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Ostia, spiagge libere trasformate in "stabilimentini"

print26 ottobre 2019 22:44
Ostia, spiagge libere trasformate in stabilimentini
(AGR) Sulla gestione dei chioschi sul lungomare è arrivata ferma la condanna della Corte dei Conti. Due dirigenti dell’U.O.T. dell’ex circoscrizione di Ostia ed il responsabile del procedimento sono stati condannati alla restituzione di una somma totale di 100.000 euri al Campidoglio.“Illegittimamente e approfittando di una certa confusione legislativa e amministrativa – scrivono i magistrati contabili - hanno proceduto al di fuori delle regole, trasformando le spiagge libere in veri e propri stabilimenti, facendo sì che i privati avessero notevoli guadagni dall’utilizzo di un bene pubblico".

“Oggi le nostre verità – ricorda Antonio Di Giovanni (M5S) – sono state ulteriormente certificate e confermate dalla magistratura. Questo significa che la nostra azione amministrativa è andata nella direzione della legalità ed i servizi per i cittadini che stiamo fornendo garantiranno la libera e completa fruizione ai cittadini”.

“La gestione disinvolta degli arenili liberi, - aggiunge Marco Possanzini, segretario SI X Municipio - la tolleranza con cui si è permesso ad alcuni gestori di trasformare di fatto le spiagge libere in tratti di arenile in "simil concessione" ha trovato la ferma condanna della Magistratura contabile. I tre impiegati “infedeli”, dovranno restituire al Comune di Roma la somma di 100 mila euro per "grave sciatteria e cattiva gestione" degli arenili liberi sul Mare di Roma. Ben otto spiagge libere attrezzate avevano perso la loro natura "libera" per trasformarsi pian piano, di fatto, in spiagge in "simil concessione", una specie di "stabilimentini".

La compiacenza dei funzionari pubblici, dunque, che hanno proceduto fuori dal perimetro normativo, chiudendo gli occhi su quanto avveniva sistematicamente, è oramai evidenziata in ogni aspetto. Assegnazione a titolo gratuito di tratti di spiaggia libera, addirittura distorcendo l'iter corretto per la formalizzazione delle convenzioni, è un'altro degli aspetti emersi dall'inchiesta contabile. Su quelle spiagge c'erano fortissimi interessi e su quei bandi aveva messo gli occhi anche la criminalità organizzata. Questa sentenza contabile rende parzialmente giustizia al Mare e alle Spiagge di Roma perchè c'è ancora molto “tessuto marcio” da rimuovere. La potente e vasta rete di interessi che circolano sul Mare di Roma, ancora oggi, è tutt'altro che sconfitta.

C'è poi il tema dell'abbandono delle spiagge libere targato M5S, addirittura mediaticamente "coperto" dallo scoppiettante annuncio della spiaggia artificiale a Ponte Marconi. Sono anni che, nonostante le promesse, non riescono a recuperare il 50% di arenili liberi rispetto a quelli in concessione al fine di promuovere i bandi per i servizi. L'alternativa alla mala gestione delle spiagge libere non può essere la "non" gestione M5S style. L'alternativa alla mala gestione è, semplicemente, la gestione corretta, rispettosa delle regole. Questo vale per tutte le spiagge pubbliche, quindi sia quelle in concessione che quelle libere”.

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