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Roma, giro di vite contro i furti in abitazioni, auto e negozi, 12 arresti della Polizia

La serie di furti era anticipata da un sopralluogo operativo,con citofonate di prova, sguardi attenti sui balconi e finestre, sulle aree parcheggio,fotografie alle serrature e tentativi di accesso: una mappatura silenziosa degli obiettivi...fino all'intervento della Polizia ed agli arresti

printDi :: 08 aprile 2026 09:20
Polizia il materiale usato per i furti sequestrato

Polizia il materiale usato per i furti sequestrato

(AGR) Furti in abitazione costruiti attraverso sopralluoghi e citofonate “esplorative”, incursioni su auto in sosta rese vulnerabili da dispositivi in grado di neutralizzarne le chiusure, azioni consumate in strada e, in alcuni casi, evolute in minaccia diretta: è questo lo scenario operativo entro cui si inscrivono una serie di interventi messi a segno dalla Polizia di Stato negli ultimi giorni, confluiti in un bilancio di 12 arresti. Sono finiti in manette presunti autori di distinti episodi in diversi quadranti della città, ma accomunati della stessa grammatica predatoria.

Nel quadrante di Piazza Bologna, la sequenza si è sviluppata come un vero e proprio “sopralluogo” operativo. Due cittadini di origine georgiana si muovevano tra i condomini alternando ruoli e mantenendo contatti costanti tra più veicoli.
Citofonate “di prova”, sguardi proiettati verso balconi e finestre, fotografie alle serrature e tentativi di accesso interrotti: una mappatura silenziosa degli obiettivi, costruita passo dopo passo.

 
È in questa fase che gli agenti del Commissariato Appio Nuovo hanno intercettato la traiettoria, interrompendo la sequenza prima che si trasformasse in azione concreta. Il controllo ha restituito un vero e proprio kit da effrazione – chiavi adulterate, lamine e utensili da scasso – portando all’arresto dei due per tentato furto in abitazione in concorso.

Lo stesso schema si è ripresentato nel quadrante di Tor Bella Monaca, ma con un cambio di scenario: dalle abitazioni ai veicoli. Tre cittadini cileni, tra i 23 e i 26 anni, si muovevano lungo le file di auto con movimenti calibrati, ripetitivi, quasi in loop operativo: uno sguardo all’interno, una verifica delle portiere, il tempo minimo per individuare il target. A rendere l’azione ancora più “clean” era l’utilizzo di un dispositivo jammer, capace di neutralizzare i sistemi di chiusura centralizzata e trasformare una semplice disattenzione in accesso immediato. Un meccanismo essenziale e silenzioso, progettato per entrare senza lasciare traccia e uscire senza essere visto. All’arrivo degli agenti del Commissariato Romanina, la sequenza si è interrotta bruscamente: il tentativo di fuga si è infranto nel giro di pochi metri, con i tre bloccati ed arrestati per furto aggravato.
Nel quadrante Prenestino, la dinamica ha mostrato un ulteriore step evolutivo: quello della riconversione immediata della refurtiva. Un giovane, dopo aver sottratto una bicicletta elettrica, aveva già avviato lo smontaggio per renderla irriconoscibile, lavorando sui componenti per “resettarne” l’identità. Ma il tempo operativo si è fermato lì. Grazie al segnale GPS, gli agenti del V Distretto Prenestino hanno localizzato e bloccato il giovane ragazzo, arrestato per furto aggravato.
Sempre sul fronte dei veicoli, nel quadrante di Torre Angela, la scena si è sviluppata su un piano più rudimentale, ma altrettanto efficace.
Due cittadini romani sono stati sorpresi dagli agenti delle Volanti mentre erano impegnati in un furto di carburante: movimenti rapidi, una tanica occultata in una busta e tubi collegati al serbatoio per il travaso. Un sistema semplice, ma funzionale, interrotto prima della chiusura dell’azione, con l’arresto per furto aggravato in concorso.
Altri tre furti e una rapina, messi a segno da 4 persone, sono stati poi neutralizzati, sempre nel contesto di autovetture, esercizi commerciali o market, nei quartieri Fidene, Mostacciano e Collatino, fino al comune di Albano.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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