Roma, il gioco delle Tre Campanelle su ponte Sant'Angelo, diventa in rapina, cinque denunce
I Carabinieri hanno denunciato a piede libero 5 cittadini romeni, due uomini e tre donne di età compresa tra i 25 e i 37 anni, tutti senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti, ritenuti responsabili in concorso di truffa e rapina impropria.

Carabinieri intervenuti a Sant'Angelo
(AGR) Prima il raggiro con il classico "gioco delle tre campanelle", poi lo scippo del denaro e la fuga a spintoni. I Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia, a conclusione di rapidi e mirati accertamenti, hanno denunciato a piede libero 5 cittadini romeni, due uomini e tre donne di età compresa tra i 25 e i 37 anni, tutti senza fissa dimora, disoccupati e con precedenti, ritenuti responsabili in concorso di truffa e rapina impropria.
L'operazione è scaturita dalla denuncia presentata da una turista straniera di 26 anni. La giovane, mentre passeggiava su Ponte Sant'Angelo, è stata attirata da un gruppo di persone intento a esercitare il cosiddetto "gioco delle tre campanelle".
In quel momento, la truffa si è trasformata in una vera e propria rapina: approfittando della distrazione della ragazza, uno dei componenti della banda, che si divideva accuratamente i ruoli tra croupier, complici e vedette, le ha scippato dalle mani ulteriori 1.000 euro in contanti. Quando la turista ha tentato di reagire per riprendersi i soldi, un altro membro del gruppo l'ha violentemente spintonata, garantendo così la fuga a tutti i complici.
I Carabinieri del Comando Roma-Piazza Venezia si sono messi immediatamente sulle tracce dei malfattori. Attraverso una meticolosa analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza urbana presenti nella zona e successivi riconoscimenti fotografici da parte della vittima, i militari sono riusciti a ricostruire l'esatta dinamica dell'evento e a identificare compiutamente tutti e cinque i responsabili, denunciandoli all'Autorità Giudiziaria.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito
















