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Fiumicino, grido d'allarme dei ristoratori, senza asporto chiudiamo tutti

Massimiliano Mazzucca, presidente  dell'associazione lungomare della salute di Fiumicino: se ci tolgono anche l'asporto e la possibilità di lavorare dopo le 18 qui a Fiumicino tanti locali rischiano la chiusura, chiediamo di poter continuare a lavorare

printDi :: 12 gennaio 2021 17:18
Fiumicino, grido d'allarme dei ristoratori, senza asporto chiudiamo tutti

(AGR) ENZA ASPORTO RISTORAZIONE FIUMICINO RISCHIA TRACOLLO DEFINITIVO

La ristorazione è uno dei brand più importanti di Fiumicino. Sino ad oggi, pur con tante difficoltà, gli esercenti sono riusciti a mantenere "a galla" le proprie attività, l'asporto sicuramernte non è una soluzione condivisa, ma ha consentito, comunque, di tenere aperte le attività e di coprire le spese. "Se vietano anche l’asporto - dichiara Massimiliano Mazzucca, presidente  dell'associazione lungomare della salute di Fiumicino - allora anche, e soprattutto, la ristorazione di grandi comuni come Fiumicino, che proprio grazie all’asporto è riuscita in qualche maniera a barcamenarsi e sopravvivere durante l’ultimo anno, rischia il tracollo definitivo.

Qui nessuno mette in dubbio l’esistenza del Covid. - continua Mazzucca - Quello che chiediamo, invece, è di valutare attentamente l’efficacia delle misure messe in campo che secondo il nostro punto di vista non hanno tutelato e non tuteleranno né la salute pubblica né l’economia. I continui cambi di ‘colore’, le chiusure annunciate di settimana in settimana e le restrizioni del weekend hanno disorientato tutti. Fare impresa in queste condizioni è difficile. Una nuova restrizione alle attività di ristorazione significa "accanirsi" contro bar e ristoranti che fino ad oggi hanno sempre rispettato i protocolli stabiliti.

I locali oggi si presentano vuoti o semivuoti. Le prenotazioni latitano. L’incertezza è, paradossalmente, l’unica certezza per tutti noi. Ora questa ennesima ipotesi di tagli rischia di essere la pietra tombale su un settore che a Fiumicino tra bar, ristoranti, pizzerie a taglio, pasticcerie ed esercizi commerciali conta un migliaio di attività, di cui almeno 200 ristoranti. Chiusure e ristori, sempre troppo esigui, non possono essere l’unica soluzione". 

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