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Roma, presentato il "Piano Caldo" per resistere alle ondate di calore

Una strategia per ridurre l’impatto del caldo nei quartieri, aiutare i più vulnerabili, rendere più freschi e vivibili gli spazi pubblici e trasformare la Capitale in un laboratorio di adattamento al cambiamento climatico. La proposta nasce con l’obiettivo di preparare la città al caldo estremo

printDi :: 02 luglio 2026 14:22
Foto di s05prodpresidente da Pixabay

Foto di s05prodpresidente da Pixabay

(AGR)  Roma apre il confronto sulla proposta di “Piano Caldo”, è la prima città italiana che presenta una strategia per ridurre l’impatto delle ondate di calore nei quartieri attraverso un insieme di interventi integrati. La Capitale diventa un vero laboratorio di adattamento al cambiamento climatico.

La presentazione è avvenuta questa mattina in Campidoglio con la partecipazione del Sindaco Roberto Gualtieri, degli assessori all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, all’Urbanistica, Maurizio Veloccia e al Sociale, Barbara Funari.

 
Con il coordinamento del Direttore Ufficio Clima di Roma Capitale, Edoardo Zanchini, sono intervenuti anche Paola Mercogliano del CMCC, Direttrice divisione REHMI, Paola Michelozzi, DEP Lazio, Direttrice Dipartimento epidemiologia ambientale, Giulia Benati Universitat autonoma de Barcelona, Giuseppe Napolitano, Vicecapo di Gabinetto Roma Capitale, Giuseppe Sorrentino, Direttore Dipartimento Protezione Civile Roma Capitale, Andrea Aliscioni, Direttore Generale Acea ATO2 e Bruno Manzi, Presidente di Ama.

A Roma le temperature sono già cresciute in modo rilevante negli ultimi anni, con impatti sulla salute delle persone e la vivibilità della città, come conferma il report di monitoraggio climatico di Roma Capitale presentato oggi e realizzato con il supporto scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che evidenzia un grande aumento di giornate di caldo record e di ondate di calore, l’incremento delle notti “tropicali” e la graduale scomparsa delle temperature più fresche.

L’aumento delle temperature era una delle priorità fissate dalla Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici già approvata dall’Assemblea capitolina nel gennaio 2025, che ha messo in evidenza come l’aumento del caldo è aggravato dall’effetto isola di calore urbana, ossia dall’accumulo di calore dovuto all’asfalto, agli edifici, alle automobili.

La proposta di “Piano Caldo” nasce con l’obiettivo di preparare la città al caldo estremo e alle sue conseguenze, per essere pronti ad affrontare ondate di calore come quelle sofferte in questi giorni, quelle che dovremo aspettarci nei prossimi anni. Ed è il frutto di collaborazioni sempre più forti con le altre città europee impegnate su queste sfide comuni, oltre che del lavoro di tanti settori di Roma Capitale. Propone una strategia integrata, unico modo per affrontare un tema così complesso.

Il Sindaco Gualtieri ha spiegato: “La maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore non è più un’eccezione, bensì la regola in tutto il mondo. Siamo la prima città in Italia a presentare una vera e propria strategia per ridurre l’impatto del caldo, e abbiamo deciso di farlo perché non possiamo rimanere fermi di fronte a impatti che rischiano di mettere in crisi le infrastrutture primarie, la vivibilità urbana e che incidono maggiormente proprio nei confronti delle persone più vulnerabili. Ridurre il caldo nelle città è infatti possibile: nelle strade o piazze oggi asfaltate si possono ridurre le temperature percepite anche di 10 gradi, con interventi di depavimentazione, messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati. In questi anni abbiamo già realizzato interventi di forestazione urbana e depavimentazione senza precedenti nella storia della città, abbiamo rafforzato i servizi sociali durante i periodi estivi per gli anziani, le persone che vivono sole, per i senza dimora e riscritto il nostro regolamento edilizio per rendere obbligatori criteri di adattamento climatico. Con questo piano presentiamo la visione del cambiamento necessario per dare continuità a questi interventi e adattare gli spazi della città al nuovo scenario climatico per garantire che siano sicuri e vivibili per tutti”.

IL PIANO NEL DETTAGLIO

Il piano agisce innanzitutto dando continuità e rafforzando quanto fatto finora:

Supporto alle persone più fragili che possono già contare su un incremento dei posti disponibili nei centri servizi diurni, a cui accedere mediante numero verde o grazie alle diverse unità di strada. Come sulle stazioni di posta, ossia centri di accoglienza multifunzionali, situate in immobili comunali e gestiti da Enti del Terzo Settore e sulle 4 tensostrutture lasciate in eredità dal Giubileo. E poi ancora servizi di consegna pasti a domicilio o i pranzi di Ferragosto, gli screening gratuiti nel circuito Farmacap, i 5mila ingressi gratuiti in 18 piscine comunali, i soggiorni gratuiti in spiaggia, i centri estivi per minori, il ruolo sempre più centrale della Protezione civile comunale in termini di prevenzione e di assistenza.
 

