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Federbalneari, subito il nuovo PUA regionale

I punti cardine della proposta della Federazione sono: rivisitazione delle distanze, riequilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione, adeguamento nuove norme in materia di destagionalizzazione così come previste dal Decreto Semplificazione.

printDi :: 18 settembre 2020 15:12
Federbalneari, subito il nuovo PUA regionale

(AGR) Riavvio del PUA, Piano di Utilizzo degli Arenili, del litorale di Santa Marinella e Santa Severa e sollecito alla Regione Lazio per l’adozione del PUA regionale. Sono queste le azioni che Federbalneari Litorale Nord ha deciso di intraprendere al termine della riunione con gli associati che si è tenuta ieri a Santa Severa. Per quanto riguarda Santa Marinella, Federbalneari Litorale Nord sta lavorando ad una proposta da sottoporre al Comune per l’aggiornamento del PUA, fermo dal 2006, alle nuove norme soprattutto in chiave sicurezza anti-Covid. Considerato, infatti, che si sta prospettando per l’emergenza sanitaria un superamento solo nel 2022, è importante lavorare sin da subito per la stagione 2021 in assoluta sicurezza.

I punti cardine della proposta della Federazione sono: rivisitazione delle distanze, riequilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione e adeguamento alle nuove norme in materia di destagionalizzazione, anche sotto il profilo urbanistico, così come previste dal Decreto Semplificazione.

Parallelamente Federbalneari Lazio intraprenderà un’azione di sollecito nei confronti della Regione Lazio affinché approvi il prima possibile il Pua Regionale, inspiegabilmente fermo dopo aver superato la VAS e mai approvato dal 1993. La Regione Lazio è, infatti, una delle poche rimaste Regioni costiere in Italia a non avere il PUAR approvato in quanto mancano le linee guida essenziali per i Comuni del Lazio.

Per la Federazione l’adozione del PUA Regionale, che si attende da 27 anni e che è stato approvato dalla Giunta Zingaretti lo scorso anno, è necessario più che mai a garantire una riorganizzazione della costa e dell’attività di balneazione, ad oggi fondamentale anche per  l’attuazione delle politiche di rigenerazione urbana in chiave “green”, per liberare dal cemento le nostre coste e pianificare un nuovo modello di turismo che consentirebbe ai Comuni del litorale di lavorare in un’ottica di lungo periodo e offrirebbe molte risposte anche alle imprese ed all’occupazione che in un momento delicato come quello attuale, hanno bisogno di certezze e di una prospettiva di lavoro più ampia.

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