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Anzio, amianto killer nello stabilimento Colgate Palmolive, INPS condannata a riconoscere i benefici previdenziali

L’uomo è stato in forze presso lo stabilimento Colgate di Anzio, occupandosi della manutenzione di vari reparti e impianti di fabbricazione. Secondo la sentenza l’uomo è stato impiegato fino al 2012 nel reparto saponi costituito da serbatoi riscaldati, tubazioni, caldaie, tutti coibentati in amianto

printDi :: 10 aprile 2024 14:03
Anzio, pericolo amianto locandina

Anzio, pericolo amianto locandina

(AGR) di Donatella Gimigliano

Il Tribunale di Velletri ha accolto il ricorso di P.D.L. lavoratore dal 1986 dello stabilimento Colgate Palmolive di Anzio esposto all’amianto e affetto da ispessimento e placche pleuriche che si era visto respingere dall’INPS la domanda secondo i benefici previsti dalla legge 257/92.

L’uomo, 60 anni, originario di Nettuno, è stato in forze presso lo stabilimento Colgate di Anzio, occupandosi della manutenzione di vari reparti e impianti di fabbricazione. Come è evidente in sentenza l’uomo è stato impiegato fino al 2012 nel reparto saponi costituito da serbatoi riscaldati, tubazioni di vapore, caldaie sapone, tutti coibentati in amianto e persino i guanti per il calore che aveva in dotazione erano realizzati in amianto.

Nel 2019 si sono manifestati i primi sintomi della malattia asbesto correlata e l’INAIL accerta la sussistenza della patologia “ispessimento e placche pleuriche” causata dall’esposizione professionale a polveri di amianto. Nel 2020 la richiesta dei benefici amianto e prepensionamento all’INPS, negata dall’Ente. Per il riconoscimento dei legittimi diritti si rivolge quindi all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha ottenuto ragione dal Tribunale che ha condannato l’INPS a riconoscere al lavoratore l’accredito della maggiorazione contributiva, quindi una pensione che avrà diritto ai benefici previdenziali previsti dalla legge sulla messa al bando amianto con un aumento del 30% circa raggiungendo l’importo di 2500 euro mensili.

“Questa sentenza è molto importante poiché anche in caso di malattie come le placche pleuriche, che fortunatamente non sono mortali, comunque sussiste il diritto al prepensionamento. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, anche se asintomatici, dovrebbero essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, quindi alle più opportune terapie, e allo stesso tempo al pensionamento anticipato - dichiara Ezio Bonanni, che sottolinea – “continueremo nella nostra funzione di tutela e assistenza legale dei lavoratori per il loro risarcimento del danno, anche se l’impegno principale è quello di evitare l’esposizione alla fibra killer, che può uccidere anche a distanza di decenni”.

Per poter accedere al servizio ONA di assistenza legale è sufficiente chiamare il numero verde 800 034 294, oppure scrivere attraverso il sito https://www.osservatorioamianto.it/

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