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Eur, in manette usuraio

L’uomo è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo Operativo dell'Eur mentre riceveva due rolex, del valore complessivo di oltre 33.000 euro, da un imprenditore che stava pagando una rata di un prestito concessogli.

printDi :: 13 maggio 2020 15:59
Eur, in manette usuraio

(AGR) I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. hanno arrestato nella flagranza di reato un usuraio L.F., ex-pugile professionista, commerciante di generi alimentari, originario di Napoli e residente a Roma.  L’uomo è stato bloccato mentre riceveva due rolex, del valore complessivo di oltre 33.000 euro, da un imprenditore che stava pagando una rata di un prestito concessogli con interessi altissimi. L’operazione è scattata al termine di un’attività d’indagine diretta da Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima, un imprenditore titolare di alcuni punti vendita di mobili, trovandosi in difficoltà economica, aveva ricevuto dal 2018, in più trance, un prestito “a fermo” della somma complessiva di euro 250.000 con un tasso usuraio del 10% da corrispondere mensilmente, per il quale aveva già corrisposto circa 350.000 euro come pagamento degli interessi maturati nel corso del tempo.

Il finanziatore, al fine di ottenere la restituzione delle somme di denaro, attraverso pesanti minacce, faceva intendere all’imprenditore che avrebbe subito una grave punizione, come già accaduto per altri suoi “debitori” che avevano tardato nei pagamenti. I due orologi avrebbero soltanto parzialmente coperto il debito contratto garantendo alla vittima di guadagnare tempo nel reperire la liquidità necessaria per saldare il prestito. Le indagini che hanno portato all’arresto scaturiscono da una precedente operazione dei militari, compiuta nel febbraio scorso, che aveva già condotto all’arresto di due soggetti colti nella flagranza di reato per usura e estorsione, ai danni di un altro imprenditore romano, gestore di una palestra.

Nel corso degli approfondimenti investigativi, uno dei due arrestati, commerciante nel settore del caffè, veniva trovato in possesso di un assegno in bianco del valore di 70.000 euro, risultato poi collegato al conto corrente dell'imprenditore sotto usura, il quale, a sua volta, lo aveva consegnato al creditore quale garanzia per consentirgli di ripianare il debito contratto.

A seguito della convalida dell’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Capitolino ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo del braccialetto elettronico, alla luce dei gravi reati contestati e delle conseguenze derivanti dal comportamento usurario tenuto.

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