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Roma, mal di schiena....la diagnosi della colonna vertebrale va effettuata sotto carico

Il Dott. Maccari, neurochirurgo: È come valutare un’auto a motore spento. Solo sotto stress emergono criticità. In posizione contro gravità possono risultare più evidenti ernie discali, spondilolistesi, micro-instabilità e stenosi del canale vertebrale, che spiegano sintomi non giustificati.

printDi :: 24 febbraio 2026 16:54
mal di schiena foto pixabay

mal di schiena foto pixabay

(AGR) Il mal di schiena rappresenta una delle principali cause di disabilità a livello globale: secondo le stime epidemiologiche, oltre il 60-70% della popolazione adulta ne soffre almeno una volta nella vita. In Italia si parla di milioni di persone con lombalgia episodica o cronica. Eppure, non sempre gli esami tradizionali riescono a spiegare la sintomatologia riferita dal paziente.

«La risonanza magnetica convenzionale viene quasi sempre eseguita in posizione supina – spiega il dott. Edoardo Maccari, neurochirurgo –. In questa condizione la colonna si trova in scarico, tende a riallinearsi e alcune alterazioni possono non essere evidenti. Spesso il paziente avverte dolore durante la deambulazione o le attività quotidiane, ma l’esame eseguito a riposo non è dirimente».

 
La colonna vertebrale è infatti una struttura funzionale progettata per sostenere carico e movimento. Per questo motivo, nei casi in cui vi sia una discrepanza tra sintomi e imaging tradizionale, può essere indicato uno studio in condizioni dinamiche.

Presso DOC - Diagnostica Obesi e Claustrofobici - , centro di diagnostica per immagini con sede in Via Massaciuccoli 91, Roma, è disponibile la risonanza magnetica sotto carico, che consente di valutare la colonna in posizione eretta o seduta, riproducendo le condizioni funzionali reali.

«È come valutare un’auto a motore spento o acceso – osserva Maccari –. Solo sotto stress emergono alcune criticità. In posizione contro gravità possono risultare più evidenti ernie discali, spondilolistesi, micro-instabilità e stenosi del canale vertebrale, condizioni che talvolta spiegano sintomi altrimenti non giustificati».

La diagnostica sotto carico permette di analizzare la reale morfologia dei dischi intervertebrali, i rapporti articolari e la pressione sulle strutture nervose quando la colonna è sottoposta al peso corporeo. Questo approccio migliora la correlazione clinico-radiologica e supporta ortopedici, fisiatri e neurochirurghi nell’impostazione del percorso terapeutico.

Un ulteriore vantaggio riguarda l’accessibilità. Le apparecchiature sotto carico sono sistemi aperti.

«Si tratta di risonanze aperte – precisa Maccari – più tollerabili per chi soffre di claustrofobia e adatte anche a pazienti in sovrappeso o con obesità». Un dato non trascurabile, considerando che in Italia circa il 45% degli adulti è in eccesso ponderale, secondo le più recenti rilevazioni ISTAT.

L’integrazione tra risonanza tradizionale e studio dinamico rappresenta dunque un’evoluzione nella valutazione della patologia vertebrale, sempre nell’ambito di una indicazione specialistica mirata e personalizzata.

Profilo professionale

Edoardo Maccari è neurochirurgo, specializzato nel 2022 presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha svolto il proprio percorso formativo presso il Policlinico Umberto I, l’Istituto Neuromed del Molise, l’Ospedale Torrette di Ancona, il Sant’Andrea e il San Filippo Neri. Ha maturato un periodo di formazione in Veneto collaborando con il Professor S. Ferraresi, approfondendo le patologie del sistema nervoso periferico e le malattie degenerative della colonna vertebrale. Attualmente collabora con il dottor G. Grossi e il dottor L. Serra nel trattamento delle patologie degenerative del rachide.

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