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La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

Alla scoperta dei segreti e dei tesori nascosti del fiume che snoda le sue anse nella pianura pontina

printDi :: 09 marzo 2020 19:36
La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

(AGR) Siamo in un’oasi naturale alle pendici dei Monti Lepini, OLIM PALUS, è la parola simbolo che ha caratterizzato il luogo del Latium Vetus, a sud di Roma, passando attraverso la preistoria, gli antichi Romani, la storia dei Papi e le città di fondazione con la Bonifica Pontina.  Si poteva considerare l’Amazzonia d’Italia, modello di una natura rigogliosa e incontaminata, anche se la palude con la malaria, “maligna e perniciosa” ha provocato decine di morti. Dai primordi della storia, all’alba dell’umanità, sono riaffiorati, qui, segni tangibili lasciati dall’uomo come: il sito preistorico dell’Arnalo dei Bufali, a Ceriara di Sezze, dove è stato scoperto un dipinto rupestre dell’Homo Sapiens il primo autoritratto denominato l’Uomo a Phi, per la somiglianza con la lettera greca.

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

Nell’ex Cava Petrianni, a Sezze scalo, si possono ancora osservare oltre 400 orme di dinosauro lasciate impresse nel fango fossilizzato, risalenti a 95 milioni di anni fa. Ma questa è anche una terra d'acque rigogliose e sorgive, in un territorio sorprendentemente ricco e ancora naturale. Siamo lungo il corso del Cavata, uno dei fiumi principali della Pianura Pontina, senza dubbio, il più integro. Nasce ai piedi di Sermoneta dove laghi, collinette e sorgenti sulfuree gli danno origine per giungere al Foro Appio e scorrere nel Canale Linea-Pio VI, quindi scende sino a Terracina, costeggiando la via Appia. Partiamo da Fosso Padoni, quello che un tempo era il “Porto” fluviale di Sulmo, oggi Sermoneta.

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

Un angolo del Cavata dove gruppi di canoisti hanno l’approdo per gite ecologiche a remi lungo il fiume, in una atmosfera letteralmente fuori dal tempo. Poche decine di metri più a nord del “Porto” si trova la “Sorgente” del fiume, ai margini del Monumento Naturale Regionale Acque Sorgive di Monticchio.

Lungo il corso del fiume si staglia l’antica Torre di avvistamento normanna o della Vittoria, che svetta esile sin dal Medioevo, ergendosi da quello che un tempo era un piccolo colle roccioso, il Monticchio, pian piano eroso per fornire la pietra per la costruzione delle strade, delle opere edili e per le strutture idrauliche della Bonifica. E come non ricordare che a pochi chilometri da qui c’è la realtà nazionale del Giardino di Ninfa nella sua rara bellezza botanica con la Torre medievale e il Lago?

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

Luoghi a dir poco incantevoli dove l’antica Appia pedemontana, fin dall’epoca Repubblicana, collegava le antiche Cora, Norba, Sulmo, Setia e Privernum, lungo il fondovalle.

Qui c’era il sito, detto della Taverna dell’Alcione o Antica Posta, poco più avanti, su una piana del monte, vi era accampata una legione di soldati romani sotto il console Antonino Pio, e lungo il fiume si possono ancora vedere i resti del mulino Mola di Santa Maria, risalente all’anno 1200. La storia narra che di qui passò, verso il 1514-1516, Leonardo da Vinci, perché chiamato dal papa Leone X a risolvere il problema delle paludi. Ispirati dal Genio fiorentino, i nobili Caetani di Sermoneta, trasformarono l’antico mulino, nella cosiddetta Macchina dell’Acqua, ovvero, riempiendo una Cisterna di 16.000 litri e utilizzando una ruota a pale girevoli e due stantuffi, fornirono l’acqua fin sopra il paese, a 230 mt di dislivello per 2,5 km di distanza. Un’opera unica e straordinaria per quei tempi.

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

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La discesa del Cavata

Nella parte larga, ai bordi del fiume Cavata, si estende un lungo tappeto vegetale che, variopinto e sospeso sull’acqua, è il facile riparo di animali dalla vita anfibia e dove la fanno da padroni il “Ciuffetto”, un piccolo volatile con la testa piumata che si tuffa nascondendosi sott’acqua al minimo rumore e la “Gallinella”, che depone le uova su nidi galleggianti appoggiati sui rovi. Sono 17 le specie di uccelli con 15 roditori e mammiferi che abitano il fiume. Il paesaggio è incantevole, sullo sfondo in alto il Castello e il paese di Sermoneta e a destra, la vista della Torre dell’Acqua Puzza, l’antico Presidio militare, con il Castrum Romano dell’Acqua Putrida per il controllo, alla Sorgente Catena, della via pedemontana verso Napoli.

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

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Faticando non poco ad avanzare con la canoa e pagaiando tra la fitta vegetazione, con rami e alberi abbattuti, ci inoltriamo in un affluente secondario del fiume Cavata, regno vergine di acque con polle e stagni dalle caratteristiche diverse; sulfuree, ferruginose e mineralizzate, provenienti dal Gruppo Sorgenti del Monticchio, detti della Mola, della Regina, dell'Acqua Turchina, il cui laghetto a imbuto è senza fondo, e dell'Acqua Zolfa.

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

La discesa del Cavata dal Monticchio di…Sermoneta

Dopo aver superato isole galleggianti naturali che si spostano sospinte dal vento, ritornando sul fiume principale, passiamo sotto il ponte in ferro della linea ferroviaria Roma-Napoli, mentre da lontano assistiamo agli svolazzi di centinaia di uccelli acquatici, tra cui un paio di esemplari di Aironi cinerini e del Falco pellegrino, che cogliamo fotograficamente in volo. Più avanti, il paesaggio, sull’argine destro del fiume, cambia completamente. In controluce, con il sole verso il tramonto, si staglia una sagoma nera e scura, di torri e tralicci metallici, tra una cascata d’acqua riflettente. E’ la sagoma dell’ex fabbrica farmaceutica Bristol, ora Corden Pharma, costruita 50 anni fa. E’ la fine del viaggio. Prendiamo terra e guardiamo indietro i lento scorrere della corrente, siamo al centro di un autentico patrimonio naturalistico che tanti in regione Lazio nemmeno conoscono. Un bene ambientale che deve essere assolutamente tutelato e protetto.

.....da i viaggi di Gianni Loperfido

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