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In manette due anarchici genovesi, avevano esplosivo e potevano fare attentati

L'arresto è stato eseguito questa mattina a Roma. I due indagati potrebbero essere coinvolti nel danneggiamento di due tralicci eseguito a Genova nel luglio scorso, dove da verifiche sarebbero emerse analogie costruttive e materiale identico a quello detenuto dai due anarchici

printDi :: 16 marzo 2022 12:07
In manette due anarchici genovesi, avevano esplosivo e potevano fare attentati

(AGR) I carabinieri del ROS e i poliziotti della DIGOS della Questura di Genova, all’esito di un’attività sviluppata congiuntamente sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, hanno dato esecuzione a Roma ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due militanti anarchici accusati di detenzione di materiale esplodente ed esplosivo, tentata fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati, nonché detenzione di materiale esplodente al fine di attentare alla pubblica incolumità.

Le indagini erano state avviate nel giugno 2021 a seguito del rinvenimento da parte dell’Arma territoriale di un ordigno esplosivo nonché di un’ingente quantità di polvere pirica e di materiale elettrico idoneo alla fabbricazione di altri congegni esplodenti in un’area boschiva sulle alture di Genova.

Le successive attività consentivano l’individuazione dei due indagati, ritenuti concorrenti - unitamente ad altri – nella detenzione e custodia di quanto sequestrato. Le verifiche effettuate rivelavano peraltro analogie costruttive con il materiale utilizzato per il danneggiamento di due tralicci compiuti a Genova in salita alla Guardia il 13 luglio scorso e rivendicati con un comunicato intitolato: L’OPPRESSIONE: MALE ENDEMICO DELLA NOSTRA ESISTENZA – BREVE CRONISTORIA a firma ANARCHICI PER LA DISTRUZIONE DELL’ESISTENTE, certamente riconducibile alla campagna contro la “tecnoindustria”, su cui stava indagando, con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di prevenzione – Servizio per il Contrasto al Terrorismo Interno, la DIGOS di Genova, unitamente ad altri episodi di incendio e sabotaggio verificatisi nel territorio ligure ai danni di impianti e strutture strategiche, analogamente rivendicati sui siti d’area.

I due destinatari della misura cautelari, fino a pochi mesi fa inseriti nel circuito anarchico genovese, sono ritenuti vicini alle posizioni intransigenti della Federazione Anarchica Informale, da sempre orientata all’opposizione nei confronti della società tecnologica e al contrasto dello Stato da attuare mediante il ricorso dell'azione violenta e rivoluzionaria. Uno dei due indagati era già stato condannato definitivamente per il compimento di danneggiamenti mediante esplosivo. La pericolosità dei fatti contestati è stata riconosciuta dal G.I.P. che ha ritenuto sussistente anche la finalità di attentare alla pubblica incolumità, minacciata dalla disponibilità di materiale avente la caratteristica della micidialità.

L’operazione odierna, a testimonianza della costante ed efficace azione condotta in sinergia dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, si pone nell’ambito del costante monitoraggio dei fenomeni di estremismo ideologico, che possono sfociare in condotte violente o pericolose per la collettività.

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