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Amianto nelle scuole di Roma, ONA lancia l'allarme: a rischio anche gli operai che eseguono i lavori

Ezio Bonanni presidnete ONA: “I lavoratori dei cantieri rischiano di diventare le prime vittime di una sicurezza che non ha funzionato: è una falla inaccettabile. Serve una mappatura completa delle bonifiche avviate, i dati raccolti sono parziali e frammentari.

printDi :: 30 marzo 2026 12:49
Nella foto da sin.: DANIELE_PARRUCCI,_GIAMPIERO_CARDILLO,_EZIO_BONANNI,_ELISA_MARIANI,_PAOLA_VEGLIANTEI foto da comunicato stampa

Nella foto da sin.: DANIELE_PARRUCCI,_GIAMPIERO_CARDILLO,_EZIO_BONANNI,_ELISA_MARIANI,_PAOLA_VEGLIANTEI foto da comunicato stampa

(AGR) di Donatella Gimigliano

L’amianto nelle scuole romane non è ancora sotto controllo. L’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato sul tema fin dal 2008, segnala che, nonostante le bonifiche avviate, i dati restano ancora parziali e frammentari, con documentazione certa solo per una parte dei plessi. Una mappatura completa sarà possibile solo con una piena collaborazione istituzionale. Nonostante gli interventi di bonifica avviati negli ultimi anni, manca una mappatura completa degli edifici scolastici e, in diversi casi, la presenza di materiali contenenti amianto viene scoperta solo durante lavori di manutenzione, in modo accidentale.

 
E’ questo il dato più significativo che è emerso oggi dal convegno in Campidoglio, presso la Sala del Carroccio dal titolo “Amianto nelle scuole di Roma: ONA presenta il report sullo stato delle bonifiche”, promosso dall’ONA, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, a testimonianza di un impegno condiviso nella promozione della legalità, della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

Il dato di partenza: nel 2024, tra il territorio del Comune di Roma e quello della Città Metropolitana, si contano circa 140 edifici scolastici con presenza accertata o sospetta di materiali contenenti amianto. Un dato che conferma come il problema sia tutt’altro che superato e continui a rappresentare un rischio concreto per la salute pubblica.

Accesso agli atti su tutta la città: l’indagine, promossa dall’ONA attraverso l’accesso agli atti amministrativi ai sensi della legge 241/1990, ha riguardato tutti i quindici municipi della Capitale e la Città Metropolitana, restituendo una prima fotografia dello stato delle bonifiche. Tuttavia, il quadro risulta ancora parziale, poiché non tutte le amministrazioni hanno completato la trasmissione della documentazione richiesta.

Bonifiche avviate, ma senza sistema: i dati raccolti evidenziano che le bonifiche sono state avviate in diversi territori, ma senza una programmazione organica. Nel Municipio VI è stato realizzato un appalto strutturato per il rilevamento e la rimozione dell’amianto nelle scuole, concluso nel marzo 2025. Nel Municipio X è stato programmato un intervento per il 2025, ma è stata dichiarata l’assenza di una mappatura sistematica dell’intero patrimonio scolastico. Il Municipio XI rappresenta il caso più documentato, con interventi avviati dal 2018 e fino a 75 elementi in amianto individuati in un’unica ricognizione. Nel Municipio XIV, invece, è emersa una criticità rilevante legata alla perdita di parte della documentazione storica sulle bonifiche.

A livello metropolitano, sono stati attivati interventi anche grazie ai fondi del PNRR, con risorse complessive superiori a 129 milioni di euro destinate alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Le criticità: dalla relazione emerge con chiarezza un insieme di criticità strutturali, l’assenza di una mappatura completa e aggiornata, la scoperta spesso casuale dell’amianto durante altri lavori, la mancanza di relazioni periodiche e di un monitoraggio sistematico, la dispersione della documentazione amministrativa e, in alcuni casi, la carenza di fondi per le verifiche tecniche necessarie. La fotografia che emerge è quella di una città in cui le bonifiche procedono, ma senza una regia complessiva. E dove l’amianto, invece di essere cercato e rimosso sistematicamente, continua a emergere solo quando un cantiere lo porta alla luce.

