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Mare per tutti, la stagione balneare ai tempi del Coronavirus

Le proposte del Comitato Mare per tutti per l'apertura e l'organizzazione della prossima stagione balneare. Fondamentale: rafforzare ruolo dei comuni costieri. Le spiagge, beni collettivi, devono essere fruibili, liberi, gratuiti e accessibili a tutti.

printDi :: 23 aprile 2020 20:38
Mare per tutti, la stagione balneare ai tempi del Coronavirus

(AGR)  L’impatto delle attività antropiche sull’ambiente naturale ha causato la perdita di habitat, la creazione di ambienti artificiali, la crisi climatica e la distruzione della biodiversità. Anche l’attuale pandemia SARS-Cov-2, così come altre malattie infettive emergenti, è da attribuire all’alterazione degli ecosistemi da parte dell’uomo, che ne ha modificato la capacità di assorbire o contenere gli agenti patogeni e virali favorendo un incremento delle zoonosi, ovvero trasmissioni potenzialmente infettive tra gli animali e l’uomo.

La rimozione dei naturali filtri, come ad es. le foreste, tra l’ambiente urbano in continua espansione e la Natura, insieme alla crescita demografica e alle modifiche della struttura della biodiversità indotte dai cambiamenti climatici, stanno mettendo a rischio l’abitabilità di ampie parti del pianeta e, conseguentemente, la sopravvivenza stessa degli esseri umani.

Anche il degrado dell’ecosistema costiero è un esempio, molto vicino a noi, delle conseguenze dell’impatto antropico incontrollato, come dimostrano il fenomeno dell’erosione e la perdita di biodiversità acquatica e costiera. Per affrontare la crisi che ha colpito così duramente le nostre società e le nostre economie occorrono quindi politiche e misure innovative ad ogni livello e un impegno straordinario dei cittadini e a classe politica, nell’ottica di recuperare un rapporto con la Natura che sostituisca l’approccio utilitaristico con quello di una maggiore integrazione.

La pandemia in corso non può che rappresentare un’occasione unica anche per ripensare alle necessità e ai propri bisogni con un modello di balneazione meno intensivo e maggiormente legato alle attività cui il mare è naturalmente predisposto. A tal proposito, vogliamo esprimere le nostre valutazioni sull’aspetto che ci sta maggiormente a cuore in quanto materia della nostra azione quotidiana, ovvero la possibilità per questa estate di fruire, in libertà ma anche in sicurezza, delle spiagge e del mare.

Premesso che quanto di seguito delineato è da riferirsi alla sola ipotesi in cui i livelli di diffusione del contagio siano tali da consentire al Governo di prevedere, in qualche misura, l’avvio della stagione balneare, si ritiene doveroso sottoporre delle sintetiche proposte e evidenziare alcuni aspetti controversi: a. si rileva l'occasione di rafforzare il ruolo di gestione delle spiagge libere da parte dei comuni costieri per garantire i servizi, la vigilanza, il rispetto delle disposizioni al fine di tutelare la salute dei cittadini. Tale ruolo è cruciale in quanto la gestione della res publica privatizzata è ormai divenuta un jolly della politica e della società contemporanea. La privatizzazione degli arenili, le concessioni senza controlli, prorogate illegittimamente, e i canoni bassissimi se rapportati al giro d’affari collegato al settore, oltre a rappresentare un introito basso per lo Stato incrementano la disuguaglianza sociale tra chi può accedere ai lussuosi servizi erogati dagli stabilimenti, e chi, specialmente nella nostra città, è costretto ad accalcarsi nelle poche spiagge libere rimaste. Le spiagge, beni collettivi, devono essere fruibili, liberi, gratuiti e accessibili a tutti, in particolare alle persone con disabilità e a coloro che questa emergenza ha messo in forte difficoltà economica. Per questo motivo, e al fine di avere precisa contezza sull’impatto occupazionale ed economico di un’eventuale sospensione (o rimodulazione) delle attività connesse alla balneazione, tutte le società concessionarie dovranno fornire all’amministrazione dati verificabili sui rapporti di lavoro instaurati e sull’ammontare del fatturato relativamente all’ultima stagione; b. per le spiagge situate in aree urbanizzate si evidenzia la necessità di sopperire ad un’affluenza straordinaria delle persone determinata dall’ipotesi di un turismo di prossimità o regionale, quale conseguenza della verosimile probabilità che non saranno programmabili spostamenti verso diverse località turistiche.

Si rappresenta, quindi, l’esigenza di garantire l’accesso al pubblico e, al contempo, di sanificare le strutture (lettini, ombrelloni e servizi igienici) utilizzate. In particolare: 

A livello comunale, si propone, previa opportuna formazione, di avviare dei protocolli di intesa con le associazioni di volontariato e/o di elaborare dei progetti per l’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza; g. si rappresenta la necessità di predisporre idonea cartellonistica contraddistinta da loghi Istituzionali, da apporre su tutti gli arenili, e distribuire alla cittadinanza un vademecum di comportamento da rispettare; tale materiale dovrà contenere istruzioni relative all’accesso al mare, informazioni ed indicazioni sulla gestione straordinaria delle spiagge, sulle norme precauzionali da rispettare, sui numeri utili da consultare in caso di necessità, al fine di prevenire abusi e violazioni e di omogeneizzare a livello regionale la distanza obbligatoria da rispettare e garantire la tutela della salute umana. In conclusione, si evidenziano alcune criticità, rispetto alle quali sarà necessario adottare specifiche misure: 1. la “gestione” dei bambini in spiaggia; 2. le modalità di accesso alle aree comuni adibite alla ristorazione; 3. le attività ricreative in acqua e sulla battigia, quali ad esempio racchettoni e pallavolo; 4. la distanza da garantire sul bagnasciuga e tra gli spostamenti tra battigia e ombrellone.

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