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Fiumicino, giochi e distanziometro, il Tar Lazio conferma la chiusura di una sala giochi

Una sala giochi di Fiumicino dovrà chiudere perchè il subentro di una nuova titolare equivale ad una nuova apertura. Lo ha stabilito il Tar che ha rigettato l'ordinanza del comune contro la chiusura della sala per la vicinanza ad un luogo sensibile.

printDi :: 05 aprile 2024 18:13
sala giochi foto pixabay archivio AGR

sala giochi foto pixabay archivio AGR

(AGR) Una sala giochi di Fiumicino, in provincia di Roma, dovrà chiudere dopo che la proprietà è stata oggetto di “subingresso”. A stabiliro, riporta Agipronews, è la sentenza della Seconda Sezione Bis del Tar Lazio, che ha respinto il ricorso della nuova proprietaria della sala contro l’ordinanza del Comune che, a seguito della richiesta di licenza per la gestione della sala giochi, ha rilevato l’eccessiva vicinanza del locale a un luogo sensibile.

Secondo la legge regionale del 2013, infatti, non è possibile aprire una sala giochi a meno di 250 metri da luoghi come chiese, scuole, centri ricreativi o ospedali. La titolare ha definito illecito tale provvedimento: il locale esisteva già prima dell’entrata in vigore della legge e si è trattato di un caso di subingresso e cessione di proprietà, che dovrebbe esentare dall’applicazione delle norme sul distanziometro.

Tuttavia, scrive il Tribunale Amministrativo, il Comune di Fiumicino ha agito correttamente: pur essendo effettivamente stato completato l’iter di subentro ad una proprietà precedente, ad ottobre 2023 è pervenuta una domanda per “l’installazione di apparecchi e congegni per il gioco lecito”, dunque finalizzata ad una “nuova autorizzazione” perciò, sulla base di questo presupposto, “ritiene ad essa applicabile il limite di distanza previsto”. A maggior, ragione, ricorda il Tar, “le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo essere trasmesse”. Per queste ragioni, il ricorso è stato respinto.

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