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Roma, arrestato a Napoli 25enne, con la truffa del "finto incidente" aveva incassato 25mila euro tra gioielli e contanti

L'uomo aveva convinto un'anziana che la figlia aveva causato un grave incidente ed a racimolare i preziosi in casa a titolo di “cauzione”. La donna spaventata aveva preso accordi peer consegnare ad un delegato del Tribunale contanti e gioielli per un totale di circa 25 mila euro

printDi :: 02 marzo 2026 12:15
Polizia gli agenti intervenuti nell'indagine

Polizia gli agenti intervenuti nell'indagine

(AGR) Aveva sfruttato la leva della paura, inscenando il copione del “finto incidente”, per isolare una anziana donna tra le sue mura domestiche e sfilarle un bottino di 25.000,00 euro in preziosi. La dinamica della truffa è stata ricostruita dalla Polizia di Stato, coordinata dai PM della Procura di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave, ed è confluita nell’ordinanza del GIP, che ha disposto nei confronti del giovane - un venticinquenne di origini partenopee - la custodia cautelare in carcere.

I fatti risalgono al luglio del 2025, quando il ragazzo ha raggiunto telefonicamente la vittima alla sua utenza fissa. Fingendosi un maresciallo dell’Arma dei carabinieri, le aveva così paventato un incidente causato dalla figlia, che a suo dire aveva investito mortalmente una madre con il suo bambino.

 
Poi, con un tono incalzante, l’aveva convinta a racimolare i preziosi in casa a titolo di “cauzione” e ad inviare il marito presso una stazione dei carabinieri in qualità di delegato alla presa in carico della giovane “indagata”.La vittima, vinta dall’apprensione, aveva così eseguito senza chiedere altre spiegazioni.

Raggiunta da una successiva chiamata, aveva quindi preso accordi con un sedicente avvocato, che, a sua volta, la avvisava dell’imminente arrivo di un delegato del Tribunale, incaricato di prelevare contanti e gioielli per risolvere bonariamente la controversia.Una volta suonato il campanello, l’anziana aveva così consegnato soldi e gioielli, per un valore complessivo di 25.000,00 euro.

Solo in un secondo momento, quando, non vedendo rincasare marito e figlia, li aveva contattati telefonicamente, aveva compreso di essere stata truffata e poi chiamato l’1 1 2 (N.U.E.).

Le indagini, avviate nell’immediatezza dagli agenti del Commissariato di P.S. Porta Pia, intervenuti sul posto, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio grazie all’analisi delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza del palazzo. I successivi riscontri tecnici hanno poi permesso di restituire un volto ed un nome all’uomo presentatosi alla porta per riscuotere il bottino.Il quadro indiziario raccolto a suo carico insieme agli inquirenti di Palazzo Clodio è confluito nella emissione da parte del GIP presso il Tribunale di Roma di una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Sono stati gli stessi agenti del Commissariato di P.S. Porta Pia, insieme ad operatori della Questura di Napoli, a rintracciarlo all’interno della sua abitazione nella provincia partenopea.Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito

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