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Acqua all'agricoltura, l'impegno dei Consorzi di Bonifica

L'ANBI: siamo al lavoro per garantire attraverso la distribuzione dell'acqua cibo. Nonostante il covid-19 si apre la stagione irrigua in Veneto

printDi :: 21 marzo 2020 17:34
Acqua all'agricoltura, l'impegno dei Consorzi di Bonifica

(AGR) Oggi il 25% della popolazione mondiale vive in condizione di stress idrico; l’incremento demografico, la crescente urbanizzazione ed i cambiamenti climatici gravano già sul presente della risorsa idrica. Recenti dati resi noti dall’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia, di cui ANBI è partner, mostrano che il nostro Paese è il più idrovoro in Europa con una media di 160 metri cubi d’acqua potabile utilizzata pro-capite all’anno (il doppio della media europea, due volte la Francia e quasi tre volte la Germania).

È quindi indispensabile accelerare la transizione verso modelli sostenibili di gestione idrica: oggi l’Italia si posiziona al 21° posto fra i 28 Paesi europei, considerati nell’indice “Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile”, con un punteggio di 4,91 su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo). L’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia ha effettuato anche uno studio per valutare come una gestione efficiente e sostenibile della risorsa acqua sia presente negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: l’analisi evidenzia che la risorsa acqua impatta su 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e 53 dei 169 target.

In questo quadro, l’Italia può vantare, però, innovative esperienze tecnologiche e consolidate competenze lungo la filiera dell’acqua, di cui i Consorzi di bonifica e irrigazione sono parte integrante anche in questi giorni gravi, ma determinanti per il futuro del Paese.“Le umane paure  non condizionano, infatti, la responsabilità di servizio pubblico, adempiuta dal personale della Bonifica che, nel rispetto delle ordinanze sanitarie per il contenimento del coronavirus, persegue gli obbiettivi nell’interesse dei territori – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - Il lavoro dei Consorzi non si può e non si deve fermare soprattutto nella fase di avvio di una stagione irrigua, che si preannuncia difficile per le scarse precipitazioni e le temperature superiori alla media nei mesi più recenti.”

“In tutta Italia – prosegue Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – i lavoratori degli enti consorziali sono impegnati quotidianamente nelle operazioni di manutenzione e gestione idraulica: chi in ufficio, chi all’aperto, ma anche da casa grazie allo smart working, che evidenzia, una volta di più, l’elasticità operativa, presente nei Consorzi di bonifica ed irrigazione. Contestualmente, si sta lavorando per l’apertura dei cantieri, che vedranno investimenti per circa un miliardo di euro, finalizzati al miglioramento della rete idraulica italiana.”

In questo week-end, dedicato alla Giornata Mondiale dell’Acqua, ma anche a San Benedetto, patrono dei bonificatori, assume particolare significato l’inaugurazione “virtuale” della nuova sede del Consorzio di 2° grado L.E.B. - Lessinio Euganeo Berico, a Cologna Veneta, in provincia di Verona. La necessità di risorsa idrica per l’agricoltura rappresenta un’esigenza ancora più importante in relazione all’emergenza coronavirus ed alla conseguente crescita di domanda di prodotti agroalimentari, che si sta riscontrando; in questo contesto, l’ente consortile ha aperto le paratoie sul fiume Adige a Belfiore, avviando di fatto la sua stagione irrigua. Principale arteria irrigua del Veneto ed una delle “autostrade dell’acqua”, che garantiscono le eccellenze del “made in Italy” agroalimentare, l’opera che si sviluppa su 70 chilometri, garantisce acqua pulita ad oltre 350.000 ettari di campagna, attraversando i territori di 103 comuni dalla presa veronese sul fiume Adige fino a Chioggia, nel veneziano, attraversando anche le province di Vicenza e Padova.

Conclude il Presidente di ANBI: “Di fronte ai cambiamenti climatici e nel rispetto delle priorità normative, che prevedono il fine agricolo dopo quello umano, occorre promuovere rapidamente un’azione integrata fra i diversi interessi gravanti sulle risorse idriche per favorire anche in Italia quella transizione sostenibile già avviata in altri Paesi europei.”

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