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CARABINIERI: Ravenna, cercò di avvelenare l'ex coniuge. Eseguito il fermo per tentato omicidio, violenza sessuale e maltrattamenti

L’uomo, condotto presso la Casa Circondariale di Modena, risulta percettore di reddito di cittadinanza, motivo per il quale è stata avanzata dai militari una segnalazione alle autorità competenti per la cessazione dell’erogazione del beneficio

printDi :: 06 ottobre 2021 18:05
CARABINIERI: Ravenna, cercò di avvelenare l'ex coniuge

CARABINIERI: Ravenna, cercò di avvelenare l'ex coniuge

(AGR) I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ravenna hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Ravenna nei confronti di un italiano accusato di tentato omicidio, violenza sessuale aggravata e maltrattamenti nei confronti della ex coniuge.

L’attività di indagine ha avuto inizio allorché la donna si è recata alcuni giorni fa presso un Comando Stazione dell’entroterra faentino per denunciare le violenze fisiche e verbali patite ad opera dell’ex coniuge, riferendo inoltre un inquietante sospetto circa la possibilità che lo stesso potesse aver provato a somministrarle in maniera occulta dei medicinali in sovradosaggio, al fine di recarle nocumento.

Gli accertamenti investigativi, coordinati e disposti dal Sostituto Procuratore Cristina D’Aniello, hanno permesso di acclarare, grazie a ricostruzioni testimoniali ed attività tecnico-intercettive la dinamica di un reale tentativo continuato di avvelenamento da parte dell’uomo  nei confronti della ex moglie, attraverso la somministrazione di dosi di anticoagulanti sciolti nel caffè, al fine di procurarle emorragie.

Le indagini hanno peraltro consentito di accertare, in un contesto stratificato nel tempo, maltrattamenti fisici e psicologici e due episodi di violenza sessuale nonostante la già avvenuta separazione tra l’uomo e la donna.

Nel video il soggetto viene ripreso mentre “prepara il caffè” versando nella tazzina un’ulteriore tipologia di medicinale, questa volta una doppia dose di un vasodilatatore;  l’obiettivo criminale del soggetto sarebbe quindi stato far assumere in maniera occulta ed in sovradosaggio dell’anticoagulante per procurare delle emorragie cerebrali, sostanze miscelate successivamente a vasodilatatori che avrebbero reso queste emorragie inarrestabili nel giro di pochi minuti. 

CARABINIERI: Ravenna, cercò di avvelenare l'ex coniuge

CARABINIERI: Ravenna, cercò di avvelenare l'ex coniuge

Durante l’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari disponeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere concordando con la gravità di indizi a carico del soggetto per le tre tipologie di reato ad egli contestate.

L’uomo, attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Modena, risulta percettore di reddito di cittadinanza, motivo per il quale è stata avanzata dai militari una segnalazione alle autorità competenti per la cessazione dell’erogazione del beneficio, così come previsto dalla legge.

Nel corso della conferenza stampa il Sostituto Procuratore Cristina D’Aniello ha dichiarato che “Siamo felici di dimostrare ancora una volta nel nostro lavoro una certa soddisfazione perchè anzichè arrivare dopo che un fatto criminoso è stato commesso, siamo riusciti ad arrivare prima. Contestiamo così un tentato omicidio attuato con modalità particolarmente subdole e occulte perchè stiamo parlando di una persona che ha tentato di portare alla morte la ex moglie somministrandole a sua insaputa farmaci particolarmente pericolosi se assunti in sovrabbondanza. Decisiva per l’indagine l’immediata attenzione e sensibilità che il Maresciallo della Stazione dei Carabinieri a cui la donna si è rivolta ha mostrato raccogliendo subito le dichiarazioni di una donna che mai aveva denunciato questi soprusi, che, ormai disperata, ha chiesto aiuto, cogliendo immediatamente la gravità della situazione e attivando subito il codice rosso. La sinergia tra Carabinieri e Procura ha permesso in pochi giorni di portare avanti una mole imponente di lavoro, a riscontrare le dichiarazioni della signora e soprattutto ad arrivare ad una ferrea prova così da emettere un provvedimento di fermo. E’ stata una corsa contro il tempo. Non fossimo intervenuti così in fretta, lasciando il tempo all’uomo di continuare la sua condotta, avremmo parlato di un omicidio perfetto”.

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