Ostia, stretta antidroga della Polizia, sequiestrati 700 gr. di droga nascosta in un terrazzo, 4 arresti e 5 denunce
Sono stati i cani poliziotto a condurre gli agenti ai vari nascodigli del terrazzo, vecchi ed inutilizzati lavabili e comignoli dove era stata nascosta la droga per evitare che eventuali verifiche potessero individuare i quantitativo di droga.

Polizia Ostia gli agenti intervenuti
(AGR) Dalle principali arterie del litorale fino ai nascondigli ricavati sui tetti delle palazzine, la Polizia di Stato ha battuto il territorio di Ostia con un dispositivo straordinario sviluppato su più livelli e lungo differenti direttrici operative.
Al presidio capillare delle strade si sono affiancati controlli mirati nelle aree ritenute maggiormente sensibili, con una proiezione operativa estesa anche alle coperture degli edifici. Determinante, sul fronte del contrasto allo spaccio, si è rivelato il contributo dell’unità cinofila antidroga, il cui fiuto ha consentito di individuare oltre 700 grammi di sostanza stupefacente occultati in insoliti vani di fortuna, tra vecchi lavabi e comignoli, trasformati in veri e propri punti di custodia fuori dalla portata dei controlli ordinari.
Sul fronte della sicurezza stradale, sono sei le sanzioni elevate a fronte di violazioni del Codice della Strada, per irregolarità concernenti le procedure di revisione e di copertura assicurativa.
A spostare l’attenzione degli agenti dalle strade ai tetti è stato il fiuto del cane poliziotto Naja, che ha guidato gli operatori ad una palazzina condominiale, fino al lastrico solare dell’edificio.
A scegliere quel nascondiglio fuori porta sarebbe stato un quarantenne romano, che aveva distribuito la scorta tra vecchi lavabi e comignoli, lontano dalle mura del proprio appartamento. Nell’abitazione, infatti, gli agenti hanno poi rinvenuto soltanto 345 euro in contanti ed un telefono cellulare.
Il grosso della “merce”, però, viaggiava ai piani alti.Sul lastrico solare della palazzina, Naja ha concentrato con insistenza il proprio fiuto su tre vecchi lavabi appoggiati ad una parete, indirizzando gli agenti verso quello che si è poi rivelato il primo punto di occultamento. Dietro uno dei sanitari era stato, infatti, ricavato un nascondiglio di fortuna: all’interno di un borsello, gli operatori hanno recuperato dosi di cocaina e crack, un bilancino di precisione e materiale destinato al confezionamento dello stupefacente.
A fornire agli investigatori una possibile “firma” di quel deposito è stato, tuttavia, un dettaglio di pochi centimetri, apparentemente marginale rispetto al resto del materiale sequestrato: il supporto plastico di una scheda SIM rinvenuto tra gli involucri. I codici PIN e PUK impressi sul frammento sono risultati compatibili con la scheda inserita nel telefono cellulare in uso al quarantenne, offrendo così un ulteriore elemento di collegamento tra l’odierno indagato ed il nascondiglio individuato sul tetto.
Per l’uomo è scattato l’arresto, che è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
