Interventi su piazze, spazi pubblici e infrastrutture. Dal 2022 il bilancio arboreo di Roma è già aumentato di 38mila alberi e sono in corso o previste centinaia di migliaia di piantumazioni grazie agli interventi realizzati dal Dipartimento Ambiente, dai Municipi e con fondi Pnrr. Inoltre, dal 2021 sono aumentate di 187 ettari (+4,56%) le aree verdi, attraverso la creazione di nuovi parchi, l’apertura di nuove aree verdi attrezzate nei quartieri, la realizzazione di 5 nuovi parchi d’affaccio lungo il Tevere. Sono 44.501 i metri quadri di terreni depavimentati e riqualificati per ridurre l’effetto isola di calore urbana, con 40 interventi realizzati dal 2024 a oggi su strade, piazze e marciapiedi.  E ancora i nuovi criteri sostenibili approvati nel Regolamento Edilizio.  Infine, rafforzato anche con nuovi mezzi il lavoro di Ama per il lavaggio delle strade che, nel periodo gennaio-maggio 2026, ha svolto servizi per oltre 13.260 km mensili.
 

Punti di erogazione di acqua potabile, climatizzazione edifici pubblici, rete di rifugi climatici. A partire dalla rete di “nasoni” e fontanelle (3294) e dalle 59 case dell’acqua con tanto di app dedicata. Inoltre, rafforzati i sistemi di raffrescamento nelle strutture scolastiche dell’infanzia e negli asili nido, che rimangono aperte anche tutto giugno e luglio (già installati sistemi di raffrescamento in 150 edifici e annunciato investimento per altri 6 milioni di euro nel nuovo Piano “Scuole Verdi” per arrivare a completarle entro il 2027 in tutte le scuole della fascia di età 0-6 anni). Interventi anche nei centri anziani, con 127 strutture che oggi hanno impianti e 12 dove è già prevista l’installazione di pompe di calore nel 2027. In corso di realizzazione un programma di installazione di 475 moderne pensiline alle fermate degli autobus, 413 quelle già installate e distribuite tra centro e periferie. Abbiamo quindi presentato la rete dei rifugi climatici di Roma, ossia la mappa interattiva con tutte le informazioni sugli spazi al chiuso e all’aperto (biblioteche, centri culturali, case di quartiere, chiese e parchi urbani) in spazi aperti al pubblico dove le persone possono trovare sollievo durante le ondate di calore.
Sono 3 gli obiettivi che si vogliono conseguire con gli interventi previsti dal piano: ridurre l’impatto del caldo sulla salute delle persone (prevenzione, informazione e allerta), garantire la vivibilità degli spazi della città durante le ondate di calore (piazze, strade e fermate), rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche e delle reti idriche e di mobilità (contro blackout da sovraccarico, per consumo responsabile e lotta alle perdite lungo le reti idriche).

Il Piano si fonda su quattro valori: cura delle persone, equità sociale e territoriale, approccio scientifico e misurabile, resilienza della comunità cittadina. Sono valori che orientano le scelte, perché che gli impatti del caldo non sono distribuiti in modo uniforme: cambiano a seconda dell’età, della salute, della condizione abitativa, del quartiere in cui si vive, della possibilità o meno di accedere a spazi verdi, acqua, ombra e luoghi raffrescati.

Nello specifico sono 10 le linee di azione, accompagnate da 30 misure. Il Piano propone di investire 50 milioni di euro in cinque anni per rafforzare gli interventi su verde, depavimentazione, acqua, ombreggiamento e rifugi climatici.

Sulla proposta di Piano si apre ora un percorso di informazione, approfondimento e consultazione pubblica, per coinvolgere cittadini, Municipi, università, enti di ricerca, associazioni, imprese, gestori dei servizi e tutti i soggetti che possono contribuire a migliorare questa strategia. Dopo l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina, il lavoro continuerà con indicatori, monitoraggi e una revisione ogni cinque anni, per verificare i risultati, aggiornare le misure e rendere conto alla città dei progressi compiuti.

La rete dei rifugi climatici di Roma

Una delle novità annunciate nel convegno è la creazione di una mappa accessibile online di tutti i luoghi pubblici e gratuiti, al chiuso e all’aperto, dove le persone possono trovare riparo durante le giornate più calde. Oggi la rete conta 178 rifugi al chiuso e 482 rifugi all’aperto: biblioteche, centri anziani, musei gratuiti, aule studio, parchi con adeguata ombreggiatura, insieme alle strutture di accoglienza per chi vive in strada e alle infrastrutture rinfrescanti come fontanelle, case dell’acqua e piscine comunali per gli over 70.  L’obiettivo di questo lavoro è di allargare la rete, a partire dai quartieri più vulnerabili, coinvolgendo anche strutture del terzo settore e poter contare su sempre più informazioni sul luogo più vicino, gli orari, i servizi disponibili e il percorso per arrivarci.

LA PIATTAFORMA DI MONITORAGGIO CLIMATICO DI ROMA

Roma Capitale ha creato con la collaborazione scientifica di CMCC la piattaforma Dataclime, che consente di esplorare il clima passato, presente e futuro della città di Roma.

Attraverso la piattaforma è possibile consultare dati storici, cataloghi di eventi estremi e proiezioni climatiche, con l’obiettivo di comprendere meglio l’evoluzione del clima urbano e i possibili scenari futuri.

I dati del secondo report di monitoraggio climatico presentato oggi sono molto chiari: il 2025 è stato il terzo anno più caldo e il quinto per numero di ondate di calore dal 1991 mentre il 2024 è stato il primo e il 2022 il secondo. La temperatura del mar Tirreno è quasi 1 grado più calda (+0,85°) rispetto al periodo 1991-2020. I giorni di gelo sono sempre più rari, nemmeno uno nel 2025. Aumentano le notti tropicali (minima mai sotto i 20°), arrivate a quota 101.

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