Nuove competenze, FederTerziario sport lancia la figura del promotore sportivo
La proposta di questa nuova figura del promotore è stata presentata nel corso dell’incontro “Formazione, innovazione e Al: le nuove competenze dello Sport” organizzato ieri a Roma per discutere di sport, salute, nuove tecnologie, infrastrutture, sinergie tra pubblico e privato.

Amelia_Sansone,_Alessandro_Prudente,_Rossano_Cioeta,_Luca_Lucia
(AGR) FederTerziario Sport presenta la nuova figura del promotore sportivo per contribuire a una gestione dello sport più sostenibile e innovativa. L’obiettivo è affermare un nuovo paradigma che coniughi crescita personale, salute e nuove competenze. La proposta è stata lanciata nel corso dell’incontro “Formazione, innovazione e Al: le nuove competenze dello Sport”, organizzato ieri pomeriggio a Roma, a Palazzo Valentini. L’evento ha potuto contare sulla presenza di esponenti del mondo della politica, dell’associazionismo, della salute, della gestione delle infrastrutture e dell’innovazione digitale.
“Per essere un moltiplicatore di opportunità e crescita, l’attività sportiva deve fare affidamento su professionisti che sappiano generare relazioni e competenze, e che conoscano il territorio. Nasce con questa visione la figura del promotore sportivo, una persona che crede nei valori dello sport, che informa e promuove percorsi formativi dopo aver individuato le esigenze delle associazioni sportive” – ha spiegato Alessandro Prudente, presidente FederTerziario Sport. Ispirata alla figura del promotore finanziario, la figura del promotore sportivo mira a creare sinergie tra pubblico e privato e a favorire una maggiore professionalità a tutti i livelli: “Intendiamo fornire assistenza legale e corsi di aggiornamento per dirigenti sportivi, consulenza per partecipare a bandi di finanziamento e molti altri servizi per una gestione a 360 gradi dell’attività sportiva, anche a livello locale”, ha concluso Prudente. A questo fine FederTerziario ha concepito percorsi formativi specifici destinati a quanti intendano intraprendere la nuova carriera.
In un Paese in cui diminuisce l’attività fisica, salute e prevenzione sono elementi irrinunciabili di una gestione dello sport volta al bene comune. “I dati Istat parlano chiaro: 23,3 milioni di persone in Italia sono in sovrappeso. Nel biennio 2004-2025, il 26% dei bambini sono in sovrappeso, e nella fascia tra 3 e 17 anni la quota raggiunge il 32%. Parallelamente c'è un calo dell'attività sportiva leggera” – ha avvertito Simone Bentrovato, presidente FederTerziario Socio Sanitaria. “Questo genera l'aumento di patologie correlate. Lo scenario cambia anche da un punto di vista normativo: la legge 149 del 3 ottobre 2025 afferma che l'obesità è una patologia vera e propria. L'altro cambiamento è lo sport in Costituzione, con la modifica dell'articolo 33”. La salute passa così dall'essere un fatto individuale a un fattore di benessere collettivo. Questo, conclude Bentrovato, introduce novità importanti per le associazioni: “Le strutture sportive territoriali diventano nodi di un sistema socio-sanitario allargato. Pertanto bisogna potenziare le competenze o addirittura crearne di nuove”.
Ancora in tema di salute, Manuel Tuzi, ex deputato e medico specialista in medicina dello sport, ha sottolineato l’importanza di investire sulla prevenzione e di fare uso delle nuove tecnologie: “Oggi il sistema sanitario investe sull'emergenza invece che sulla programmazione e sulla prevenzione. Non penso sia questa la strada. Basti pensare che dal 2022 è stata introdotta una norma che stanzia soltanto un milione e mezzo di euro, su un bilancio di miliardi di euro, per la prescrizione dell’attività fisica”. I nuovi dispositivi indossabili per il monitoraggio dei parametri della salute sono un altro elemento di novità, che sta diventando centrale per una prevenzione efficace e diffusa: “Nel prossimo futuro in ogni casa saranno presenti dei sensori che comunicheranno con il nostro cellulare o con il nostro orologio. Tutti questi parametri saranno connessi in un sistema sanitario. Questo è il fine ultimo della tecnologia, che ci può dare veramente una mano per attuare questo processo di trasformazione”, ha concluso Tuzi.
Luca Lucia, Consigliere Federterziario Sport, ha messo l’accento sul gap formativo che affligge i dirigenti sportivi: “Occorre passare dalla passione, dal volontariato e dall'entusiasmo alla consapevolezza e alla competenza strutturata. Dalla passione nasce l'associazione, ma solo grazie alla consapevolezza degli adempimenti l'associazione può restare in piedi. Il nostro obiettivo è ridurre le sanzioni, tutelare i presidenti, i dirigenti e il patrimonio, rafforzando l'affidabilità dell'associazione. Dirigenti consapevoli fanno sì che l'associazione non debba chiudere i battenti”.
Hanno completato l’incontro gli interventi del professor Rossano Cioeta sull’importanza di riqualificare ed efficientare le infrastrutture sportive affidandosi a professionisti del settore, e i contributi di Roberto Fabiani, Direttore Commerciale MyNet, e Davide Castioni, CEO Evolutivo & Evo Privacy, sui delicati aspetti legati alla privacy, alla gestione dei dati e dell’AI all’interno delle associazioni sportive per assicurare una gestione ottimale della svolta digitale.
















