e cineasta con “i film degli altri” (per dirla col titolo di un prezioso volume curato da Tullio Kezich nel 1996 e dedicato al Pasolini critico cinematografico).

«Nell’immaginare questa iniziativa – spiega Valerio Carocci – abbiamo da subito pensato che, accanto ai maestri che contribuirono in modo decisivo alla formazione dello sguardo di Pasolini (Chaplin, Dreyer, Mizoguchi) dovessero trovare posto anche i film di alcuni suoi “compagni di strada”: tra questi non poteva mancare una grande autrice del cinema italiano e internazionale, Liliana Cavani. Ed è proprio con lei che siamo felici di poter festeggiare il centesimo compleanno di Pier Paolo Pasolini, il 5 marzo, rivedendo Milarepa, che alla sua uscita ebbe proprio in Pasolini uno dei suoi più fervidi sostenitori».

La proiezione di Milarepa (ore 11, ingresso libero) sarà preceduta da un incontro con Liliana Cavani, moderato da Pedro Armocida e Cristiana Paternò, curatori del volume “Liliana Cavani. Il cinema e i film”, edito da Marsilio in occasione dell’ultima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Un’occasione per approfondire insieme il rapporto tra l’autrice e Pasolini: «un’amicizia fondata su stima sincera e affetto», nata alla vigilia dell’uscita di Francesco e durata per tutta la vita, punteggiata da episodi “leggendari” (come uno storico viaggio sulla Ferrari turchese di PPP, diretti proprio al Festival di Pesaro, da dove arrivavano notizie di scontri tra polizia e studenti che sembravano aver coinvolto anche Lou Castel, il Francesco d’Assisi della Cavani), e da un’attenzione che trova proprio nella recensione di Milarepa scritta per Cinema Nuovo la sua testimonianza più alta: «Era tanto che negli schermi non appariva un film così bello; e dove dunque fossero esaltate con tanta evidenza le qualità espressive del cinema»

Calendario Pasolini Spettatore con citazioni di Pasolini

12.03 - Gertrud di Carl Theodor Dreyer

Tullio Kezich “Ultimo film del grande cineasta da una commedia di Hjalmar Söderberg: amori e solitudine finale di una cantante (Nina Pens Rode). Sulle prime sottostimato dai più, subito amato tra i pochi tra i quali P.”

19.03 - Partner di Bernardo Bertolucci

“Che io sappia, una tecnica o uno stile simile, non era mai stata usata. Partner perciò non è solo un film tecnicamente e stilisticamente nuovo, ma è addirittura un nuovo modo di fare il cinema. Un cinema che non coinvolge sentimentalmente lo spettatore, ma lo obbliga a essere giudice: un cinema privato della sua forza di attrazione, ma pieno di una misteriosa e provocatoria forza di espulsione”

26.03 - I racconti della luna pallida d’agosto di Kenji Mizoguchi

“E concluderò con il film più bello dell’anno, in senso assoluto: I racconti della luna pallida d’agosto (con un orrendo doppiaggio italiota) di quel Mizoguchi che, con Charlot, è il più grande poeta dei primi cinquant’anni di storia del cinema”.

02.04 - Femmes Femmes di Paul Vecchiali

“Nel bianco e nero di Femmes femmes traspaiono i grandi, commoventi modelli primi: quanto a me, ho pensato a Murnau (L’ultima risata), a Dreyer (Gertrud) o a qualche minore, per esempio Machaty. Femmes femmes è tuttavia – e questo è straordinario – proprio un film sul cinema!”

09.04 - Luci d’inverno di Ingmar Bergman

“Considero Bergman un grande regista, e, benché così lontano da me, lo comprendo e lo amo senza fatica. I suoi personaggi femminili, dai glutei, dai seni, dai garretti monumentali, eppure così deboli – come elefanti feriti che cercano disorientati il loro cimitero – mi sono, teoricamente, del tutto estranei: in pratica, ne sono affascinato. Luci d’inverno è uno dei film più belli della storia del cinema”

16.04 - Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini

“Io considero Rossellini un grande regista: Roma città aperta, Paisà e Francesco giullare di Dio sono tre tra i più bei film, come si dice, della cinematografia mondiale (…). E si veda soprattutto la costruzione a episodi e frammenti di quel capolavoro che è Francesco”

23.04 - Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni

“Ecco: io ero molto, come si dice, prevenuto contro Deserto rosso. (…) Mi sbagliavo. Ho visto finalmente Deserto rosso, e mi è sembrato un bellissimo film. (…) Antonioni ha liberato se stesso: ha potuto finalmente vedere il mondo coi suoi occhi, perché ha identificato la sua visione delirante di estetismo, con la visione di una nevrotica”

30.04 - Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock

“La prima delusione di Hitchcock, dopo dozzine e dozzine di deliziose riuscite”

07.05 - Un condannato a morte è fuggito di Robert Bresson

“Di Bresson ho visto e trovo stupendo Un condannato a morte è fuggito. Lo trovo uno dei più bei film degli ultimi dieci anni, del dopoguerra. Non c’è dubbio”

14.05 I visionari di Maurizio Ponzi

“Il film di Ponzi (I visionari: che ha vinto il primo premio al Festival di Locarno, ed è strano che in Italia non ne sia nato almeno un piccolo caso: sempre così, quando i “casi” meritano di nascere) è tutta un’altra cosa. (…) così unitario, da essere quasi monotono, monolitico, privo di spiragli: e, di conseguenza, misterioso, o, meglio, enigmatico.

21.05 - A qualcuno piace caldo di Billy Wilder

“Malgrado quel fenomeno delizioso che è Marilyn Monroe, è un film approssimativo e deprimente, che lascia in bocca l'amaro di un gioco di società riuscito così così”

28.05 - Fascista di Nico Naldini

“Alla fine, e proprio filmicamente, il film è un film sul rapporto tra un Capo e il suo Popolo. Non è certamente un film sul fascismo (…) e non è certamente un film su Mussolini, visto com’è solo in quanto figura retorica e pubblica. È, ripeto, un film sul rapporto tra un Capo e il suo Popolo. Rapporto inaudito, assurdo, manifestamente arrangiato, ritagliato e mistificato, ridicolo, bieco: ma in qualche modo quello lì, proprio quello lì, come compare nella realtà fisica dei materiali del film. Materiali che si accumulano, e infine esplodono in una espressività abnorme e involontaria. È stato un terribile gioco, e il film di Naldini gioca con questo gioco. Per questo è un film bellissimo”

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