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Roma, nuovo street market dello spaccio,soste rapide,ordinazioni per telefono e consegne last minute, 8 arresti

Arresti negli stash house, ossia: laboratori domestici per la produzione e lo stoccaggio di cocaina e crack gestiti da tre uomini, tutti in manette. Si spostavano on the road altri tre pusher intercettati dagli agenti. Il blitz della polizia ha consentito di bloccare venditore e

printDi :: 11 maggio 2026 16:30
Roma, nuovo street market dello spaccio,soste rapide,ordinazioni per telefono e consegne last minute, 8 arresti

(AGR) Chat di messaggistica trasformate in vere centrali operative, consegne on demand, appuntamenti last minute ed appartamenti convertiti in micro-hub della droga: tra le trame di questo scenario mutevole del narcotraffico urbano si sono sviluppate le ultime attività della Polizia di Stato nei quartieri di competenza dei Commissariati di P.S. Romanina, Appio Nuovo, Esposizione e Sant’Ippolito.

Al termine di distinti interventi, otto persone sono finite in manette e sono ora gravemente indiziate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il segmento più sofisticato è emerso nel quadrante della Romanina, dove gli investigatori hanno smantellato una rete costruita intorno a pusher itineranti, delivery della droga e stash house.
Il primo, romano di 37 anni, si muoveva secondo le dinamiche ormai tipiche del nuovo street market dello spaccio: soste rapide, telefono sempre operativo e consegne programmate anche last minute.

 
Al seguito aveva cocaina, hashish e centinaia di euro in contanti, ma la scoperta investigativa è emersa dal suo smartphone: una sofisticata control room digitale -tra chat fitte di indirizzi, conferme di consegna ed istruzioni operative impartite in tempo reale- capace di coordinare clienti e pusher secondo una logica assimilabile a quella delle moderne piattaforme di delivery. Gli agenti sono riusciti a leggere live le indicazioni per le consegne prima che il presunto “centralinista” tentasse di ripulire tutto da remoto.

Poche ore dopo è scattato il secondo arresto. A finire in manette è stato un quarantatreenne romano che utilizzava un furgone come base mobile dello spaccio per un’offerta al dettaglio di crack e cocaina. Anche in questo caso il cellulare ha restituito la fotografia nitida del sistema sotteso: dietro nickname apparentemente casuali, si muoveva, infatti, un “regista invisibile” che coordinava ordini, appuntamenti e consegne in tempo reale.

Altri tre arresti sono scattati, invece, in vere e proprie “stash house”: laboratori domestici per la produzione e lo stoccaggio di cocaina e crack tra i quartieri di competenza dei Commissariati di P.S. Romanina, Appio ed Esposizione, gestite in proprio da tre uomini -due stranieri e un romano- per un’attività rendicontata con fogli manoscritti.
Si muovevano on the road, infine, altri tre pusher intercettati tra i quadranti Appio e Sant’Ippolito.

Nel primo episodio, due complici “switchavano” tra le autovetture in sosta per completare le consegne lontano da occhi indiscreti. Al seguito avevano decine di grammi di cocaina, 17 pasticche di ecstasy/MDMA e denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio.

Nel secondo caso, invece, il pusher si muoveva a bordo di un’utilitaria. Il blitz della polizia è scattato all’apice di uno scambio, consentendo di bloccare simultaneamente venditore ed acquirente. Per il primo, trovato in possesso di 15 involucri di cocaina ed oltre 1.600 euro in contanti, sono scattate le manette. Il secondo, invece, è stato sanzionato e segnalato amministrativamente alla Prefettura.

Per completezza si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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