Scuola, la Cattedra UNESCO porta in classe l'Educazione agroalimentare
Dal 3 al 5 novembre tre giornate per bambini e ragazzi, dalla primaria all’istituto agrario, nell’ambito del programma educativo del World Food Forum della FAO. Gli alunni lavoreranno per scoprire cosa rende un saper fare agricolo o gastronomico un “patrimonio vivente” come la cucina italiana

locandina educazione agroalimentare UNESCO
(AGR) Un uliveto, un piatto di casa, la ricetta che una nonna tramanda senza averla mai scritta. Partono da qui le attività che la Cattedra UNESCO in Patrimonio culturale immateriale e diritto comparato dell’Università UnitelmaSapienza, diretta dal professor Pier Luigi Petrillo, porta questa settimana in tre scuole romane.
Al centro delle attività ci sarà “Discovering and Safeguarding Living Agri-Food Heritage”, l’edizione italiana di CultivatED, il programma di educazione ai sistemi agroalimentari del World Food Forum, la piattaforma per i giovani ospitata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).
È questo il cuore della Convenzione UNESCO del 2003 sul patrimonio culturale immateriale, che protegge ciò che non si può chiudere in una teca: tecniche, riti, conoscenze. L’Italia ne conosce bene il valore. La Dieta mediterranea è iscritta nelle liste UNESCO dal 2010, e nel dicembre 2025 è arrivato il riconoscimento della cucina italiana. Spiegarlo in classe significa far capire ai ragazzi che il pane del forno sotto casa e l’olio del frantoio vicino hanno la stessa dignità di un monumento, con una differenza: per salvarli serve qualcuno che li porti avanti.
CultivatED è nato proprio in Italia, come progetto pilota nel 2025, e quest’anno si è esteso a scuole di tutte e cinque le regioni in cui opera la FAO. Le giornate romane sono organizzate insieme a GENERA e alla Global Youth Action Initiative del World Food Forum.
















