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ROMA-DONNE A VELE SPIEGATE NEI QUARTI!

WCL - Coppa Campioni Donne: Slavia Praga- Roma 0-3

printDi :: 24 dicembre 2022 15:54
ROMA-DONNE A VELE SPIEGATE NEI QUARTI!

(AGR) L’accesso ai quarti era già stato centrato con la goleada rifilata al St. Polten (5-0), ma la Roma-donne ha voluto onorare fino in fondo la sua partecipazione alla Women Champions League disputando non la solita partita se perdo non me ne frega niente, tanto ho già la qualificazione ma offrendo un’altra prestazione di alto livello europeo, andando cioè a vincere sul campo della blasonata Slavia Praga.

Il perentorio 3-0 inflitto alle ceke la dice lunga sulla volontà delle romaniste di arrivare il più lontano possibile, o, più ottimisticamente negli auspici dei tifosi giallorossi, fino in fondo, in questa prestigiosissima competizione continentale.

Sulla partita con lo Slavia Praga, non è che ci siano state tantissime note salienti da annotare: la gara è stata chiusa e sigillata grazie al doppio vantaggio che le giallorosse hanno acquisito già prima di andare all’intervallo. La Roma inizia a spron battuto e già al 4’ potrebbe andare in goal, ma il tiro di Giacinti viene respinto. Nel prosieguo, la Roma consolida il suo predominio territoriale, tecnico e qualitativo: più e più volte sfiora il vantaggio con Glionna (8’, 12’, 13’, 25’) e Giacinti (20’), ma il goal arriva al 31’, finalizzazione di un’azione corale Glionna-Haug-Giacinti, con quest’ultima che insacca.Qualche minuto dopo, al 36’, Haavi crossa per Giacinti che chiude di testa, ma il pallone va sulla traversa. Al 37’ la Roma raddoppia con Beata Kollmann, difensore svedese, classe ’92, che manda dentro di testa.

In apertura di ripresa, al 49’, la Roma triplica: punizione per le giallorosse, Linari raccoglie e trafigge Lukasova: 3-0 e partita chiusa. Nei minuti che seguono, la Roma spinge ancora: Giacinti, Haug, Glionna e Kramzar (rispettivamente al 52’, 57’, 72’, 77’) hanno buone opportunità, ma il risultato non cambia.

In realtà, nel secondo tempo, più che agli affondi, la Roma pensa a gestire la partita: la qualificazione già in tasca e il comodo vantaggio di tre goal glielo permettono. E mr. Spugna ne approfitta per gettare nella mischia anche Ferrara e Kajba, entrambe all’81’.

Da parte sua, invece, Slavia Praga palesemente demotivato: la sua posizione di classifica, ultima con due punti e un solo goal all’attivo contro i cinque incassati, gli permetteva soltanto di pensare alla prossima edizione della WCL. Direzione arbitrale dell’olandese Lizzy Van Der Helm più che buona.

In sede di consuntivo, vale la pena ribadire che la Roma-donne è alla sua prima apparizione in WCL, e che è partita dalla quarta fascia, quella che secondo i cosiddetti esperti, quelli cioè che, notoriamente non ne azzeccano mai una, includerebbe le squadre più deboli o, per dirla nel gergo calcistico, le squadre-materasso.

Sulla carta, quindi, c’erano almeno dodici squadre più forti di lei, poi, invece, nella fase a gironi la Roma-donne ha mostrato ben altro! I valori veri, non quelli statistici, sono venuti fuori e oggi le romaniste si trovano a competere con avversarie, titolate e blasonate, che fino a qualche mese fa erano reputate inavvicinabili.

La Roma-donne sicuramente ha centrato l’obbiettivo che si era posta all’inizio del torneo: andare ai quarti. Grazie a capitan Bartoli, Serturini, Andressa e a tutte le altre, oggi la Roma-donne è tra le prime otto squadre europee, il che, in pratica, vuol dire essere tra le prime quindici, venti squadre femminili al mondo.

Ora il cammino si fa difficile: è indubbio che, nel prosieguo, dovrà vedersela con i ‘soliti’ squadroni che hanno alle spalle trionfi su trionfi. Ma, lo scriviamo in tutta sincerità, per quanto abbiamo visto finora, anche la Roma-donne ha le sue carte da giocare.

Forse, rispetto alle tradizionalmente prime della classe in campo europeo, la Roma paga in termini di esperienza, tuttavia, quella maturata in questa prima fase della WCL è piuttosto significativa, e, ne siamo più che certi, nel prosieguo del torneo verrà buona.

Nel calcio, ma direi nella maggior parte degli sport, ‘sperare’ è un termine che serve a… nulla: prima o poi gli avversari devi incontrarli tutti, che siano o meno alla tua portata. Dunque, più che un atteggiamento passivo - spero di non prenderne troppe o di prenderne il meno possibile – le ragazze romaniste devono accettare il sorteggio serenamente: è vero, ci sarà da scalare un’altra montagna e poi un’altra ancora, Bartoli and company lo sanno bene, ma se cominciano ad entrare nell’ordine di idee che anche loro, le ragazze giallorosse, per le avversarie rappresentano una montagna da scalare, allora la consapevolezza nelle proprie possibilità aumenta.

Le armi che hanno consentito alla Roma-donne di arrivare fino ai quarti possono essere utili, anzi lo saranno senz’altro, per battere le prossime avversarie, che siano o meno squadre con le bacheche strapiene di trofei, e proseguire il cammino in WCL.

24 dicembre 2022                                             RENATO BERGAMI

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