Roma, droga nascosta ovunque, da una libreria ai cassetti di casa, distribuendola tra gli attrezzi di cucina, 5 arresti
50enne romano arrestato dalla Polizia tra le mura di casa, dove aveva ingegnato un sistema di “smistamento” per sottrarre ad eventuali controlli le tracce della sua attività. Aveva seminato, infatti, la droga in più cassetti della propria abitazione, sparpagliandola tra utensili da cucina

Polizia la droga sequestrata dal XIV dpartimento
(AGR) Doppifondi ricavati nelle librerie e cassetti di arredi domestici destinati ad utensili da cucina ed alla biancheria sono gli espedienti usati per occultare le dosi di stupefacente scoperti dagli agenti della Polizia di Stato in più attività antidroga messe in atto nelle ultime ore.
Per uno dei pusher non è bastato l’obbligo di firma a cui era già sottoposto a farlo desistere dallo spaccio. Sono cinque le persone finite in manette per lo smercio al dettaglio tra le zone di Nettuno, Primavalle, Velletri e del centro storico.
Il primo arrestato è un cinquantenne romano, catturato dagli agenti tra le mura di casa, dove aveva abilmente ingegnato un sistema di “smistamento” per sottrarre ad eventuali controlli le tracce della sua attività di sostentamento. Aveva seminato, infatti, la droga in più cassetti della propria abitazione, sparpagliandola tra utensili da cucina, effetti personali e perfino tra la biancheria intima custodita nella camera da letto.
A Primavalle, invece, la strada studiata dagli investigatori per raggiungere un deposito “fiutato” in un altro appartamento è stata costruita intorno ad un appuntamento segnato in agenda dall’indagato.
Sfruttando un suo passaggio obbligato, connesso all’obbligo di firma cui era sottoposto, ne hanno così ricostruito abitudini e spostamenti.
È stato proprio l’onere impostogli dall’Autorità giudiziaria a tradire il meccanismo da lui escogitato per alimentare l’attività e, al tempo stesso, eludere i controlli. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito, infatti, di individuare un sofisticato sistema di occultamento ricavato all'interno di una libreria.Proprio la particolare conformazione del mobile ha attirato l'attenzione degli agenti del XIV Distretto, che, insospettiti da alcune anomalie strutturali, hanno eseguito un controllo più accurato, scoprendo un vano segreto realizzato con un doppio fondo. All’interno del nascondiglio sono stati sequestrati oltre 350 grammi di cocaina, circa 80 grammi di crack, 16 di cocaina rosa e 2 di ketamina, insieme a materiale per il peso ed il confezionamento e a 3.000 euro in contanti, ritenuti provento di una più fiorente attività.
Spacciava shaboo ai domiciliari, invece, l’altro pusher arrestato dagli investigatori del XIV Distretto nel medesimo quartiere. In casa gli agenti hanno sequestrato più di 50 grammi di stupefacente, insieme a circa 10.000 euro in contanti ed un manoscritto evidentemente utilizzato per riportare la contabilità. Gli ultimi due arresti sono stati operati, invece, in strada tra Velletri ed il cuore della Capitale.
A finire in manette sono stati due giovani pusher, neutralizzati in flagranza con dosi di hashish dagli agenti del Commissariato di P.S. Velletri e del I Distretto Trevi – Campo Marzio.
Le operazioni confermano l'efficacia dei controlli sul territorio e delle attività di monitoraggio dei soggetti destinatari di misure dell'Autorità Giudiziaria, che rappresentano un importante strumento di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali e del traffico di sostanze stupefacenti.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
















