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Ostia, abbattuto..."lungolegno", non certo il lungomuro

Andrea Bozzi (consigliere municipale) ironizza sull'avvio delle operazioni di demolizione dell'ex-Arca. Surreale parlare di ripristino della legalità

printDi :: 04 marzo 2020 16:06
Arca

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(AGR) "Hanno abbattuto il "lungolegno", più che il "lungomuro". Una battuta facile, visto che oggi la Sindaca Raggi in realtà ha salutato l'abbattimento non già di un abuso cementizio dei privati, bensì di una struttura in legno su una spiaggia libera pubblica già colonia marina e poi ricovero per l'emergenza freddo, che nel 2016 era stata lasciata dalla Caritas, che aveva rinunciato alla gestione avvenuta fin lì. Da allora proprio per mancati controlli del Campidoglio e del Municipio X la spiaggia libera più vicina alla Roma-Lido è stata di fatto chiusa ai cittadini che non hanno potuto usufruirne, perché diventata una specie di villaggio di diseredati, che vi hanno trovato ripari di fortuna in assenza di controlli e di iniziative dell'amministrazione. Dunque, va bene oggi, il ripristino dei luoghi, anche se quelle strutture in legno, del Comune, si sarebbero potute salvaguardare e non mandare oggi al macero, realizzando una spieggia libera attrezzata che oggi promettono, dovendo però ricostruire chioschi o quant'altro. Ma sinceramentre sentir parlare di "ripristino della legalità", o far passare la demolizione come un segnale forte verso i privati suona leggermente surreale e fa un tantino sorridere". È quanto dichiara Andrea Bozzi, capogruppo di "Sogno Comune" in Municipio X.

"Dispiace poi - conclude Bozzi - che la Sindaca Raggi nella sua foga propagandistica, abbia nuovamente ripetuto che l'opposizione tutta voglia bloccate il Pua perché contro l'illegalità. Tutti sanno, compresa la maggioranza municipale, che le opposizioni reclamano da mesi un mancato confronto su un Pua scritto in fase commissariale e calato dal Campidoglio sulle nostre teste senza la possibilità di poter apportare osservazioni o modifiche sacrosante che chi governa ha sempre respinto, con un atteggiamento arrogante, perché sottomessi ai voleri del Campidoglio o del Dipartimento capitolino".

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