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Ostia, una barriera di scogli "dimenticata" dalla Regione accelera l'erosione

Realizzata nella scorsa primavera e rimasta incompiuta ha accelerato l’erosione sul litorale di levante. La barriera è stata iniziata nell’aprile scorso, doveva essere il primo atto concreto per la ricostruzione della costa, ma così non è stato, anzi, gli scogli hanno aumentato lo scavo di sabbia

printDi :: 02 dicembre 2021 20:11
il pennello di scogli iniziato e sospeso in primavera

il pennello di scogli iniziato e sospeso in primavera

(AGR) Una barriera di scogli davanti alla “Nuova Pineta”, perpendicolare alla costa, primo intervento concreto della Regione Lazio, realizzata nella scorsa primavera e rimasta incompiuta ha accelerato l’erosione sul litorale di levante. La barriera è stata iniziata nell’aprile scorso, doveva essere il primo atto concreto per la ricostruzione della costa, ma così non è stato, anzi, la barriera che originariamente doveva essere soffolta continua a scavare la sabbia sotto i filari delle cabine. Anche il “Kursaal” storico stabilimento di Ostia, lamenta danni alle strutture balneari, la Nuova Pineta e Pinetina sono ridotti a meno della metà e sono già finte in mare quest'anno una decina di cabine,  la Vecchia Pineta sopravvive grazie ad una piattaforma su palafitte. Danni sono lamentati allo stabilimento dell’Esercito. “Questa barriera emersa – spiega Franco Petrini, concessionario della Nuova Pineta - sta procurando guai a tutti. Cinquanta metri a destra e cinquanta a sinistra il mare continua a fare danni. Da noi sono a rischiio le strutture murarie che ospitano bar e ristoranti. Quella scogliera sono sei mesi che è stata realizzata, i lavori sono stati sospesi per l’estate e non sono mai ripresi. Se i lavori non vanno avanti e la scogliera non viene completata l’erosione aumenterà. ”.

La soluzione più semplice, da profani, sembrerebbe riproporre le stesse modalità di protezione degli arenili adottati nel primo ripascimento della costa con una barriera di scogli soffolti che protegge dal canale dei pescatori fino al pontile la costa. “Abbiamo creato un Comitato dei balneari formato da esponenti di tutte le associazioni presenti sul territorio – continua Petrini – ed abbiamo convenuto che il progetto originario degli otto pannelli, una volta completato dava maggiori garanzie di difesa della costa anche per questo tratto di mare. Potrebbe essere una soluzione e magari il progetto in corso d’opera potrebbe essere modificato, ma lasciare opere incompiute in acqua è un danno per tutti”. Sulla questione la Federbalneari Lazio ha inviato al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, una nota, in cui si sottolinea come ad Ostia si sia assistito in questi giorni al trasformarsi di una mareggiata di stagione in un’arma “letale” per spiaggia e strutture sottoflutto, a causa della spinta dei nuovi pennelli messi in acqua.

“È dal 2014 che per quanto riguarda il litorale di Ostia Levante chiediamo un piano di difesa della costa sostenibile paesaggisticamente, ambientalmente ed economicamente. - ricorda Marco Maurelli, il presidente di Federbalneari Lazio rivolgendosi direttamente al presidente Zingaretti - Era lo stesso anno in cui si avviarono richieste di trasformazione in tal senso anche delle strutture pesanti presenti sulle spiagge da Ponente a Levante, stiamo parlando della demolizione e riconversione del tanto vituperato “lungo muro” di Ostia, richieste inevase che giacciono nei cassetti degli uffici.

Oggi come allora torniamo di nuovo a stigmatizzare la mancanza di dialogo con le categorie interessate, con i pescatori, con i balneari tutti, con gli ambientalisti, con la città da parte della Regione Lazio e rinnoviamo la richiesta di fermare immediatamente ogni ulteriore cantierizzazione che sta procurando danni irreversibili alla residuale costa sabbiosa ed ai fondali di Levante”.

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