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Taranto, armi e droga, operazione "Taros", 15 arresti

Le investigazioni dei carabinieri dirette dalla Procura di Lecce avrebbero evidenziato come il predetto sodalizio esercitava un controllo monopolistico del mercato illecito degli stupefacenti, che erano approvvigionati con una rete di fornitori operante anche nelle province di Brindisi e Lecce.

printDi :: 04 ottobre 2022 14:47
Taranto, armi e droga, operazione Taros, 15 arresti

(AGR) Il 4 ottobre 2022,i carabinieri hanno dato esecuzione in provincia di Taranto e Brindisi ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lecce su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 15 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, operante sul territorio di San Giorgio Jonico (TA) e comuni limitrofi.

L’indagine - sviluppata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri in prosecuzione della omonima operazione TAROS eseguita nel marzo 2021 - avrebbe documentato l’operatività di un gruppo operante a San Giorgio Ionico (TA), dedito al traffico e allo spaccio di stupefacenti in una vasta area della provincia di Taranto.

Le investigazioni - dirette dalla Procura Distrettuale di Lecce - avrebbero evidenziato come, nei territori di interesse, il predetto sodalizio esercitava un controllo pressoché monopolistico del mercato illecito degli stupefacenti, che erano approvvigionati attraverso una rete di fornitori operante anche nelle province di Brindisi e Lecce.

Gli approfondimenti, inoltre, hanno consentito di delineare gli assetti della banda, al cui vertice si colloca un quarantottenne di San Giorgio Jonico il quale, oltre ad interessarsi della direzione organizzativa della consorteria, avrebbero curato personalmente i rapporti con i vari fornitori di stupefacente.

Elementi indicativi della forza infiltrativa del sodalizio e delle capacità di condizionamento esercitata dal gruppo sul territorio emergerebbero dalla rete di relazioni che l’organizzazione era riuscita a costruirsi che coinvolgeva anche appartenenti alle istituzioni, i quali, in vario modo, avrebbero favorito i sodali. 

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