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Presidio dei pendolari della Roma-Lido in Campidoglio: dateci due treni dalla linea A

I pendolari in assemblea pubblica: Nel 2020 avevamo in servizio 15 treni, oggi ridotti a 4 (uno di riserva). Le promesse che ci sono state fatte, i famosi sette treni che dovevano entrare in servizio a gennaio sono rimaste promesse. Per questo abbiamo chiesto due treni dalla linea A in prestito

printDi :: 05 aprile 2022 20:24
locandina protesta pendolari in campidoglio

locandina protesta pendolari in campidoglio

(AGR) I pendolari della Roma-Lidohanno iniziato ad arrivare in Campidoglio alla spicciolata attorno alle 14,30, hanno issato i cartelli e come promesso, hanno dato inizio alla protesta. Un mini comizio per ripetere tutto quello che i viaggiatori della Roma-Lido conoscono da tempo e che hanno provato sulla propria pelle, lunghe attese alle stazioni, treni stracolmi nonostante la pandemia, uno stress quotidiano che è aumentato di giorno in giorno con il ritorno alla normalità. Intanto la situazione resta stazionaria. I due treni in prestito dalla linea A non arriveranno o, almeno, non adesso.

Intanto la protesta continua a crescere, la situazione della ferrovia ha superato i confini del litorale romano ed è oramai diventato, nell’indifferenza generale, un fatto accertato in attesa di una soluzione sempre più complicata. In mezzo, anzi su strada, restano 80 mila pendolari, in attesa di un risultato, le promesse restano lettera morta e con l’arrivo dell’estate la situazione è destinata a peggiorare.

“Per evitare la chiusura della ferrovia abbiamo chiesto di prendere e riadattare due treni della linea A – raccontano i pendolari nella loro assemblea pubblica – Sono necessari interventi alle predelline ed ai castelli del pantografo. Non si tratta di un intervento difficile. Questa operazione di trasferimento treni dalla linea metropolitana alla Roma-Lido è stata effettuata già due volte, non comprendiamo le resistenze a questo intervento che darebbe nuovo ossigeno alla Roma Ostia. Nel 2020 avevamo in servizio 15 treni, oggi ridotti a 4 (uno di riserva). Le promesse che ci sono state fatte, i famosi sette treni che dovevano entrare in servizio a gennaio sono rimaste promesse.

Siamo venuti qui per alzare il livello della protesta. Abbiamo incontrato tutti – sale il tono della protesta - a partire dalla Regione e dal comune, poi l’Atac e tutti gli altri enti coinvolti, ebbene tutti ci hanno detto di aspettare e che tutto andrà a posto da solo. E quando però….non possiamo più aspettareL’attuale situazione è il frutto di un disastro annunciato. I treni devono fare manutenzione, chi fa questo di mestiere dovrebbe conoscere i tempi e le modalità, predisporre programmi accurati per rendere sempre funzionanti le vetture, invece, sono rimasti tre soli treni, le stazioni sono state chiuse a singhiozzo, un viaggio stressante è diventato un incubo. Eppure tutti sono d’accordo: il Municipio X, il Municipio IX, il Consiglio comunale, il sospetto, a questo punto è che manca la volontà politica. Siamo qui per fare pressione sull’opinione pubblica e chiedere la fine di questa disastrosa situazione. Chi ci restituirà tutte quelle ore di vita perse sulle banchine in attesa dei treni?”

"I rappresentanti della maggioranza capitolina non solo sono inadeguati perché non riescono a dotare la città di un trasporto pubblico dignitoso: gli manca completamente il senso istituzionale. Oggi non hanno avuto neanche il garbo di presentarsi di fronte ai comitati di pendolari che manifestavano, in modo dignitoso, in Piazza del Campidoglio, per le disastrose condizioni del servizio della ferrovia Roma-Lido e Roma-Nord".

Così, in una nota, Francesco Carpano, consigliere della Lista Calenda, membro della Commissione Mobilità insieme ai consiglieri territoriali Simonetta Novi (VIII Municipio), Marco Muro Pes (IX Municipio) e Andrea Bozzi (X Municipio).

“Non c’era l’Assessore Patanè, non si è presentato il presidente della Commissione mobilità Zannola - continuano - né è scesa a fare almeno un saluto la Presidente dell’Assemblea Capitolina Celli, oggi che è giornata di Consiglio. Questa mancanza di ascolto da parte della maggioranza è semplicemente indecente. Ancora una volta ci spiace sottolineare l’inconsistenza politica di un assessore che promette nel 2021 8 treni per la Roma-Lido e poi ne dà appena la metà, dimostrando di non capire il valore che il Litorale ha per la nostra città. Torniamo a dire che occorre spostare almeno due treni dalla metro A alla Roma Lido per garantire la sufficienza del servizio. L’alternativa è registrare attese folli di convogli (in media 40 minuti), aspettando i nuovi treni in arrivo nel 2025, tra tre anni. Davvero un’assurdità per un’amministrazione che ambisce a candidare Roma a Expo2030”.

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