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Per la Roma vittoria preziosa ma sofferta contro un generoso Cagliari.

Cagliari-Roma 1-2

printDi :: 28 ottobre 2021 12:50
Roma Stadio

Roma Stadio

(AGR) Cagliari: Cragno; Zappa, Ceppitelli, Carboni, Lykogiannis; Bellanova, Grassi, Marin, Deiola; Pavoletti, Joao Pedro. A disposizione: Radunovic, Aresti, Pereiro, Delpupo, Obert, Altare, Keita, Farias, Oliva. All.: Mazzarri

Roma: Rui Patricio; Karsdorp, Ibanez, Mancini, Vina (57’ Felix); Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan (45’ El Shaarawy); Abraham A disposizione: Fuzato, Kumbulla, Calafiori, Tripi, Darboe, Bove, Volpato, Zalewski, Perez, Shomurodov. All.: Joao Sacramento

Arbitro: Puzzuto. Guardalinee: Ranghetti e Palermo. IV uomo: Baroni. Var: Giacomelli. Avar: Liberti.

Marcatori: 52’ Pavoletti, 71’ Ibanez, 78’ Pellegrini Ammoniti: 77’ Lykogiannis, 79’ Pellegrini, 79’ Abraham, 83’ Calafiori, 87’ Bellanova

Nella trasferta sarda, la Roma doveva confermare che s’era gettata alle spalle gli schiaffoni norvegesi, mentre il Cagliari, inopinatamente precipitato all’ultimo posto in classifica, confidava parecchio in questa partita, quantomeno, se proprio non fosse arrivata la vittoria, fare un passetto avanti, magari con una prestazione incoraggiante.

E così è stato: i ragazzi di Mazzarri ce l’hanno messa proprio tutta e probabilmente, se al 7’ il fendente diagonale di Bellanova, con traversa che alla prossima partita casalinga del Cagliari i tifosi vedranno ancora ballare, fosse finito alle spalle di Fabricio, la partita avrebbe preso una piega diversa.

Però bisogna dire che la Roma non è stata a guardare, semmai era proprio il Cagliari che, rincantucciato com’era nella propria metà campo, azzardava poco o nulla, dando così modo agli ospiti di giostrare se non proprio in assoluta tranquillità quantomeno avendo la certezza che i rossoblu non si sarebbero schiodati dalle scelte tattiche iniziali, probabilmente forzate anche a causa delle assenze di Nandez, Strootman e Caceres, gli autentici trascinatori e defensores civitatis.

Queste – le scelte tattiche - il più delle volte prevedendo l’incessante ricerca di Lykogiannis, Joao Pedro e Pavoletti, ripetendosi quindi sistematicamente, nel prosieguo venivano metabolizzate e catalogate dai giallorossi come ordinaria amministrazione.

Al di là della sconfitta, c’è da dire che questa è una squadra che, ne siamo certi, risalirà. Mr. Mazzarri è tra i migliori allenatori europei, sa il fatto suo, e già contro la Roma abbiamo visto molta più vitalità e dinamicità e, soprattutto, consapevolezza, che non in altre performance.

Vedrete che, nel seguito, il Cagliari distribuirà goal a destra e a manca a chiunque. Da parte sua, con questa vittoria la Roma ritrova fili di matasse smarriti non solo per disattenzione ma anche per presupponenza. Dopo averla scampata grazie alla traversa, la Roma comincia a rendersi conto che, sì, ha davanti gli ultimi in classifica, ma quella posizione è solo temporanea: Joao Pedro, Pavoletti e tutta la compagnia sono autentiche mine vaganti pronte a esplodere alla minima disattenzione.

Stare in campana dev’essere stata la raccomandazione che i giallorossi si sono passati l’un l’altro. La frustata di Bellanova ha fatto il suo effetto: i giallorossi entrano in partita definitivamente, alleluja dei tifosi, ma, a parte un cross di Vina al 34’, pallone preciso a centro area con Abraham che se lo vede sbattere addosso e poi finire sul fondo, null’altro potendo fare se non recriminare per l’occasione sfumata, la squadra di Mourinho non produce così tanto da irretire gli avversari.

Al rientro in campo, si vede subito che il Cagliari ci crede e poco dopo va in vantaggio: al 52’, il pallone, cross di Marin, piove in area, liscio di Vina, arriva Bellanova che appoggia per Paoletti e questi, lesto ad anticipare i difensori giallorossi, la mette dentro (a proposito di mine vaganti…). Non sembra che la Roma senta la botta e lo dimostra El Shaarawy che poco dopo, al 55’ ci prova in semirovesciata, che, se quel pallone fosse entrato, sarebbe stato un goal da cineteca. Roba da Brasile ed emissari da ogni parte del globo pronti a riempire le casse della Roma con tanti dobloni.

La gara è viva, i sardi subiscono, sì, un certo predominio territoriale della Roma, ma si difendono bene, pronti a piazzare il colpo del ko: le loro aspettative sembrano materializzarsi al 55’ quando Pavoletti, sfuggito alla sorveglianza degli avversari, vola verso Fabricio e piomba in area: per il Cagliari sembra fatta, ma per uno di quei colpi di fortuna, eufemisticamente parlando, che talvolta capitano nel calcio, a pochi metri dal portiere giallorosso l’avanti sardo scivola, così vanificando tutto.

L’urlo di gioia rimarrà strozzato nelle gole dei tifosi cagliaritani, essendo invece sprigionato da quelle dello sparuto gruppo dei tifosi giallorossi che hanno accompagnato i propri idoli anche nella trasferta sarda. You’ll never walk alone. È ora che Sacramento, che sostituisce lo squalificato Mourinho, mandi dentro carne fresca: arriva così il momento di Afena Gyan, primavera giallorossa. Al suo esordio assoluto in serie A, il ragazzo ghanese, classe 2003, si fa vedere subito, ma la sua sventola di saluto, che sarebbe sicuramente finita nel sacco rossoblu, provvidenzialmente per il Cagliari viene deviata da Pavoletti, venuto a dare una mano.

La Roma ha preso a crescere ed ora gli avversari sembrano in affanno, si susseguono i tentativi romanisti: al 63’, Zaniolo manda fuori di testa, traversa a portiere battuto di Pellegrini al 68’, e ancora, al 69’, Mancini spreca mandando fuori un pallone che gli arriva da bagarre in area, e dopo che, al 70’, Rui Patricio spegne un tiro di testa di Pavoletti con una paratona, al 71’ la Roma pareggia meritatamente: angolo, pallone in area, Ibanez colpisce di testa e goal.

Ora la Roma vuole tutta la posta e il forcing finale viene premiato al 78’, quando Pellegrini fa goal, direttamente su calcio di punizione, con uno di quei suoi palloni malefici che si insacca sotto il sette, alla sinistra del bravissimo Cragno, e consegna i tre punti alla Roma. 

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