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Rapinatore riconosciuto dai tatuaggi

San Giovanni. Ha fatto due rapine, a distanza di un mese, con stesso modus operandi. La prima volta ha utilizzato una pistola, la seconda un paio di forbici. Entrambe le volte donne sole seguite ed aggredite. Agli arresti domiciliari un romano di 48 anni.

printDi :: 21 maggio 2020 14:41
Rapinatore riconosciuto dai tatuaggi

(AGR) La vicenda inizia con l’arresto di P.A., romano di 48 anni, effettuato nel novembre scorso dagli agenti della Polizia di stato del commissariato San Giovanni, diretto da Mauro Baroni. L’uomo fu arrestato in flagranza di reato per una rapina aggravata commessa nei confronti di una giovane ragazza che stava rincasando a casa. Dopo averla bloccata, armato di  forbici, l’aveva minacciata tentando di rubarle la borsa. La vittima, a quel punto, aveva iniziato ad urlare divincolandosi e l’uomo, a causa dell’asfalto viscido dovuto alla pioggia, era caduto a terra.

Rialzatosi si era dato alla fuga ma, inseguito da alcuni passanti era stato  fermato e successivamente bloccato da una pattuglia del commissariato intervenuta sul posto. Nella circostanza furono rinvenute e  sequestrate le forbici utilizzate per minacciare la giovane donna. Arrestato, dopo l’udienza di convalida, l’uomo era finito in carcere e, successivamente era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Le successive indagini, condotte dagli investigatori, hanno consentito di scoprire che,  con lo stesso modus operandi, un mese prima, nell’ottobre del 2019, un uomo, armato di pistola,   aveva rapinato una ragazza nel quartiere San Giovanni. Il malvivente, dopo averla seguita all’interno del condominio, l’aveva minacciata di morte, riuscendo a farsi consegnare quanto la giovane aveva nel portafoglio, circa 20 euro.

La vittima, all’atto della presentazione della denuncia, fece una dettagliata  descrizione del rapinatore,  in particolare ricordò la presenza di alcuni tatuaggi che aveva sulle braccia. A quel punto gli agenti raccolsero precisi e gravi indizi di colpevolezza che, per la loro univocità hanno consentito al Pubblico Ministero della Procura, nell’ambito dell’attività del gruppo di lavoro “reati gravi contro il patrimonio”, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti, di richiedere l’applicazione di misure cautelari nei confronti del P.A.. Il GIP del Tribunale ha disposto la misura degli arresti domiciliari eseguita il 4 maggio scorso dagli agenti della Polizia di Stato. Allo stato attuale, sono in corso ulteriori accertamenti su altre rapine consumate con lo stesso modus operandi anche in giurisdizioni esterne al quartiere San Giovanni –Appio Latino  che possano essere attribuite al P.A..

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