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Pasqua in tavola, con il Coronavirus frutta e verdura sempre più cari

printDi :: 09 aprile 2020 22:12
Pasqua, prezzi in su per frutta e verdura

Pasqua, prezzi in su per frutta e verdura

(AGR) Una Pasqua che non dimenticheremo. Dopo le restrizioni causa Coronavirus e le incertezze sulla Fase 2 (quella relativa alla riapertura delle attività), adesso arriva il salasso in tavola. Secondo quanto riportato dagli agricoltori della Cia su rilevazioni della Rete di imprese Italmercati in collaborazione con Borsa Merci Telematica Italiana, cresce la domanda di ortofrutta, ma con l’inizio della Settimana Santa ci sono stati anche i primi incrementi dei prezzi all’ ingrosso. A rimetterci saranno naturalmente i consumatori in fila fuori dai mercati rionali e supermercati. Dagli asparagi alle fragole, sul sito della Cia sono evidenziate le variazioni più significative.

I limoni addirittura sono al centro di un caso: la domanda in Europa ma non solo, è aumentata enormemente mentre la produzione – precisa l'altra grande associazione Coldiretti – è risultata limitata per motivi climatici. Poi il Coronavirus ha fatto il resto. In Turchia l’agrume è impiegato in modo massiccio nella produzione di disinfettanti a base alcolica con una conseguente impennata dei prezzi. Risultato: i prezzi sono quasi raddoppiati. L’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Spagna con circa 3,8 milioni di quintali nel 2019 ma l’emergenza coronavirus e l’aumento della richiesta mondiale si è fatto sentire anche nel nostro Paese. «In Campania – riferisce la Coldiretti – per i limoni Igp di Amalfi salgono le richieste, ma il prezzo sulla pianta è quasi raddoppiato e oscilla fra 1,20 e 1,50 euro al chilo contro circa 0,60 dello stesso periodo dello scorso anno. In Calabria nell’ alto Jonio, a partire dalla piana di Sibari, i limoni registrano un aumento fra il 10 e il 15%».

Infine, da segnalare la caduta della produzione artigianale di uova e colombe. A evidenziarlo è la Cna che in una nota prevede un calo delle vendite rispetto al 2019 perlomeno del 20%. Peggio va per le uova di Pasqua, dove le perdite ipotizzate oscillerebbero intorno al 30%. «In questo caso - spiega Cna - la produzione artigianale si è praticamente azzerata. Un colpo fortissimo che rischia di essere letale per molti piccoli produttori che in queste festività realizzavano tra un quarto e un terzo del loro fatturato».

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