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Libano: Save the Children lancia l'allarme - Uliveti e fattorie distrutti, 86.000 persone costrette alla fuga

Violente tensioni al confine con Israele colpiscono duramente il sud del Libano, mettendo a rischio il futuro dei bambini e delle famiglie. Save the Children chiede interventi immediati e rispetto per il diritto internazionale umanitario

printDi :: 06 febbraio 2024 17:33
Save the Children: Emergenza nel Libano meridionale - Proteggere i bambini dalla violenza e garantire un futuro sicuro

Save the Children: Emergenza nel Libano meridionale - Proteggere i bambini dalla violenza e garantire un futuro sicuro

(AGR) Nel contesto delle crescenti violenze al confine tra Libano e Israele, il sud del Libano è attualmente teatro di una crisi umanitaria senza precedenti. Uliveti e fattorie sono stati distrutti, e oltre 86.000 persone, tra cui circa 31.000 bambini, sono costrette alla fuga. Save the Children, un'organizzazione impegnata nella protezione dei bambini, ha lanciato un allarme urgente, esortando tutte le parti coinvolte a rispettare il diritto internazionale umanitario e ad adottare misure immediate per mitigare la crisi.

Negli ultimi quattro mesi, l'escalation della violenza transfrontaliera ha portato alla perdita di mezzi di sussistenza per decine di migliaia di famiglie nel sud del Libano. La stagione di raccolta è stata particolarmente colpita, con 47.000 alberi di ulivo e altre colture andati distrutti. I bombardamenti al confine e il lancio di razzi hanno innescato incendi che si sono propagati nelle aree agricole, causando danni irreparabili.

Il settore olivicolo, che coinvolge oltre 110.000 agricoltori, rappresenta quasi un quarto del terreno agricolo del paese. Secondo le Nazioni Unite, la raccolta delle olive è cruciale per l'economia locale, contribuendo al 7% del PIL agricolo. Gli incendi hanno colpito anche le coltivazioni di agrumi e banane, oltre ai terreni destinati al pascolo.

Save the Children riporta le testimonianze toccanti di chi ha vissuto la tragedia. Rami, un ragazzo di 14 anni, costretto a fuggire con la sua famiglia, racconta: "Stavo cercando carburante quando ho sentito gli attacchi aerei. Ho preso solo le medicine di mio padre prima di dover fuggire in un posto più sicuro. Voglio che la guerra finisca e possiamo tornare a casa."

Hassan, un contadino di 52 anni, ha perso la sua casa e la sua terra a causa dei bombardamenti. "Avevamo appena cominciato a raccogliere le olive prima di dover fuggire. Ora tutto è perduto. Non posso più sfamare la mia famiglia. Quando torneremo, dovrò ricominciare da capo."

L'ONU segnala gravi impatti sul settore agricolo, con conseguenze quali degrado del territorio, inquinamento chimico e contaminazione da resti esplosivi. Il Ministero dell'Ambiente libanese ha rilevato livelli elevati di metalli pesanti e 900 volte la quantità normale di fosforo nelle aree colpite. Questa situazione rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica e l'ambiente locale.

Jennifer Moorehead, direttrice nazionale di Save the Children in Libano, sottolinea: "Stiamo assistendo a migliaia di bambini che fuggono e famiglie che perdono l'intero raccolto. Esortiamo tutte le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e a mitigare immediatamente questa crisi."

Save the Children, attiva in Libano dal 1953, chiede un intervento urgente per proteggere i bambini e garantire un futuro sicuro in un momento critico per la regione. La comunità internazionale è chiamata a sostenere gli sforzi diplomatici per porre fine alle ostilità e proteggere la vita e il benessere dei bambini nel Libano e oltre.

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