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Italia Nostra, fermiamo la cocciniglia tartaruga, la coccinella non basta, utilizziamo fitofarmaci

Bisogna combattere la Toumeyella parvicornis in modo deciso e rapido e non si può perdere altro tempo con soluzioni limitate quale l'introduzione di insetti antagonisti come le coccinelle che da sole non bastano a riequilibrare l'ambiente.

printDi :: 14 maggio 2021 10:09
Italia Nostra, fermiamo la cocciniglia tartaruga, la coccinella non basta, utilizziamo fitofarmaci

(AGR) Gli studi del Prof. Antonio Pietro Garonna, del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dedicati al ciclo biologico della Toumeyella, alla sua distribuzione sul territorio campano e, a seguire, nelle zone di espansione sul territorio nazione, sono oggi il riferimento determinante per l’infestazione da parassiti che rischia di distruggere il Pinus Pinea. Studi che, unitamente alle ricerche del CREA Difesa e Certificazione del Servizio Fitosanitario Nazionale, non lasciano dubbi in merito alla necessità dell’uso immediato e pianificato dell’endoterapia con Abamectina.

Questa sostanza, usata da anni in agricoltura per combattere la stessa processionaria dei Pini, è già stata autorizzata dal Ministero della Salute per l’impiego contro il parassita Toumeyella parvicornis (cocciniglia tartaruga). Quando usata tramite endoterapia si minimizzano al massimo gli impatti con l’ambiente, in conformità con il Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Cura applicata con successo ai 70 pini dei Giardini La Mortella di Ischia dalla sua direttrice Alessandra Vinciguerra e ai pini dei Giardini Vaticani dal consulente Annibale Gozzi, dopo aver portato avanti la sperimentazione di altri metodi - dall’olio di Neem al lancio dei presunti predatori – tutti insoddisfacenti.

Sarebbe inoltre utile considerare - come suggerito dal Dott. Forestale Carlo Mascioli - la somministrazione, in sede di trattamento endoterapico, di integratori energetici dell’albero per potenziare le sue difese immunitarie.

Di recente si è ipotizzata l’introduzione di un possibile predatore della cocciniglia, chiamato Exochomus, (una Coccinella). Le ricerche condotte in Italia – vedi l’Università Federico II - però parlano chiaro: ad oggi, riguardo le interazioni tra Toumeyella parvicornis e le popolazioni di insetti antagonisti, comprese le specie allevate e appositamente liberate, non si hanno risultati certi e univoci, ma questa strada deve comunque essere perseguita sia nella pratica, sia nella ricerca. Tra l’altro, la coccinella si riproduce una volta l’anno mentre la cocciniglia tre volte l’anno: una differenza riproduttiva che inevitabilmente limita l’efficacia di questa soluzione nell’emergenza attuale.

Per questo Italia Nostra ribadisce la necessità di combattere l’infestazione che sta distruggendo il Pinus Pinea in modo deciso e rapido con metodo di endoterapia con fitofarmaci autorizzati, se si vuole salvare un patrimonio arboreo di grande pregio paesaggistico e naturalistico.

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