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Ostia Antica, prosegue la mobilitazione dei cittadini contro l'antenna

Via Bartolomeo Nogara è l'ultimo fronte anti-smog elettromagnetico. Accanto ai cittadini si schiera anche SI X Municipio: il Municipio sentiti i cittadini può indicare un sito alternativo per l'installazione della nuova antenna

printDi :: 18 dicembre 2020 18:01
Ostia Antica, prosegue la mobilitazione dei cittadini contro l'antenna

(AGR) Prosegue la mobilitazione dei residenti e cittadini del quartiere Saline di Ostia Antica per impedire la presumibile installazione di un’antenna di telefonia mobile 5G in via Bartolomeo Nogara.

“Da oltre una settimana – scrive Gaetano Di Staso (Ecoitalia solidale X Municipo) - i residenti presidiano giorno e notte l’area verde, privata, dove già dallo scorso sabato 12 dicembre la ditta incaricata dell’installazione aveva iniziato lo scavo per la piattaforma di cemento armato, fortunatamente  “bloccata” per evidenti difformità di  sicurezza dell’area di cantiere, dopo l’intervento delle autorità locali chiamate dai residenti. Durante la settimana in corso, grande partecipazione dei cittadini chiamati alla raccolta firme a corredo di una formale denuncia che verrà inviata a tutti gli organi competenti per impedire il sorgere di una nuova antenna in una area densamente popolata, tra l’altro, situata all’interno di una Riserva Naturale Ecologica e Ambientale con un vero e proprio impatto negativo per tutto l’ambiente circostante”.

Sulla questione interviene anche Marco Possanzini (SI X Municipio). “Siamo alle solite. Ad Ostia Antica, precisamente in Via Nogara, è stato avviato un cantiere per l’installazione di una antenna di telefonia mobile 5G. I residenti, ignari di quanto stesse accadendo, una volta compreso che si stava tirando su un’antenna, si sono immediatamente mobilitati contro questa installazione.

Appena la notizia ha iniziato a fare il giro del web, il Consigliere Presta e l’Assessore Bollini si sono attivati al fine di verificare i permessi per l’installazione ed il rispetto della normativa vigente. Va ricordato che il TAR Lazio, esattamente il 27 gennaio 2014, ha emesso una sentenza che rappresenta un vero punto di svolta nelle battaglie dei cittadini e dei comitati nei confronti del deplorevole fenomeno di “Antenna Selvaggia“ nel territorio della Capitale. Con questa sentenza il TAR ha restituito voce e competenze ai municipi ribadendo il principio che le norme contenute nel Protocollo d’Intesa hanno pieno titolo ed integrano a tutti gli effetti il procedimento di autorizzazione delle infrastrutture di rete.

Non solo. Sul sito di Roma Capitale è riportato che per l’installazione di antenne per la telefonia mobile occorre redigere una V.A.P., acronimo di Valutazione Ambientale Preliminare, al fine di consentire una corretta lettura del posizionamento dell’intervento nel contesto urbano. Inoltre il Municipio, ovviamente dopo aver incontrato e ascoltato i cittadini interessati dall'installazione, fatte le opportune valutazioni, può fornire l’indicazione di un sito alternativo per l’impianto di antenne al Dipartimento competente di Programmazione e Attuazione Urbanistica. Va inoltre ricordato che nel 2015 il Campidoglio ha approvato un regolamento sull’elettrosmog che prevedeva, fra l’altro, anche l’installazione di centraline per la misurazione dei campi elettromagnetici”

Nello specifico, va ricordato che è intervenuto  il decreto legge 16 luglio 2020, numero 76 così detto  "decreto Semplificazioni"  a dirimere la questione: i sindaci dovranno attenersi alle direttive statali e non potranno più bloccare l’installazione delle antenne 5G, pena l’illegittimità di un divieto su una materia la cui competenza è riservata allo Stato. Inoltre, stabilisce in modo molto chiaro i limiti ai regolamenti comunali.

Nella nuova norma si legge che “i comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo 4”.

Dunque, i sindaci possono adottare regole che minimizzino l’impatto per i propri cittadini, ma non posso più opporsi all’installazione delle antenne se queste rispettano i limiti di emissione dei campi elettromagnetici e i piani urbanistici.

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