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R.O.S. dell’Arma dei Carabinieri: Operazione “JWEB”

Estradato in Italia cittadino iracheno condannato per terrorismo

printDi :: 03 ottobre 2020 18:49
Operazione “JWEB”

Operazione “JWEB”

(AGR) Nell’ambito dell’indagine denominata JWEB condotta dal R.O.S. dell’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con le Autorità giudiziarie e di Polizia del Regno Unito, della Norvegia e della Germania, sotto il coordinamento giudiziario della Procura Distrettuale di Trento e del Desk italiano presso Eurojust e il raccordo investigativo di Europol, lo scorso 15 luglio 2019, la Corte d’Assise di Bolzano ha condannato per “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale” sei cittadini di origine curdo-irachena, emettendo contestualmente una ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti, condanna confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Trento Sezione distaccata di Bolzano in data 18.07.2020 nei confronti di 5 imputati. In particolare, tre degli imputati risultano residenti in Norvegia, mentre i rimanenti tre si trovano residenti in Gran Bretagna, uno dei quali detenuto in quanto riconosciuto come membro effettivo dello Stato Islamico.

Tra gli arrestati figura K. R. T., conosciuto come Makwan, condannato a 9 (nove) anni di reclusione (sentenza non definitiva) e collaboratore del Mullah Krekar leader dell’organizzazione terroristica sunnita Ansar Al Islam (presente nella lista stilata dalle Nazioni Unite), anch’egli condannato a 12 anni di reclusione, riconoscendoli colpevoli di aver costituito una propria organizzazione terroristica di matrice curdo-sunnita, denominata “Rawti Shax”, dotata di ramificazioni operative e organizzative transnazionali sotto forma di cellule presenti in Italia (i cui sodali sono già stati condannati in via definitiva), in Norvegia, in Germania, in Inghilterra, in Svizzera, in Grecia, in Finlandia e in Iraq.

In particolare, il gruppo aveva tra le proprie finalità:

˗     l’invio di foreign fighters nelle zone di conflitto tra Iraq e Siria;

˗     la partecipazione al jihad su scala globale;

˗     l’instaurazione nel Kurdistan iracheno di un califfato regolato dalla legge coranica (sharia);

˗     la realizzazione di atti di intimidazione nei confronti di diversi governi occidentali, attraverso la costituzione di cellule dormienti disseminate in tutta Europa.

Quanto a K. R. T. alias Makwan, già cittadino norvegese, una volta condannato dall’Autorità Giudiziaria italiana, ha subito il ritiro della cittadinanza norvegese, a seguito di un lungo e articolato procedimento amministrativo da parte delle autorità del Regno di Norvegia. Tale provvedimento ha consentito il suo arresto, avvenuto lo scorso 04.08.2020 da parte del PST (Polizia di sicurezza norvegese), in esecuzione della sentenza italiana del 2019, mai eseguita in quanto la legge norvegese non consente l’estradizione di propri cittadini.

Pertanto, il 3 ottobre 2020, all’esito di un’operazione congiunta dell’Arma dei Carabinieri e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, sarà estradato in territorio italiano, ove verrà trasferito presso la Casa circondariale individuata dall’Autorità Giudiziaria competente, in attesa di proseguire l’iter processuale instaurato nei suoi confronti di fronte alla Corte d’Assise di Bolzano.

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