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Palermo, operazione antimafia, 24 arresti

Maxi operazione dei carabinieri con 24 arresti. Secondo le indagini sarebbe stato accertata l'associazione di tipo mafioso, il contributo di imprenditori ai programmi criminosi, il sostentamento ai detenuti, il controllo del territorio, l'attività estorsiva ed il traffico di stupefacenti

printDi :: 14 giugno 2022 12:24
Palermo, operazione antimafia, 24 arresti

(AGR) I Carabinieri del R.O.S.hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della locale D.D.A., a carico di 24 soggetti (21 dei quali destinatari della custodia cautelare in carcere e 3 degli arresti domiciliari) ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina e trasferimento fraudolento di valori.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto dr. Paolo Guido e dai Sostituti Procuratori dr. Dario Scaletta e dr.ssa Luisa Bettiol, hanno consentito di acquisire un grave compendio indiziario relativo:

- agli attuali assetti associativi delle famiglie che compongono lo storico mandamento protagonista delle più importanti vicende di “cosa nostra” palermitana;

- all’ipotizzato contributo di alcuni imprenditori, attivi nel settore della distribuzione alimentare e dei giochi e scommesse, che avrebbero messo a disposizione del sodalizio le proprie attività imprenditoriali contribuendo, in tal modo, alla realizzatone del programma criminoso e favorendo l'organizzazione nella commissione di delitti contro l'incolumità individuale, la libertà personale ed il patrimonio. A due dei predetti imprenditori è stata notificata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di commercio;

- all’ipotizzato sostentamento assicurato dagli uomini d’onore in libertà ai sodali detenuti ed ai loro familiari, disvelando, al contempo, gravi indizi in ordine all’avvenuta commissione di diversi reati fine (contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti) finalizzati alla raccolta del denaro necessario a tale scopo;

- al controllo del territorio di propria “competenza”;

- al ricorso all’attività estorsiva;

- all’ipotizzata operatività di una parallela struttura associativa che gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nei quartieri cittadini. Diversi nuclei familiari dei soggetti interessati dalla misura sono risultati percettori del “reddito di cittadinanza”.

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