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Fiumicino, noi, operatori dello sport, non siamo stati favoriti dalla chiusura delle palestre scolastiche

Lettera aperta delle società sportive che operano in strutture private che respingono qualsiasi allusione di favoreggiamento da parte della politica in rapporto alla decisione del sindaco Montino di chiudere alla frequentazione esterna le palestre scolastiche

printDi :: 09 ottobre 2020 16:32
Fiumicino, noi, operatori dello sport, non siamo stati favoriti dalla chiusura delle palestre scolastiche

(AGR) Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta delle associazioni sportive che operano in strutture private nel comune di Fiumicino. “Finora non avevamo  ritenuto necessario, tantomeno opportuno, esprimerci in merito alla scelta del sindaco Esterino Montino relativamente alla chiusura delle palestre site all'interno degli istituti scolatici del Comune di Fiumicino e gestite da associazioni sportive del territorio. Non lo abbiamo fatto perché, pur comprendendo la sacrosanta esigenza di tutela e salvaguardia degli spazi scolastici da parte del sindaco e dei presidi, siamo persone di sport e per questo solidali con le associazioni che operano nelle strutture pubbliche, contribuendo a diffondere e promuovere  i valori dello sport soprattutto fra i giovani.

Ciò che non possiamo accettare è, tuttavia, la mistificazione della realtà proposta in particolare dal consigliere Baccini e da altri esponenti della politica locale, i quali vedono in questa scelta un “favoreggiamento” delle associazioni sportive che operano in strutture private. Ci teniamo a sottolineare che gli operatori privati lavorano in strutture che hanno costi molto alti in termini, per esempio, di affitti, utenze o riscaldamenti, ed in questo periodo anche di sanificazioni straordinarie  ed assicurazioni. Tali oneri sono nettamente diversi da quelli che sostengono le associazioni operanti nelle palestre scolastiche.

Le nostre associazioni anche durante il lockdown hanno comunque sostenuto tutte le spese a fronte di nessuna entrata e nessun sostegno, pubblico o privato.

Vi sono, poi, molte strutture che praticano per i corsi sportivi  gli stessi prezzi, se non inferiori, di quelli corrisposti a tante associazioni che operano nelle palestre pubbliche di cui spesso subiscono  la concorrenza senza traccia di quel prezzo “sociale” che dovrebbe appartenere a chi usufruisce di un bene pubblico . Basti pensare che anche durante il periodo più critico della pandemia, noi operatori del settore privato, ci siamo dati da fare facendo, a titolo completamente gratuito, lezioni online, restando vicini ai cittadini in uno dei momenti più critici della nostra storia, cosa che non tutti gli operatori delle strutture scolastiche hanno fatto. Ancora oggi alcune palestre private stanno ospitando (in alcuni casi a titolo gratuito, o comunque a prezzi contenuti e adeguati alle spese che sostengono)  associazioni che operavano nelle strutture pubbliche rinunciando ad alcuni dei loro corsi, nello spirito di collaborazione e attivazione che contraddistingue il nostro settore. E molti si dedicano, sempre a titolo gratuito, all'organizzazione di corsi ed attività sportive per disabili e famiglie in difficoltà.

Quindi non si può assolutamente parlare di favoritismo, bensì di svantaggio per noi operatori del privato, soli e senza aiuti, in quanto questa profonda crisi economica e sanitaria ha causato, purtroppo, anche la chiusura di diverse strutture”.

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