Roma, stretta della Polizia sullo spaccio, dal piccolo business domiciliare allo street-market, 8 arresti
È un business domiciliare quello individuato dalla Polizia sul litorale nettunense: una vera e propria family drug-house che sotto la regia di madre e figlia gestivano in casa una filiera di cocaina. In manette anche un uomo che avrebbe tentyato di agevolare la fuga delle due donne

Polizia droga e soldi sequestrati nell'operazione
(AGR) Dallo street dealing al business domiciliare spaziano le dinamiche delle filiere dello spaccio colpite dalla Polizia di Stato negli ultimi giorni dal centro alla periferia della Capitale, fino al litorale.
Due pusher sono stati intercettati tra viale Marconi e la Cassia mentre viaggiavano a bordo di veicoli utilizzati come base mobile della droga.
Nel primo episodio, neutralizzato dagli agenti dell’XI Distretto San Paolo, un giovane romano portava con sé un vero e proprio kit dello spaccio: all’interno di un marsupio, custodiva dosi di metanfetamina ed eroina “pronte all’uso”, oltre a coltelli e materiale per il taglio ed il confezionamento in stile laboratorio itinerante.
La perquisizione personale e domiciliare hanno inoltre restituito una serie di cartucce per arma da fuoco. Per l’uomo sono scattate le manette per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché la denuncia all’Autorità giudiziaria per porto abusivo di armi ed omessa custodia di munizionamento.
Con modalità differenti, ma accomunate dalla logica dello street market, operavano anche altri tre pusher neutralizzati tra i quadranti Alessandrino e Porta Maggiore.
Nel primo caso, due complici, nei rispettivi ruoli di “palo” e “addetto alla consegna”, facevano base nel parco Tor Tre Teste, forti di un nascondiglio tra le siepi per un’offerta di crack e cocaina.Spacciava a ridosso della fermata metropolitana il terzo giovane, intercettato dagli agenti delle Volanti mentre tentava di eludere il controllo rifugiandosi in una panetteria. Nascosti nel cavo orale, custodiva 36 involucri di eroina.
È un business domiciliare, infine, quello fotografato dagli investigatori del Commissariato di P.S. Anzio-Nettuno sul litorale nettunense: una vera e propria family drug-house sotto la regia di madre e figlia, che gestivano in casa una filiera di cocaina. Nell’abitazione sono stati rinvenuti altresì 3.000 euro in contanti, ritenuti verosimile frutto della loro attività illecita. Nel medesimo contesto è finito in manette anche un uomo, sorpreso poco prima mentre, con richieste formulate in codice attraverso il citofono, cercava di mettersi in contatto con le occupanti dell’immobile. Nel tentativo di agevolarne la fuga e sottrarle al controllo di polizia, ha opposto resistenza agli operatori. È stato arrestato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per favoreggiamento.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
