«Il dato più preoccupante che emerge da questa indagine è che l’amianto nelle scuole di Roma troppo spesso non viene individuato attraverso controlli sistematici, ma scoperto in modo casuale durante lavori di manutenzione. Questo non solo conferma la mancanza di una mappatura completa, ma apre una questione ancora più grave: quella della sicurezza degli stessi lavoratori, che possono trovarsi esposti inconsapevolmente a un materiale altamente pericoloso – rileva Bonanni - Non possiamo accettare che la prevenzione venga sostituita dal caso. È necessario un cambio di passo immediato, con censimenti completi, controlli periodici e programmi strutturati di bonifica. La tutela della salute deve riguardare tutti: studenti, personale scolastico e operatori impegnati nei cantieri. L’ONA continuerà a vigilare affinché ogni scuola sia sicura e libera da amianto, perché la sicurezza non può essere affidata alla scoperta occasionale, ma deve diventare una responsabilità certa e verificabile».

All’iniziativa ha partecipato, tra gli altri, il consigliere dell’Assemblea Capitolina On. Daniele Parrucci, vicepresidente della commissione lavori pubblici e Consigliere Delegato alla Città Metropolitana per l'Edilizia Scolastica, che ha sottolineato: "Appena l'amministrazione Gualtieri si è insediata, abbiamo fatto subito un censimento sulle scuole. E il quadro che ne è uscito fuori è stato devastante. E questo perché per oltre vent'anni si è tagliato sull'edilizia scolastica, a livello nazionale si intende. L'amministrazione ha ereditato una situazione in cui tante scuole stavano implodendo. E considerate che per uscire da una situazione di straordinarietà, mettendo in campo alcuni elementi base, la Città metropolitana avrebbe dovuto investire una cifra pari a quasi un miliardo di euro e solo 300 milioni sarebbero serviti per la messa in sicurezza straordinaria di alcuni edifici di superiori".

“Questi soldi sarebbero serviti per risolvere problematiche di interesse statico, prevenzione incendi, rischio crolli, e poi a questo si aggiunge la tematica dell'amianto. Considerate che abbiamo in gestione oltre tre milioni di metri milioni di metri quadrati di lastrico solare e la dotazione economica che abbiamo sull'ordinaria amministrazione è pari a circa 3 euro a metro quadro – ha aggiunto - Per fortuna invece abbiamo ereditato una dotazione di risorse Pnnr di 130 milioni di euro e siamo riusciti a stanziare dall'amministrazione altri 80 milioni di euro che cubano un investimento di messa a terra di 210 milioni di euro. In totale abbiamo aperto 210 cantieri per un totale di altrettante scuole, per realizzare interventi strutturali importanti".

Nel corso del convegno è stato presentato anche il volume di Ezio Bonanni, “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica. Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche”, che affronta il quadro normativo e le responsabilità delle pubbliche amministrazioni nella gestione del rischio amianto.

Un momento di confronto di alto profilo, presentato dalla giornalista Elisa Mariani, che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, giuridico e accademico,  tra i quali il Consigliere della Corte di Cassazione Nicola De Marinis, il già Presidente f.f. della Corte di Appello di Roma Fabio Massimo Gallo, il Professore Antonio Caiafa dell’Università LUM e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Guerrino Petillo, docente A.F. UNINT e Consigliere della Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma, Giampiero Cardillo del Comitato Tecnico Scientifico ONA, il Consigliere capitolino Giorgio Trabucco, Ruggero Alcanterini, Presidente comitato Italiano Nazionale Fair Play, e Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della Legalità. A impreziosire l’incontro anche il contributo della poetessa, scrittrice e drammaturga Maria Grazia Calandrone.

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