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Italia Nostra, spegnete il faro sulla sommità del monte Gennaro

Sulla presenza di un faro che disturba la fauna notturna e la vegetazione Italia Nostra ha presentato un esposto. Il faro è stato acceso in un'area protetta della rete comunitaria Natura 2000 che tutela i pipistrelli

printDi :: 09 settembre 2020 16:35
Italia Nostra, spegnete il faro sulla sommità del monte Gennaro

(AGR) Nell’area sommitale del Monte Gennaro, che domina la pianura di Roma, nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili (PNML), si nota da diversi mesi la presenza di uno o più fari, di tale potenza che in condizioni di visibilità normali la luce è visibile da Monterotondo a Montecompatri, e fino alla periferia di Roma. Molti penseranno a qualche utilità pubblica, forse a un’installazione militare. Ma l’area, a quanto ci risulta, è gestita da un privato, proprietario di una baita recentemente ricostruita presso la stazione terminale della funivia abbandonata. L’edificio ha avuto problemi di autorizzazione, è stato soggetto a sequestro giudiziario, e c’è un ricorso pendente al Commissariato agli Usi Civici.

Fari e baita si trovano all’interno dell’area della rete della comunità europea Natura 2000 “Monti Lucretili” (ZPS IT 6030029), e nelle immediate vicinanze dell’area “Monte Gennaro” (ZSC IT6030030), istituite a protezione della flora e della fauna. La forte luce non può non arrecare disturbo alla fauna notturna, e inoltre altera il ciclo giorno/notte della vegetazione, per cui non sembra compatibile con le misure di gestione stabilite per le aree Natura2000. La legge comunque prevede una Valutazione d’Incidenza (VINCA), ma non risulta che sia stato avviato il procedimento. Le potenti sorgenti di luce sembrano anche in contrasto con il regolamento del PNML, che rimanda alla normativa regionale per la prevenzione dell’inquinamento luminoso, e prevede una valutazione dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Italia Nostra ha presentato un esposto alle autorità competenti. Rimane il mistero della motivazione della potente illuminazione, che non ha alcuna utilità pratica evidente, e appare in contrasto con precise norme di tutela delle aree protette.

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