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Roma, più sicurezza nelle periferie, un team di nuovi dirigenti alla guida dei Distretti e Commissariati di "confine"

I‘field office’ di Primavalle, San Basilio, Prenestino, Casilino e Romanina sono guidati da poche settimane da una nuova dirigenza, a cui si aggiunge il potenziamento degli organici, scelta dai vertici di via San Vitale per un rinnovato ed ancor più deciso rilancio della operatività sul territorio

printDi :: 01 aprile 2026 17:19
Polizia foto nuova dirigenza con il Questore Massucci

Polizia foto nuova dirigenza con il Questore Massucci

(AGR) “Edilizia securitaria” e “sartoria sociale” sintetizzano la missione affidata dal Questore di Roma al nuovo team di dirigenti che lavorerà alla guida dei Distretti e Commissariati che tracciano, con i loro confini territoriali, l’anello più periferico della Capitale.

Fatta eccezione per i Distretti San Paolo e Fidene, già affidati ad una solida guida, i ‘field office’ di Primavalle, San Basilio, Prenestino, Casilino e Romanina sono guidati da poche settimane da una nuova dirigenza, scelta dai vertici di via San Vitale per un rinnovato ed ancor più deciso rilancio della operatività sul territorio.
Con il potenziamento degli organici voluto dal Questore Massucci a partire dall’inizio del 2025 le nuove leadership dei predetti Uffici rispondono ad una decisa strategia finalizzata a dare linfa ai Commissariati, chiamati a gestire la domanda di sicurezza in zone ‘di frontiera’, in cui solo la presenza sul territorio ed il dialogo con la comunità possono fungere da antidoto all’illegalità.

 
L’incremento per i 7 Distretti e Commissariati da gennaio 2025 varia dalle 17 unità del Distretto San Paolo alle 33 del Distretto Casilino, in un processo programmatico che proseguirà con le prossime mobilità del personale della Polizia di Stato destinato alla quartier generale di via San Vitale.

Il presidio del territorio, negli ultimi quindici mesi, ha consentito di sottrarre ad una circuitazione “sommersa” 265 armi ed oltre 6000 munizioni lungo tutta la traiettoria della periferia cittadina, senza tralasciare 155 espulsioni di cittadini extracomunitari, di cui 77 collocati presso CPR.

Analoga attenzione è stata rivolta altresì sul fronte della “prevenzione”, lì dove sono stati attivati tutti gli strumenti riconducibili alla competenza del Questore, tra cui, in particolare, 31 sorveglianze speciali attivate all’esito delle determinazioni della competente Autorità giudiziaria, a carico di altrettanti soggetti in presenza di indicatori specifici di pericolosità sociale, in un processo di “neutralizzazione” prognostica dei rischi di commissione dei reati, cui si aggiungono 45 avvisi orali e 25 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nella provincia di Roma.

Sono 6800 le persone sottoposte al regime degli arresti domiciliari, che, sempre lungo la rotta della periferia capitolina, dall’inizio del 2025 sono state controllate dagli agenti dei Distretti e dei Commissariati citati.  
109 sono, invece, gli ammonimenti adottati con provvedimento del uestore Questore sul fronte della prevenzione della violenza di genere e degli atti persecutori, espressione di una azione integrata che affianca alla leva amministrativa un investimento strutturale sui presidi di prossimità. In tale cornice si inserisce, infatti, la progressiva realizzazione di ambienti dedicati all’ascolto protetto, già attivati presso il Distretto di P.S. Fidene, il Distretto di P.S. San Paolo ed il Distretto di P.S. Primavalle, cui si aggiunge quella prossima alla inaugurazione presso il Distretto di P.S. Prenestino.

Ai nuovi ‘laison officer’ il Questore ha chiesto energia ed un approccio smart che coniughi il rigore nel perseguire la violazione delle leggi con una capacità di ascolto che sappia essere espressione di quella che, al vertice di via San Vitale, piace definire come una “strategia di sartoria sociale”, in cui la “prossimità” può segnare il passo anche in aree del territorio in cui la indole delittuosa fa registrare una incidenza sensibile.
I sette Dirigenti, ha sottolineato il Questore, dovranno operare in una logica di staff, con una progressione operativa che veda i confini più esterni delle competenze territoriali proiettate in un unicum operativo e strategico, in cui ciascun ufficio sia allo stesso tempo leader e gregario dell’altro.

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