Sci, sul monte Vettore, nella gara più pazza del mondo tre podi del Lazio
Sul Vettore non ci sono impianti di risalita, tutta l’attrezzatura per la gara, pali da gigante, cronometri, uniti agli sci e scarponi dei partecipanti, sono stati portati a dorso di mulo. Gli atleti salgono a piedi un dislivello di mille metri prima di lanciarsi in discesa

Il team del Lazio prima delle gare
(AGR) Organizzata dallo Sci Club Ascoli è tornata dopo dieci anni la suggestiva Coppa Vettore disputata sull’omonima vetta, la più alta del Monti Sibillini. La gara che come tradizione vuole si svolge a fine stagione si è disputata sulla cosiddetta Pista della Ciaule a 2476 m. di quota, utilizzando gli ultimi lembi di neve presente.
Ma l’aneddoto più singolare della gara più pazza del mondo come qualcuno l’ha definita, rimane il trasporto dei materiali. Poiché come è noto sul Vettore non ci sono impianti di risalita, tutta l’attrezzatura per la gara, pali da gigante, cronometri, uniti agli sci e scarponi dei partecipanti, sono stati portati a dorso di mulo partendo dal valico di Forca di Presta fino al tracciato di gara.
Mentre gli atleti raggiungono il cancelletto di partenza salendo a piedi e superando un dislivello di circa 1000 m. Quattro le specialità disputate: sci alpino, snowboard, telemark e sci alpinismo. Alla gara hanno preso parte anche undici atleti Master del nostro Comitato in rappresentanza di quattro team laziali: l’Aliski Racing di Maurizio Paris con Claudio Apollonio, Leonardo Castelnuovo, Mauro Chiarelli, Massimo e Angelica Lucera, il CAI Roma con Alessandro Castellana, Edoardo e Tommaso Visco, lo S.C. CZERO6 con Raffaele Percivalle e lo Snow Sde Roma con Virginia Garrafa che ha trionfato nella categoria C. Podio anche per i due atleti dell’Aliski Racing: Angelica Lucera seconda nella categoria Giovani-Senior e Claudio Apollonio terzo tra i Master B davanti proprio a Maurizio Paris fermatosi ai piedi del podio e che ha così raccontato l’evento: “La Coppa Vettore ha sempre il suo fascino anche se diventa ogni anno più faticosa per noi partecipanti.Dopo dieci anni stavolta è stata veramente dura arrivare alla partenza dopo essere risaliti per il ripido pendio. Inoltre non è mai facile scendere su un tracciato poco omogeneo e per di più con un fastidiosissimo vento. La mia medaglia di legno? – sorride il presidente del team romano – peccato potevo fare meglio. Comunque il bronzo è rimasto in casa nostra grazie a Claudio Apollonio. Però ripeto lo scenario rimane incomparabile e non si può rinunciare ad una emozione così forte. Un sentito ringraziamento agli amici di Ascoli che sono tornati ad organizzare questo evento davvero unico nel suo genere a dieci anni dalla tremenda scossa tellurica che stravolse le popolazioni al confine tra Lazio e Marche e Umbria”.Photo gallery
Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti